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Foto Venosa:
2012, 2009, 2008

Venosa è situata in Basilicata, ai confini con la Puglia, nella Provincia di Potenza. Tra gli edifici religiosi: Cattedrale di Sant'Andrea Apostolo; Chiesa Antica; Chiesa di San Domenico (1348). Da Vedere: Palazzo Rapolla (XIX secolo).

Confina con i comuni di: Spinazzola, Rapolla, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Ginestra, Maschito, Lavello e Barile.

Castello aragonese di Pirro del Balzo (XV sec.)
Cattedrale dei SS. Felice ed Andrea (XV-XVI secc.)
Via F. Frusci
Piazza Orazio
Abbazia della Trinità, la chiesa incompiuta (XII-XIV secc.)

Indice

Da Vedere

  • Castello Del Balzo (XV sec.)
  • Palazzo Calvini (XVII-XIX secc.), sede del Municipio
  • Palazzo del Balì(XV sec.)
  • Palazzo De Luca (XVI sec.)
  • Palazzo del Capitano (XVII sec.)
  • Casa di Orazio (II sec. d. C.)
  • Parco archeologico con terme romane
  • Anfiteatro romano (I-II sec. d.C.)
  • Catacombe ebraiche (IV-VI secc.)
  • Area archeologica di Notarchirico (periodo paleolitico)
  • Fontana angioina (XIII sec.)
  • Fontana di Messer Oto (XIV sec.)
  • Fontana di San Marco (XVI sec.)

Edifici Religiosi

  • Cattedrale dei SS. Felice ed Andrea (XV-XVI secc.)
  • Chiesa del Purgatorio o di S. Filippo Neri (XVII sec.)
  • Chiesa di S. Maria della Scala (XVI sec.)
  • Chiesa di S. Martino (XIII sec.)
  • Chiesa di S. Domenico (XIV sec.)
  • Chiesa di S. Rocco (XVI sec.)
  • Chiesa di S. Biagio (XV sec.)
  • Chiesa di S. Giovanni Battista (XVI sec.)
  • Chiesa di S. Michele arcangelo (XVII sec.)
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (XVI sec.)
  • Abbazia della Trinità (V-XV secc.) e Chiesa Incompiuta (XII-XIV secc.)

Monumenti

Municipio

Edicole Votive

Manifestazioni

Venosa - Colonne.jpg
  • Festa e fiera della SS. Trinità (domenica successiva alla Pentecoste)
  • Certamen oraziano (maggio)
  • Fiera del 4 giugno
  • Festa di S. Antonio da Padova (13 giugno)
  • Eventi estivi
  • Festa della Madonna delle Grazie (I domenica di luglio)
  • Festa patronale di S. Rocco (16 agosto) e relativa fiera
  • Fiera del 25 settembre
  • Eventi natalizi

Dove Mangiare

  • Ristorante Al Frantoio, Via Roma, 211
  • Ristorante Il Buongustaio, Via Appia, 117
  • Ristorante Il Grifo, Via Delle Fornaci, 21
  • Ristorante L'Oasi, Via Melfi
  • Ristorante Pizzeria Paradiso, Via Tangorra Vincenzo, 2

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale monsignor Rocco Briscese, Castello Pirro del Balzo
  • Biblioteca del Centro studi oraziani
  • Biblioteca vescovile, Largo vescovado, 8

Lapidi Commemorative

Monumento ad Orazio Flacco
Chiesa e Convento San Domenico

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione Culturale La Quadriga.Informazioni Turistiche
  • Falstaff Associazione Musica e Spettacolo, Via Roma, 145
  • Il Cerchio Magico Società Cooperatva Sociale, Via Augusto Imperatore
  • Il Filo di Arianna Società Cooperativa Sociale, Cortile San Sebastiano, 12

Bibliografia

  • Guida di Venosa, Antonio Vaccaro, Lavello, Ed. Osanna (1999)
  • Venosa, Agenzia Horaziana Venosa, Ed. Appia 2 (1991)
  • Guida di Venosa, E. Lauridia, Ed. Laterza (1959)
  • La chiesa della SS. Trinità di venosa, E. Lauridia, Ed. Laterza (1961)
  • Il paleolitico inferiore di Venosa, C. Acquaviva (1968)

Memorie Storiche

Il libro L'Italia meridionale o L'antico reame delle Due Sicilie (1860) così descrive il comune:

Venosa, con 8 mila abitanti, sede vescovile, suffraganea di Acerenza, capoluogo di circondario, posta in luogo elevato, a piè dell'Appennino, assai ben fabbricata, cinta di mura, con magnifica cattedrale.

Mentre la Corografia fisica, storica e statistica (1845) riporta:

Trattasi ora del luogo che diede la cuna al primo imitatore di Pindaro, il che solo basterebbe ad illustrare eternamente Venosa; ma anche prima che quivi Orazio vedesse la luce del giorno, era città ragguardevolissima per testimonianza di Diodoro Siculo e di Dionisio Alicarnasseo. Strabone la pose nella Lucania, Tolomeo nella Puglia Peucezia; cosicché Orazio medesimo dubitava se Lucano o Pugliese dovesse chiamarsi: cosa da non recar meraviglia, attesa la mobilità de' confini delle provincie del regno nei tempi vetusti. Prima che fosse colonia romana i Sanniti la possedevano, di colà fronteggiando i Lucani e i Pugliesi; in quella città riparossi Varrone con cinquanta de' suoi eletti dopo la sconfina di Canne; e fu in quelle vicinanze che dieci anni dopo morì il vecchio console Metello combattendo contro di Annibale. Ebbero i Venosini grande amistà coi romani; ma fu certamente compenso tirannico l'avervi Ottaviano dedotta una colonia militare di veterani che fra loro si repartirono quei terreni. Caduto l'impero Romano, sofferse come le altre città della Puglia dai Goti, dai Longobardi, dai Saraceni: sotto i Normanni fu signoria di Drogone, poi di Ruggero. Gli Angioini ne fecero un Ducato pei Sanseverino; Giovanna II la diede al suo drudo Sergianni Caracciolo, e da costui pervenne a Gabriele Orsini, quindi a Pirro del Balzo principe di Altamura; e da osso la ereditò il Re Federigo suo genero. Nota il Puntano le sciagure a cui soggiacque Venosa nella guerra di Ferdinando il cattolico, il quale la donò con altre terre al suo cordovese Gonsalvo. Dagli eredi di questo pervenne ai Gesualdo Conti di Conza; e passata in seguito ad altre famiglie, terminò questa città la sua feudale servitù in quella dei Caracciolo del Sole altre volte ricordati.

La cattedra vescovile di Venosa è antica, ma gli scrittori sono discordi sull'epoca del suo primo stabilimento. Siede sopra ridente e amena collina; è cinta di mura, e nell'ampia sua piazza additano gli abitanti una scultura che credono rappresentare la madre di Orazio. Maestosa è la sua cattedrale, e fra le altre chiese è assai ragguardevole il tempio dedicato alla Trinità annesso ad un Monastero già di Cassinensi, poi dato in commenda ai cavalieri di Malta. Quel tempio sorge, dicesi, sull'idolatrico d'Imeneo, e fu costrutto da Gisulfo principe di Salerno, riedificato poi da Roberto Guiscardo che ivi è sepolto insieme con Alberada prima sua moglie: aggiunge l'ab. Sacco che vi ha la tomba anche Guglielmo Bracciodiferro. Erano in Venosa quattro case religiose; nella chiesa di quella dei Minori Osservanti vedesi il marmoreo sepolcro di Maria Donata Orsini moglie del sunnominato Pirro del Balzo. Diverse fontane ornano la città, che trovasi ancor provveduta di un Conservatorio femminile, due Monti di Pietà e uno Spedale. Tra gli uomini illustri ch'ebbero i natali in Venosa, voglionsi mentovare i celebri Giureconsulti Roberto Maranta e Giambatista De Luca che fu poi cardinale.

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