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Foto Vimercate:
2012, 2009, 2008

Vimercate è situato in Lombardia in Provincia di Monza e della Brianza. Tra gli edifici religiosi: Chiesa di San Michele; Oratorio dell'Addolorata, settecentesco; Convento di San Francesco. Da Vedere: Villa Borromeo; Villa Gallarati Scotti; Ponte San Rocco, sul torrente Molgora.

Confina con i comuni di: Agrate Brianza, Ornago, Arcore, Concorezzo, Carnate, Bernareggio, Bellusco, Burago di Molgora, Usmate Velate e Sulbiate.

Indice

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Piazza Unità d'Italia, 2/g
  • Biblioteca Comunale. Sede decentrata di Oreno, Via Piave, 25 (Oreno)
  • Biblioteca Comunale. Sede decentrata di Ruginello, Via Diaz, 23 (Ruginello)
  • Biblioteca Comunale. Sede decentrata di Velasca, Villa Volontieri (Velasca)
  • Biblioteca Scuola elementare don Milani, Via Mascagni
  • MUST - Museo del territorio del Vimercatese, Vittorio Emanuele, 53
  • Sistema Bibliotecario Vimercatese, Piazza Unità d'Italia, 1/G

Editoria

  • Giornale di Vimercate :giornale d'informazione,settimanale,notizie di cronaca locale di Vimercate e del territorio. [1]

Complessi Bandistici

  • Civico Corpo Musicale

Informazioni Utili

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Bibliografia

  • Vimercate. Visita alla città e al suo territorio, Giovanna Virgilio, Ed. Ist. Storia dell'Arte Lombarda (2003)
  • Notizie di Vimercate (rist. anast. Milano, 1853), Giovanni Dozio, Ed. Atesa (2006)
  • Vimercate: chiese romaniche, affreschi gotici e «ville di delizia». Ediz. italiana e inglese, Angelo Marchesi (2007)
  • Vimercate da cartolina. Cento anni di storia attraverso le cartoline postali, Angelo Marchesi, Ed. Bellavite (2006)

Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta:

Vimercate - Detto anticamente Vico Martio dal culto particolare, come da alcuni si pretende, che nelle età romane qui si prestava al Dio Marte. Questo borgo compreso anticamente nel contado di Milano diventò nel secolo XIII capo di quello della Martesana, ch'e comprendeva le pievi di Gajano, o Gagliano, Mariano, Seveso, Incino, Missaglia, Garlate, Brivio, Asso, Oggiono ed Agliate. Il famoso Ezelino nel 1259 fissò qui la sua dimora, e partito poi coll'esercito verso Cassano fu da' Milanesi mortalmente ferito, e dopo undici giorni morì in Soncino, dove fu sepolto sotto il portico del pubblico palazzo. Nobilissime famiglie qui fiorivano, come i Vimercati fino dal 1280, i Carcassoli nel 1459. Il duca di Milano diede questo borgo in feudo al conte Gianantonio Secchi Borella, dalla di cui linea passò poi nella casa Trotti. Vi risiedeva un giudice togato, che col titolo di Vicario della Martesana amministrava la giustizia a tutto il contado di questo nome. In Vimercate al 26 febbrajo del 1450 furono firmati i capitoli dai Milanesi per l'accettazione di Francesco Sforza in loro duca e signore; ed il giorno tre del successivo marzo da sei deputati della città si prestò in Vimercate a quel principe l'omaggio di fedeltà.

La chiesa di s. Stefano fino dal secolo XIII fu insigne collegiata e plebana di settantotto chiese. È mirabile il dipinto a fresco delle gesta del santo protomartire. L'altar maggiore fu consacrato dal vescovo d'Ajazzo che vi ripose l'anno 1272 le insigni reliquie dei ss. Andrea, Taddeo, Quirico e Nicomede. Il campanile nel 1261, come già abbiamo detto, servì di carcere ai nobili Milanesi vinti dal popolo, e qua trasferiti da Tabiago. Nel 1298 vi erano in Vimercate tre conventi d'Umiliate. 1.° Quello detto di Cugnolo, che nel 1344 avea nove sorelle soltanto, mentre prima vi erano anche dei frati. 2.° Della Valle, che pure nel 1344 era cangiato in convento di sole femmine, e contenea parimenti nove sorelle. 3.° Di Caporico, che fu sempre d'Umiliate, e nello stesso anno 1344 aveva otto sorelle. S. Carlo creò qui protonotaro il conte Secchi, gli conferì gli Ordini Minori, lo fece proposto, e dopo un mese sacerdote. La chiesa dell'Assunta è assai frequentata da tutto il vicinato. Gli ordini religiosi delle Orsoline, delle Benedettine e dei Francescani vi avevano un convento. Nella chiesa di s. Michele nel 1110 fu eretta una religione detta de' Socj, che fu assoggettata al monastero Ambrosiano, e fu cagione di liti fra il detto monastero ed il plebano, i di cui diritti furono riconosciuti dall'arcivescovo s. Galdino. La casa di detta religione divenne poi chiostro di sacre vergini, che furono soppresse pochi anni sono.

e sulle attuali frazioni di Oldaniga e Ruginello riporta:

Oldaniga. In questo luogo esisteva in epoca rimota un monastero di monache, che fu unito, alla casa delle Umiliate in Monza detta la Rampogna. Fa parte di questa parrocchia il comune di Ruginello, essendo anzi Oldaniga una frazione di quel comune. Tanto l'uno quanto l'altro luogo l'anno 1633 furono devastati dalla grandine. Il magistrato sopra le imposte pubbliche fece un abbonamento ad Oldaniga di lir. 382. 16. 8, ed a Ruginello di lir. 1549. 9. 9. Probabilmente da quest'ultimo luogo trasse il cognome la famiglia Ruginelli: ebbe questa un Giulio Cesare, che fiscale dell'inquisizione e causidico fu spedito alla corte di Spagna dalla città di Milano per affari pubblici. L'Argellati encomia gli scritti legali di questo Ruginelli.

mentre su Oreno riporta:

Oreno, noto nel secolo nono sotto il nome di Eporeno, ed in latino Oprenum. L'Argellati crede, che fosse di questa terra quel Giovanni da Oreno dell'ordine de' Predicatori, scrittore verso l'anno 1270. Nel 1298 eravi un convento d'Umiliati. È celebre Oreno per la sontuosità del palazzo e dei deliziosi giardini dei conti Scotti di Colturano, ai quali sottentrarono i Gallarati Scotti marchesi di Cerano, discendenti da Guido, che era nel 1340 graduato nella corte del principe arcivescovo nostro Giovanni Visconti. Era in Oreno un monastero, come diroccante per l'antichità, fu nel 1425 soppresso da Martino V, ed aggregato a quello di s. Apollinare di Milano. I Francescani vi tenevano una chiesa ora officiata da un sacerdote coadjutore in cura di anime.