GUIDA Saluzzo/Personalità Illustri/Militare
Personalità Illustri in campo Militare
- Mario Musso
- Nacque a Saluzzo nell'anno 1879 e ,nel corso del 1° Conflitto Mondiale (nel grado di Capitano) ,al Comando della 21^ Compagnia del Battaglione alpini " Saluzzo " (a cima Val di Puartis - in Friuli ) il 14 settembre 1915 venne ferito e catturato dal nemico.Per le gravi ferite riportate morì tre giorni dopo.Il nemico,ammirato del suo coraggio,rese grandi onori ed,alla memoria,gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valore Militare con la seguente motivazione:
Attaccato da forze nemiche molto superiori, con calma e sicura intelligenza respingeva ripetutamente per dieci ore gli attacchi nemici- Gravemente ferito, continuava ad esercitare il suo comando trascinandosi lungo la linea di fuoco per rincuorare i dipendenti alla resistenza. Ritiratosi momentaneamente in un piccolo ricovero della trincea per medicarsi, ne usciva poi quando già il nemico minacciava di circondare la compagnia e dava disposizioni per il ripiegamento del reparto, rifiutandosi di essere trasportato per non causare ritardi e maggiori perdite e facendo così nobile sacrificio della propria vita”.
- Giuseppe Angelo Monesiglio dei Conti di Saluzzo
- Nacque a Saluzzo nell’anno 1734 e morì a Torino nell’anno 1810.Ufficiale di artiglieria,Fisico e Chimico fondò a Torino , con Joseph-Louis Lagrange (1736-1813),l’Accademia delle Scienze e ne fu il primo Presidente.Fu anche uno dei primi studiosi italiani di chimica dei gas ed approntò apparati chimici complessi per lo studio dell'anidride carbonica.Il suo nome è legato ad un tipo di bottiglia usata nelle esperienze di pneumatica.
- Carlo Alberto Dalla Chiesa
- Nacque a Saluzzo il 27 settembre del 1920 e morì a Palermo il 3 settembre 1982 ,vittima di un attentato di mafia. Generale dell'Arma dei Carabinieri, dedico tutta la sua carriera alla lotta contro il terrorismo delle Brigate Rosse prima e della mafia dopo. Fu insignito delle seguenti decorazioni:
- - Medaglia d'argento al Valor Militare ,con la seguente motivazione:
Durante nove mesi di lotta contro il banditismo in Sicilia cui partecipava volontario, dirigeva complesse indagini e capeggiava rischiosi servizi, riuscendo dopo lunga, intensa ed estenuante azione a scompaginare ed a debellare numerosi agguerriti nuclei di malfattori responsabili di gravissimi delitti. Successivamente, scovati i rifugi dei più pericolosi, col concorso di pochi dipendenti, riusciva con azione rischiosa e decisa a catturarne alcuni e ad ucciderne altri in violento conflitto a fuoco nel corso del quale offriva costante esempio di coraggio.Sicilia Occidentale, settembre 1949 - giugno 1950
- - Medaglia d'oro al Valor Civile ,con la seguente motivazione:
Già strenuo combattente, quale altissimo ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, della criminalità organizzata, assumeva anche l'incarico, come Prefetto della Repubblica, di respingere la sfida lanciata allo Stato democratico dalle organizzazioni mafiose, costituenti una gravissima minaccia per il Paese. Barbaramente trucidato in un vile e proditorio agguato, tesogli con efferata ferocia, sublimava con il proprio sacrificio una vita dedicata, con eccelso senso del dovere, al servizio delle Istituzioni, vittima dell'odio implacabile e della violenza di quanti voleva combattere.
- - Medaglia di bronzo al Valor Civile ,con la seguente motivazione:
Comandante di Legione territoriale accorreva, in occasione di un disastroso movimento sismico, nei centri maggiormente colpiti, prodigandosi per avviare, dirigere e coordinare le complesse e rischiose operazioni di soccorso alle popolazioni. Malgrado ulteriori scosse telluriche, persisteva nella propria infaticabile opera, offrendo nobile esempio di elevate virtù civiche e di attaccamento al dovere.Sicilia Occidentale, gennaio 1968.
- - Marchese Michele Antonio Ludovico del Vasto (noto come Michelantonio di Saluzzo )
- nacque a Saluzzo il 26 marzo 1495 e morì ad Aversa il 18 ottobre 1528. Primogenito del Marchese Ludovico II di Saluzzo e della consorte Margherita di Foix-Candale a soli dodici anni fu nominato Governatore del Contado Astigiano .Con il padre partecipò alle guerre italiane di Luigi XII e Francesco I e combatté con valore (anche a Pavia nell’anno 1525) tanto che Francesco I lo nominò Luogotenente in Italia .Nominato Conte di Carmagnola ottenne il governo del Marchesato di Saluzzo .Nell’anno 1526,al Comando delle Armate Francesi ,liberò Piacenza occupata dai Tedeschi e, nell’anno 1527,occupò Bologna e Firenze .Contrastò invano il Sacco di Roma operato dai Lanzichenecchi nell’anno 1527.Sconfitto dagli Spagnoli nella Battaglia di Aversa venne ferito ad una gamba da una scheggia di un muro colpito da una palla di cannone e,quindi, costretto alla resa.Fatto prigioniero con i suoi soldati fu portato a Napoli dove fu ospite in casa del Duca di Tremoli e stipulò una resa favorevole per i suoi soldati.Alla sua morte il Marchese voleva essere sepolto a Saluzzo ma,all’epoca,era difficile trasportare un cadavere (salvo ricorrere alla "bollitura" ,già vietata da Papa Bonifacio VIII nell’anno 1310) e secondo le sue ultime volontà,il suo corpo venne sepolto nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli in Roma .Tale episodio è ricordato nel Commento alla Ballata del Marchese di Saluzzo poi ripreso,quattro secoli dopo,dagli Alpini durante la Prima Guerra Mondiale che la trasformarono in Il Testamento del Capitano :
- Il capitan de la compagnia
- e l'è ferito, sta per morir,
- e manda a dire ai suoi Alpini
- perchè lo vengano a ritrovar.
- I suoi Alpini ghe manda a dire
- che non han scarpe per camminar.
- "O con le scarpe o senza scarpe
- i miei Alpini li voglio qua".
- E co' fu stato a la mattina
- i suoi Alpini sono arrivà.
- "Cosa comàndelo sior Capitano
- che noi adesso siamo arrivà?".
- "Ed io comando che il mio corpo
- in cinque pezzi sia taglià:
- Il primo pezzo alla mia Patria
- che si ricordi del suo Alpin.
- Secondo pezzo al Battaglione
- che si ricordi del suo Capitan,
- il terzo pezzo alla mia mamma
- che si ricordi del suo figliol.
- Il quarto pezzo alla mia bella
- che si ricordi del suo primo amor,
- l'ultimo pezzo alle montagne
- che lo fioriscano di rose e fior".






