GUIDA Torino/Storia/Rifugi antiaerei
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Storia di Torino/Rifugi antiaerei
- Una delle ovvie conseguenze del Secondo Conflitto Mondiale è stata la costruzione in città di rifugi antiaerei (rigorosamente di calcestruzzo,con i muri spessi almeno 80 centimetri ed in grado di proteggere dalle bombe) di diversi tipi:alcuni più organizzati,efficienti e progettati con cura;altri, più rudimentali.Dei quarantadue ricoveri pubblici sparsi in diversi punti della città,fatti realizzare dal Comune negli anni di guerra, alcuni non sono più accessibili al pubblico a causa di problemi logistici e di sicurezza mentre altri sono in parte visitabili come :
- - il Rifugio antiaereo di Piazza Risorgimento;
- - quello ubicato sotto il Palazzo Civico ,in Piazza Palazzo di Città, uno dei primi rifugi ad essere realizzato in città nell’anno 1940 e composto principalmente da una sola grande stanza con le panche per sedersi accanto alle pareti.Il rifugio fu realizzato sotto il cortile d’Onore del Palazzo per i dipendenti comunali,a cura della Ditta Occhetti (a 10 metri di profondità con le seguenti misure:largo tre metri,lungo venti metri ed alto due metri e trenta),e poteva contenere un massimo di 50 persone.I muri ed il soffitto erano in cemento armato.Le vie d’uscita erano tre e tutte collegavano il rifugio con i piani interrati del Palazzo Comunale .La prima via d’uscita era costituita da un tunnel in mattoni lungo trenta metri,mentre la seconda e la terza erano costituite da due scale a chiocciola in cemento armato.Le porte del rifugio erano in ferro antisoffio che proteggeva l’interno da eventuali attacchi con sostanze tossiche o gas.All’interno si trovavano panchine in legno,acqua corrente,latrine ed un impianto di ventilazione nel caso i rifugiati fossero dovuti rimanere lì per un tempo prolungato;
- - quello al di sotto del cortile interno delle Ex Carceri Giudiziarie ,in Via Paolo Borsellino ,simile ad un bunker realizzato a diciotto metri di profondità e costituito da due gallerie umide,buie,gelate alle quali ci si arriva scendendo quaranticinque scalini.I tunnel (lunghi rispettivamente 37 e 27 metri,per una larghezza di 3 metri ed un’altezza massima di 3 metri e mezzo)potevano ospitare 800 persone,poco più della metà dei 1400 detenuti che il carcere arrivò ad imprigionare;
- - quello di Piazza Marmolada :probabilmente impiegato dai dipendenti dell’ ex stabilimento Fiat Materferro (operativa nel settore ferrotranviario e la cui sede,nata nell’anno 1917,era nella stessa piazza) presenta,ad una profondità di dodici metri,tre stanze (ciascuna dalla capienza di 120 persone circa) ed un piccolo bagno. L’entrata era regolata da una porta a decompressione;
- - quello del complesso degli ex Quartieri Militari ( ex Caserme degli isolati dei Santi Celso e Daniele – vds. in Caserme ) in Corso Valdocco ,che dava rifugio ai redattori e ai giornalisti della "Gazzetta del Popolo", che all’epoca lavoravano nell’edificio.Ubicato a circa dodici metri di profondità dispone di quattro gallerie con rinforzi di cemento armato con struttura "a baionetta".






