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(vedi anche edizione 2008)

Bella è situato in Basilicata in Provincia di Potenza. Il 19 marzo si festeggia il Patrono, San Giuseppe. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Madre; Chiesa di Santa Maria delle Grazie; Chiesa di San Vincenzo.

Confina con i comuni di: Avigliano, Muro Lucano, Ruoti, San Fele, Balvano, Filiano e Baragiano.

Indice

[modifica] Dove Mangiare

  • Ristorante Bar Il Grottino, Piazza Plebiscito, 5

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via Modena

[modifica] Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione Volontariato Al di Là delle Nuvole, Via Modena, 38
  • Filemone - Com. Promozione per L'Integrazione Tra i Popoli, Vico I Campidoglio

[modifica] Bibliografia

  • Storia di Bella, Mario Martone, Graphislitografica (1997)
  • Storia della comunità di Bella, Vol. 1-6, Mario Martone, Finiguerra (1994-2002)
  • Bella nella storia-territorio e società, Franco Coviello, edizione a cura della Comunità Montana Marmo-Platano

[modifica] Memorie Storiche

In Corografia fisica, storica e statistica (1845) così viene descritto il comune:

Fra gli storici che parlando di Numistrone non vi hanno sostituita la odierna Muro, è alcuno che dalle rovine di quell'antica città vorrebbe far nascere Bella distante tre miglia da Muro, ma non è a ciò bastevole fondamento qualche sepolcro o moneta che in quei dintorni siasi rinvenuta; e la fontana detta de' Saraceni, ivi tuttora esistente alla distanza di un miglio da Bella, non altro proverà se non che in quei campi si combattè e vi morirono persone distinte ivi poi sotterrate. Il tenimento di Bella fu, per così dire, lacerato dai feudalismo; giacchè nel regno di Guglielmo II fra non meno di sedici baroni si ripartiva. Nel 1462 il Re Ferdinando vendè a Giacomo Caracciolo la terra di Bella, che quasi un secolo dopo ricaduta al Demanio, fu donata da Carlo V a Ferrante d'Alarçon. Da questo, dopo alcuni passaggi a diversi feudatarii, tornò alla Corona nel 1560 a sollecitazione degli abitanti; i quali non potendo poi reggere ai pesi governativi, ottennero di esser venduti dal Viceré d'Alcalà ad Agostino Rendone; se ne fecero quindi altre vendite, e cosi pervenne ai Caracciolo Principi di Torella. Sono da notarsi in Bella la chiesa arcipretale, tre Monti Pii intesi ad onere di beneficenza, e lo Spedale per gl'infermi e pei pellegrini.

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