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Concorsofoto.jpg
Foto Gela:
2012, 2009, 2008
La Torre Manfria, simbolo della città
Panorama
Sorcio sul lungomare

Gela è situato in Sicilia in Provincia di Caltanissetta. L'otto settembre si festeggia il Patrono, Maria SS. dell'Alemanna.

Confina con i comuni di: Niscemi, Butera, Mazzarino e Acate.

Castelluccio - XIII secolo
Piazza Umberto I
Monumento ai Caduti del Mare
Chiesa Madre Santa Maria della Platea - Facciata Principale
Via Venezia la rotonda con la fontana all'ingresso Est della città
La Frazione di Manfria vista dalla torre
Piazza Roma
Macchitella la rotonda ingresso Ovest della città
Piazza San Giacomo nello stile Razionalista dell'architetto Salvatore Cardella
Chiesa di San Giacomo Maggiore XX secolo Facciata
In periferia Piazza Don Bosco con la Chiesa di San Domenico Savio

Indice

Da Vedere

  • Chiesa Madre di Santa Maria della Platea
  • Chiesa di Sant'Agostino
  • Chiesa di San Benedetto o Badia
  • Castelluccio XIII secolo
  • Torre di Manfria XVII secolo

Musei

  • Museo Archeologico Regionale, Corso Vittorio Emanuele, 1 Telefono: 0933-912626

Dove Mangiare

  • Ristorante Boomerang, Via Dei Gerani
  • Ristorante Casanova, Via Venezia, 89/91
  • Ristorante Il Grifone, Via Bresmes, 73
  • Ristorante Il Veliero, Via Federico Di Svevia, 202
  • Ristorante L'Arlecchino, Via Manzoni, 154
  • Ristorante Lo Zingaro, Via Venezia, 262
  • Ristorante Lo Zodiaco, Piazza San Agostino
  • Ristorante Sarago, Via Venezia, 81

Frazioni e Località

  • Manfria
  • Settefarine

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via Butera, 1
  • Biblioteca della Cooperativa Pablo Neruda, Via Adige, 28

Complessi Bandistici

  • Banda Giuseppe Verdi

Lapidi Commemorative

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • A.D.A.S. Associazione Donatori Autonoma Sangue, Via Italia, 13
  • A.S.S.I. Gela Coop.Sociale Arl, Vico Cattuti, 3
  • Associazione Croce del Soccorso Italiano, Via degli Appennini, 5
  • Associazione Culturale Pensieribelli, Via Catilinan, 23
  • Confraternita di Misericordia di Gela, Via Plutarco, 67/A
  • Organizzazione Nazionale Volontari "Giubbe D'Italia" Protezione Civile, Via Falcone C/da Brucazzi [1]
  • Pubblica Assistenza Procivis, Vico Lamantia, 5

Bibliografia

  • Gela nella sua storia, N. Vicino (1981)
  • Industrializzazione senza sviluppo. Gela, una storia meridionale, E. Hytten - M. Marchioni (1970)
  • Gela. Storia e archeologia dell'antica Gela, Rosalba Panvini, Ed. SEI (1996)
  • Gela. L'identità perduta, Francesco Salinitro, Ed. Alinea (2007)

Memorie Storiche

Nel Dizionario del 1858 di Antonio Busacca la città viene così descritta:

Gela — Città antica e famosa, fabbricata dai Cretesi 690 anni prima di G. C. Alcuni vogliono che sorgesse; ove è oggi Leocata. Cluverio ove oggi sorge Terranova. Biseari ove è Cenomo, forse dove è Alicata vicino al castello Falario. Di essa ne parlano Tucidide, Erodoto, Diodoro, Statone, Plinio, e Polibio. Tra i poeti Silio, Claudiano, Ovidio, e Virgilio. Gli antichi la chiamarono Gela dal nome del fiume; ed il fiume fu nomato siffattamente dal gelo secondo Erodoto. Secondo Cluvario fu detta Linda da Lodo città di Rodi, da dove partirono i primi condottieri della prima colonia, che l'abitarono (Trucidide lib. 6° ). Plutarco e Callimaco annoverarono Gela tra le grandi città di Sicilia questa città crebbe in breve tempo in modo che Tucidide ci fa conoscere, che l'anno 108 dacchè fu fabbricata mandò una colonia sotto Aristomo e Pistilo per fabbricare la citta di Agrigento. Il governo di Gela era democratico, avea il suo Senato con un magistrato superiore, come in Atene gli Arconti, in Roma con i Consoli, ed in Siracusa cogli Amfipoli. Gli affari pubblici si decretavano dal Senato col popolo, e si avea somma cura per l'istruzione della gioventù e particolarmente negli esercizi ginnastici. nell' anno secondo dell' Olimpiade 66, Gela era una delle principali e popolate città del lato meridionale della Sicilia, cadde sotto il dominio di Oleandro suo cittadino, ma nato in Patova città della Licia. Durò tale servitù per 7 anni, tempo in cui fu ucciso questo tiranno da Sabelto nobile cittadino di Gela; ma non perciò riacquistò libertà. Avendo Ippocrate fratello dell' ucciso Oleandro sul cominciare dell' Olimpiade 69, secondo Erodato lib. 7°, Gelone s'impadronì di Gela. Nel tempo della guerra cartaginese Gela si battè con eroismo contro Amilcare capitano dei Cartaginesi. Conchiusa la pace tra Amilcare ed i Siracusani, Gela restò sotto il dominio dei Cartaginesi. In ultimo nel 282 prima di Cristo, fu Gela da Fiozia tiranno di Agrigento interamente distrutta (Diodoro lib. 13°). In alcune monete da una parte si vede una testa virile, o dall' altra mezzo bue: in altre da una parte la testa di Giove, e dall' altra la testa di Ercole. Leggenda. CBAAX. Gela fu patria del tiranno Gelone Re di Siracusa; del filosofo Timagora discepolo di Teofrasio; del celebre poeta comico Apollotoro; di Archestrato, duce e maestro degli Epicurij; del medico Pausonia, discepolo di Empedocle, autore del libro de Apno, di cui gli anticni faceano tanto conto.

Mentre il libro L'Italia meridionale o L'antico reame delle Due Sicilie (1860) così descrive il comune:

Gela fu antica e molto celebrata città, e trasse il nome dal fiume dello stesso nome, secondo che dicono Tucidide, Erodoto, Diodoro, Plutarco, ed era nel luogo dell'odierna Terranova. I primi fondatori pare fossero i Ro- dii, i quali furono dopo accresciuti da coloni Cretesi. La città fu popolosa e potente, ed ebbe grande parte nelle guerre cartaginesi. Veggonsi ancora molti ruderi di antichi edifizj, e colonne di stile corintio, e grandi pietre quadrate, e vasi figulini di bellissimo ed antichissimo lavoro, e monete di rame e di argento. Fu teatro di sanguinose guerre, ed ora vinta, ora vincitrice de' Siracusani, fu finalmente distrutta da Fintia tiranno di Agrigento, e rimase abbandonata e diserta.

In Corografia dell'Italia (1832) così viene descritto il comune:

GELA , nome di un' antica citta di Sicilia, presso la costa australe, e che da taluni presumesi esistesse ove presentemente sta la moderna città di Alicata, mentre da altri la collocano presso Terranuova. Fu edificata da Anlifemo di Rodi e da Eutimo di Creta 45 anni dopo la fondazione di Siracusa, cioè 690 anni av. l' e. v. Il suo nome gli deriva dal vicino fiume chiamato esso pure Gela. La non concorde opinione sopra il luogo in cui esisteva l'antica città ba fatto in modo di non potere precisare anche il nome moderno del fiume, poiché da taluni vuoisi che sia il fiume Salso, e da altri il Terranuova. Questa città fu possente e ricca; tracce della sua floridità si manifestano nelle molte monete d'argento, che si vanno trovando nei campi Gelosi descrittici da Virgilio, la di cui impronta è Hibon, divinità di Canpania e di Sicilia, simbolo dell' agricoltura, sorgente della sua ricchezza. La distruzione di questa città risale a 290 anni prima dell' e. v., cioè appunto quattro secoli dopo la sua fondazione. Gela avea nelle sue vicinanze due fontane: l'acqua di una fertilizzava le terre, quella dell' altra le rendeva sterili avea poi in vicinanza uno stagno, il quale esalava un odore talmente forte da non potere per lungo tempo stargli vicino.