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Pavarolo

Pavarolo è situato nel Piemonte nella Provincia di Torino. L'ultima domenica di agosto si festeggia il Patrono, San Secondo. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrocchiale di Santa Maria dell'Olmo; Cappella di San Defendente; Cappella di San Grato.

Confina con i comuni di: Chieri, Gassino Torinese, Montaldo Torinese, Baldissero Torinese e Castiglione Torinese.

[modifica] Storia

Prime tracce archivistiche del comune risalgono ad un diploma imperiale a firma Enrico III del 1047. L'imperatore, in quel documento, confermava la proprietà del sito alla canonica di San Salvatore di Torino. Ciò significa, evidentemente, che l'insediamento era ancora più antico.

Nel 1164 Pavarolo venne assegnata dal Barbarossa ai marchesi del Monferrato, coi quali l'imperatore era imparentato. Dopo le guerre fra gli Aleramici, Asti, Chieri e l'Imperatore, Pavarolo venne inglobata dalla Repubblica di Chieri che accorda ai pavarolesi il titolo di cittadini e confederati, nel 1235.

Pavarolo segue, così, le sorti della Repubblica chierese; e nel 1347 si sottopone anch'essa all'autorità dei Savoia. Nell'ambito dello scontro fra i Savoia e i marchesi del Monferrato, Pavarolo viene invasa dalla truppe del capitano Facino Cane che la tenne in scacco fino al 1400, quando i chieresi liberarono il borgo.

Nel Settecento, Pavarolo fu occupata dai francesi nell'ambito della Guerra di Successione spagnola.

Pavarolo, dall'Ottocento in poi ha subito un processo di spopolamento legato all'inurbazione e all'abbandono delle campagne.

Paradossalmente oggi si assiste al trend esattamente opposto, con molti torinesi che si spostano fuori città: è, quindi, un centro caratterizzato dalla forte pendolarità degli abitanti.

A Pavarolo soggiornò lungamente Filippo Casorati, pittore novarese, fra simbolismo e secessione, uno dei più importanti artisti del Novecento in Italia.

[modifica] Da Vedere

Castello
Edificato nel 1300, ha subito nei secoli diversi interventi volti a convertirlo dall'uso militare a quella civile. E', difatti, ancora possibile osservare come siano state murate molte finestre o come sia stata asportata la bertesca, ovvero la torretta angolare. L'edificio ha una mole imponente. Particolarmente degni di nota sono il grande portale ogivale e le bifore che decorano l'ultimo piano.
  • Parrocchiale di Santa Maria dell'Olmo
  • Cappella di San Defendente
  • Cappella di San Grato
  • Cappella di San Sebastiano, conserva una scultura di Romano Campagnoli


[modifica] Informazioni Utili

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