16 Aprile 2008

L’amore per la terra oltre ogni ostacolo

di Marcello Di Sarno (Blog Morterone. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Morterone Giampietro Redaelli intervistato per Comuni-Italiani.it

Come si presenta la sua città a chi oggi la vive quotidianamente?
E’ una comunità montana composta da numerose frazioni sparse sul territorio. Una comunità ristretta Giampietro Redaellidi 37 abitanti che per amore della loro terra, sono disposti a vivere una quotidianità fatta di sacrifici e di rinunce, legata alle scarsissime risorse pubbliche che riceviamo. Ciononostante si riescono ad offrire i servizi più urgenti: tra cui un valido servizio taxi per accompagnare i bambini alla scuole più vicina. I maggiori disagi insorgono con la stagione invernale e in luogo di abbondanti nevicate. Al contrario nel periodo estivo Morterone si riappropria delle sue proverbiali caratteristiche di luogo ameno e incontaminato, immerso in una rigogliosa conca naturale contornata da valli.

Tre validi motivi per visitarla?
Morterone è un posto da visitare in tutti i mesi dell’anno, anche se è con l’avvento dell’estate che riesce ad offrire una maggiore vitalità. In questo periodo si ripopola dei tanti morteronesi che vivono nei comuni limitrofi e dei turisti amanti della montagna e della natura, attirati dalla macchia verde del Monte Resegone, che racchiude un inestimabile patrimonio naturalistico, storico ed etnografico. A ciò si aggiunge il dinamismo culturale dei suoi abitanti, testimoniato dalla fervida attività dell’Associazione “Amici di Morterone”, promotrice di numerose mostre ed incontri.

Chi ne ha fatto la storia?
Generazioni di contadini che sono vissuti più di mille anni in condizioni disagiate e isolati dal resto del mondo, vivendo esclusivamente di pastorizia. L’estensione dei propri confini e la sua particolare collocazione geografica, in quanto zona di confine, sono all’origine del suo complesso patrimonio storico, fatto di tante voci, quante sono le frazioni in cui è suddiviso. Un’eredità che si tramanda da secoli (i primi nuclei abitativi risalgono al 1100) abbiamo intenzione di preservare

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero?
Vado fiero del profondo vincolo che lega i morteronesi alla loro terra, il genuino orgoglio e lo spirito di abnegazione che serbano nel mantenere in vita questa città. Ci tengo a sottolineare che si tratta per la maggior parte di giovani (gli anziani sono 4-5): chi coltivando la terra, chi puntando sul turismo, ognuno persegue il medesimo obiettivo, quello cioè far crescere questo comune e la rete di servizi da offrire a cittadini e visitatori. Tutti, io per primo, ci diamo da fare per far fronte alle molteplici problematiche di gestione: abbiamo istituito ex novo una Pro Loco per rilanciare l’attività turistica.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro della sua città?
Di recente abbiamo messo a disposizione degli allevatori locali una stalla modernissima, che risponde a tutte le loro esigenze e che puntiamo a migliorare ulteriormente. Due sono i progetti imprescindibili per lo sviluppo della città: il potenziamento della rete di collegamenti con i Comuni limitrofi; la realizzazione di una serie di infrastrutture essenziali per il sistema ricettivo locale, in primis una struttura alberghiera. Non si tratta di imprese faraoniche, bensì di obiettivi concreti e necessari alla nostra sopravvivenza, per la cui realizzazione occorrerebbero maggiori risorse di quelle che lo Stato ci mette a disposizione.

Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua città e la risposta che darebbe.
Quand’è che il Governo centrale comincerà a preoccuparsi delle difficili condizioni di comuni come il nostro? Può sembrare un paradosso tenere in vita un comune così piccolo, ma la legge dice che questo comune è difficile da aggregare a qualsiasi altro, pertanto la burocrazia dovrebbe manifestare maggiore sensibilità e supportarci, invece di ostacolarci, nelle nostre iniziative. Tra le tante cose ho chiesto che quando si fa un bando per creare un’attività produttiva, si consideri come priorità di crearla lì dove non c’è, appunto il nostro caso. E’ dal 1985 che porto avanti questa battaglia e in tutto questo tempo ho ricevuto soltanto promesse puntualmente disattese.

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