9 Febbraio 2015

Il Museo della Memoria Storica

di Maria Minopoli (Blog San Pietro Infine. Racconti di Viaggio)

In piacevole compagnia, il 29 maggio, ho visitato il Museo della Memoria Storica di San Pietro Infine.

San Pietro Infine Oggi

San Pietro Infine, oggi

Il territorio comunale si incunea tra il Lazio, il Molise e la Campania, è circondato dai monti degli Appennini e da una rigogliosa vegetazione.

Il viaggio è dedicato alla visita dell’antico paese, arroccato su uno sperone roccioso e circondato da verdi e remoti uliveti. Di origine medioevale il paese era un centro agricolo appartenente alla vicina Abbazia di Montecassino.

Durante la seconda guerra mondiale, per la sua posizione geografica, si trovò al centro di una delle battaglie più sanguinose della campagna d’Italia. In soli dieci giorni il paese fu interamente raso al suolo. Oggi quelle macerie, in buona parte, sono ancora testimoni eloquenti di un’immane tragedia.

Il Museo della Memoria Storica si trova in un edificio ristrutturato all’ingresso dell’antico borgo. Ci accoglie il sindaco, uomo con spiccata passione civica ed infinito amore per la propria terra. Persona affabile e cordiale ci racconta come, insieme ad altri, è riuscito a progettare e a far aprire il Parco della Memoria Storica di San Pietro Infine.

Borgo abbandonato San Pietro Infine

Borgo abbandonato di San Pietro Infine

La struttura è suddivisa in sette spazi che consentono al visitatore di ripercorrere, seguendo un percorso temporale, le vicende storiche del paese tramite reperti fotografici, cartografici e un discreto supporto multimediale. Il percorso è suggestivo, alcuni spazi emozionanti.

La prima sala è intitolata “C’era una volta un mondo”, ripercorre la storia del piccolo borgo dal X secolo dopo Cristo al 7 dicembre del 1943. Alle origini c’è la sorgente di Maria Santissima dell’Acqua, sfruttata nel periodo romano ed utilizzata successivamente per uso domestico e nelle campagne. San Pietro è un borgo abbarbicato sui fianchi del Monte Sambuco. Piccole stradine selciate affiancate da casette in mattoni attraversano il paese. Dominano il paesaggio le secolari piante di olivo, fonte principale di sostentamento per una popolazione prevalentemente dedicata all’agricoltura.

Si accede allo spazio “La distruzione”, relativo al periodo 8-17 dicembre 1943. San Pietro Infine, insieme a Montelungo, diviene la roccaforte dove i tedeschi bloccano lo sfondamento della linea difensiva Rheinard. In soli dieci giorni il paese è totalmente distrutto, stradine, palazzotti, uomini e donne non esistono più al loro posto macerie, distruzione, dolore e paura.

Il tema del terzo spazio è la “Fuga nelle Tenebre”, inerente al periodo immediatamente successivo al bombardamento. Uomini, donne e bambini fuggono dalla furia cieca di un conflitto bellico e trovano riparo in grotte e anfratti sparsi sul territorio. Un’osservazione sorge quasi spontanea, pur terrorizzate da un evento estremamente crudele, queste persone non abbandonano la propria terra, l’istinto di sopravvivenza le spinge a fuggire ma il legame alle proprie origini li induce a restare in zona. Alcuni dei rifugi vengono centrati in pieno dai bombardamenti, numerosi civili muoiono.

Arriviamo al quarto spazio che è incentrato sulla “Vita nelle Grotte”. Gli abitanti, con notevole spirito di adattamento, si sistemano nelle grotte tentando di renderle meno ostili, più confortevoli, nonostante tutto, tentano di continuare ad avere una vita sociale.

Il quinto spazio è dedicato alla visione di un documentario intitolato “La Battaglia di San Pietro”, girato dal regista John Huston. Il film ha notevole valenza storica, la visione è stata estremamente emozionate anche per la presenza in sala dei discendenti di alcuni dei personaggi ripresi nel documentario.

Il sesto spazio mostra le forze in campo durante la battaglia di San Pietro Infine.

San Pietro Infine

Vista su San Pietro Infine

Terminiamo il giro con il settimo spazio, dedicato all’attuale paese, che, dopo la guerra, venne completamente ricostruito a valle.

Dopo aver visitato il Museo siamo andati a vedere le grotte nelle quali, per diverso tempo, un intero paese è riuscito a sopravvivere. Un silenzio quasi soprannaturale domina tra le rovine, tangibile il monito che ogni pietra evoca, ogni singola rovina racconta, in modo afono, di una vita che non c’è più.

Durante la gita abbiamo conosciuto diversi abitanti e tutti, durante le chiacchierate, orgogliosamente hanno sottolineato che nel paese sono state girate diverse scene del film “La Grande Guerra” di Monicelli, con Sordi e Gasmann. Una visita estremamente interessante per comprendere meglio un evento, la Seconda Guerra Mondiale, che ha scosso profondamente la vita di molte persone.

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1 commento a “Il Museo della Memoria Storica”

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