Interviste

Dal Pancatantra a Calvino passando per Ariosto, storie di cuori impavidi e di sguardi atterriti, di nere tristezze e radiosi traguardi: realtà o fiaba? Un interrogativo cui Federica trova risposta nella sua stessa vita e nella natia Perugia dai misteriosi accessi. Una cornice ideale per trovare a sedici anni la sua “scarpetta” e coronare un sogno d’“amore”. Ieri con un libro antico oggi un ipod, imperativo provare a diventare un drago.

O la penna o a spasso, tertium non datur quando i tuoi ricordi sono neri di piombo e in preda ai fumi delle Nazionali. In una galleria delle stranezze più intriganti Diego metterebbe anche la sua Montepulciano, con i suoi quarti di nobiltà e le nostalgie bucoliche. Una terra che vive con e per amore, da imprimere su un magnetofono distinguendo le cristalline “voci indecifrabili” dalle sirene maliose di una ripugnante viltà.

Il museo della bilancia, unico nel suo genere, con una collezione di connotazione internazionale, con strumenti che arrivano da tutti i paesi d’Europa, dagli U.S.A. e da altre nazioni. Autentici capolavori artigianali o di design consentono la conoscenza della storia della misura e del peso: bilance a molla e da laboratorio, pesi e pesamonete, grandi stadere e stadere particolari, bilance pesapersone, a bracci uguali, “a pendolo”, bilance pesalettere… insomma, di tutti i pesi e misure!

Architettura, qualità di vita e intelligenza umana non sono virtù ad orologeria, ma un equilibrio 24hours che regola da mezzo millennio e rotti la vita di Montepulciano. Il fruscio della natura ultramoenia, una “nobile” degustazione, un’osservazione pungente fanno l’andatura di una comunità che sa correre e all’occorrenza rallentare. Non c’è spazio per gli “sbracamenti” finchè tiene banco quella tensione sociale che partorisce solo “buone pratiche”.

Dalla curiosità di Nino, pittore taorminese, e Christiane, torniante-ceramista francese, nasce a Santa Venerina il Museo del Palmento. In una masseria, incorniciata da un ampio cortile con giardini di limoni ed incastonata nel meraviglioso panorama dell’Etna, si conservano attrezzi antichi ed originali di vinicoltura, ovicoltura, l’apicoltura: l’alambicco, il filatoio, l’ebulliometro… da non perdere!

Facile attingere al vocabolario da cartolina quando si volge lo sguardo alla Capitale. Pericolo scampato per il Sindaco che vede nella sua Roma non soltanto una terra che trasuda storia ed arte da ogni interstizio, altresì una città costituzionalmente “indolente” al cambiamento rispetto alle rivali europee. Panem e circenses è un retaggio degli anni imperiali che non attecchisce più in un popolo “dall’occhio malizioso e con la battuta sempre pronta”.

Il Museo civico Giovanni Fattori è il fiore all’occhiello della cultura artistica livornese. Una ricchissima raccolta di opere d’arte ottocentesche realizzate dalla maestria dei grandi artisti toscani, esponenti della scuola dei Macchiaioli e dei postmacchiaioli. La conoscenza della storia della città non può prescindere dalla visita di questi capolavori realizzati dai grandi nomi dell’arte italiana: Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini e tanti altri…

Un background culturale nutrito con il sincretismo sociale, con il gusto dell’impresa e tante piccole eccellenze. Un patrimonio, quello cui si richiama il Sindaco, che scorre tra tradizione e voglia d’innovarsi, come la quotidianità di Sondrio scivola via tra due fiumi. Deterrente dell’ansia dello strafare, fonte di dolorosi stravolgimenti, è quel ritmo slow dell’esistenza che pedalata dopo pedalata conduce sempre in un luogo amico.

Per tirar su el giaso dalla giasara bisogna dropar el rampin! Le giasare sono delle antiche ghiacciaie diffuse nel veronese e qui, a San Zeno di Montagna, ce n’è una bellissima, trasformata a cantina e scavata nella viva roccia del monte Baldo. Enospeleologi di tutti il mondo unitevi e accorrete a gustar il famoso marrone di San Zeno! E’ Giancarlo della Taverna Kus che ci svelerà i segreti del suo territorio.

Non una semplice operazione di maquillage per Avellino, bensì un mutamento radicale destinato a sconvolgere l’attuale gerarchia regionale. Sindaco dixit. Non avere competitors domani ha un costo altissimo per una comunità che porta ancora dentro e fuori le ferite di ferale accesso della terra. Se la “cura” è quella giusta, lungo corso Vittorio Emanuele oltre a sorrisi e plausi, si potrà rincontrare l’identità smarrita.

Ci troviamo dove è nata la “dieta mediterranea”. Rinaldo in campo, del Ristorante Angiolina di Pisciotta è qui per difendere questa memoria. Saremo sballottolati in una chanson de geste gastronomica in cui convivono treni a vapore, emigranti, gli anni 50 e le alici di menaica. “Pisciotta si svolge in tre fasce su una parete: la più alta è il vecchio paese, di case gravi e brune e a grandi arcate; in mezzo, sono ulivi sparsi come pecore a frotte; la terza, a livello dell’acqua, la formano case nuove e leggere, i cui muri sembrano torniti dall’aria in peristili” (Giuseppe Ungaretti)

Il mondo della cultura cuneese racchiuso nel Palazzo Audifreddi, attuale sede della biblioteca civica di Cuneo. Ampia e ricca di volumi, periodici, giornali e riviste. Promotrice di numerose attività, incontri culturali e convegni, si rivolge ad pubblico variegato e di diversa età con servizi mirati ed originali!

Un’aristocratica signora che vive, studia e s’innova, il cui passato costellato di trionfi d’arte e di cultura, di tempestose cadute e altrettante rinascite, è materia di studio per l’umanità intera. E’ la Firenze firmata Sindaco. Come certe “pietre dure”, adamantina nel suo fascino ma bisognosa di cure “sostenibili” per brillare domani e domani l’altro ancora. Il futuro è un “tram” che dovrà passare, l’immortalità è celata dentro ogni suo portone.

Sulla riviera adriatica, a metà strada tra le città di Trieste e Venezia, si snodano le incantevoli spiagge di Lignano Sabbiadoro. Qui nasce una struttura che sfruttando le risorse naturali - acqua marina, fanghi, sabbia e sole - ripropone il concetto di termalismo inteso come “benessere psicofisico dove la persona è in perfetta armonia con il suo corpo e con la sua mente”.

Che viaggio! Dal Circolo Polare Artico al Mediterraneo, passiamo dalle saghe odiniche alle feste irlandesi, dal Veneto a Londra, per ascoltare Beatles e Mick Jagger e gustare un Petit Livarot con Gerard Depardieu. Per saperne di più leggete l’intervista ad Ivana dell’Enoteca St. Patrick di Terracina. E scoprirete come una cisterna romana possa riempirsi magicamente di vino. Cesanese del Piglio batte Guiness 1 a 0!

Un tesoro seppellito e riportato al suo antico splendore solo da pochi anni. Del “Loggiamento delle acque”, così come erano chiamate un tempo le terme, se ne ritrovano cenni negli statuti comunali risalenti al 1300: documenti conservati su di una lunga pergamena che, anche se danneggiata e mutilata, ci parla degli abitanti di Vinadio come quelli dei bagni e delle sue acque.

Dire la verità, tutta la verità. Non ha peli sulla lingua il Sindaco di Lavello nell’affrontare pregi e difetti della sua città e in particolare dei suoi concittadini. Un’identità labile condanna questa terra, un tempo luogo di passaggio per mercanti e contadini, oggi disconosciuta dai propri figli verso cui è sempre stata generosa. L’eccellenza di domani è la calamita per riportare nel nido le giovani generazioni, senza gettare nell’oblio quelli che hanno deciso di restare.

Convention letterarie o gastronomiche? Uno stradivari commestibile può essere più allettante di un premio letterario! Scopriamo la città della benemerita mostarda di frutta, del pistun e dei marubini. Incontriamo Luca Bardini del ristorante Il Violino di Cremona e gustiamo un unisono prelibato. Capiremo che cosa lega il vero cotechino alla campana del duomo.

A pochi passi dall’incantevole scenario della Costiera Sorrentina e alle pendici del monte Faito, le fonti che hanno segnato la storia e l’identità di un territorio. Ventotto diverse sorgenti, dalle innumerevoli proprietà curative, diventate la ricchezza di una terra dai mille volti, che punta sul connubio benessere e natura per proiettarsi con maggior vigore nel panorama nazionale e internazionale.

La molla decisiva per far virare la propria vita verso alte cime, Elda l’ha trovata nella sua Poggibonsi. Il cuore della Valdesa che palpita per il fascino dei suoi “Ori”, oggi è di là dall’essere un luogo da romanzo. Costringere il pensiero dentro confini certi dà luogo a scelte radicali, cui si va incontro forti di quell’umanità irrinunciabile sia dall’una che “dall’altra parte” del microfono.

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