Racconti di Viaggio

Un pomeriggio di brutto tempo e parto per un tour dell’Isola d’Elba. Una fortunosa sosta presso una miniera abbandonata, la ricerca di qualcosa che non sai se è possibile trovare e infine la scoperta di un pezzo della vita dell’isola stessa, descritta da piccoli spettacolari minerali.

Per le affollate strade cittadine, sulle tracce del “meglio maestro d’Italia”, mi accingevo a scoprire la vera essenza di Perugia. Aiutata nella mia impresa dalla figura emblematica di un anziano signore, la cui voce profonda mi disvelava il significato di quelli che ai miei occhi apparivano semplici orpelli. La suggestione di un pozzo antico, fonte di vita per la città, nel cui interno mi accingevo a lasciare un frammento dei miei pensieri.

Celato dalle montagne dell’Appennino umbro-marchigiano, Fossato di Vico è per molti soltanto un luogo di passaggio. Scoprire le sue virtù, attraverso i racconti di un fossatano, mi entusiasma. Da città “limes” tra le due regioni, pian piano si eleva a borgo dove la tradizione è sacra e la storia si rinnova sempre. E intanto le pale eoliche, in cima alla montagna, continuano a girare…

La giornata di una ‘terricola’ sulle acque di una tre isole più belle del nostro paese: tra il blu e i mille colori della terra, l’Elba svela le sue sfaccettature, alcune attese, altre inaspettate. Le risorse di una terra che da secoli e secoli offre all’uomo sostentamento, ospitalità e luoghi dal fascino irresistibile.

Storicamente famosa per lo sbarco di Carlo Pisacane sulle sue coste e turisticamente conosciuta come meta balneare, questa “piccola gemma dei mari del sud”, come la definì Cicerone, fonde passato e presente in un misto di profumi e memorie. Mare limpido e pulito, aria salutare, relax e divertimento…

Lo scorso maggio ho nuovamente visitato Gubbio. Mancavo da anni all’appuntamento con la “città dei matti”. Ho colto l’occasione più propizia per appurare la nota “instabilità mentale” degli eugubini: la caratteristica Corsa dei Ceri. Coinvolgenti cronache della corsa, raccontatemi da parenti che erano già stati ad assistere all’evento, mi hanno indotto ad andare. Sono partito assieme ad un gruppo amici, mossi anch’essi da gran curiosità.

Uno squarcio del litorale tirrenico calabrese, esteso tra la splendida cornice naturalistica di Nicotera e l’imponente complesso portuale di Gioia Tauro, in un perenne contrasto testimoniato dalla magnificenza del paesaggio naturale e dall’approssimazione di alcune opere dell’uomo. E’ questa l’immagine del piccolo borgo costiero di San Ferdinando, modesta ed accogliente meta turistica del mezzogiorno.

La Luminara di San Ranieri è una delle tradizioni più caratteristiche della città di Pisa e di tutte le città toscane. In memoria del santo Ranieri degli Scacceri, ogni anno la città viene illuminata da candele posizionate lungo le strade che fiancheggiano il fiume Arno e su telai di legno che ricalcano le sagome dei palazzi del centro. Lo spettacolo è eccezionalmente suggestivo, festaiolo, completato da fuochi d’artificio e malinconiche visioni in penombra del fiume cosparso dai riflessi delle fiammelle.

Una strada in salita ed una folta vegetazione. Inizia così il percorso che conduce verso il magnifico borgo – un tempo fortificato – di Nicotera. La visione del paesaggio naturale, della caratteristica ubicazione delle case locali, degli edifici storici e di un panorama mozzafiato rappresenta un’adeguata ricompensa per tutti i visitatori che manifestano la volontà di avventurarvisi.

Cimbergo, verde e contraddistinto dai resti del castello, immerso nel verde della valle. E il Volano, piccolo rifugio in mezzo ai boschi, dove gli unici rumori sono il canto degli uccelli e il vento tra gli alberi.

Avventurarsi in quel di Pizzo significa trascorrere del tempo immersi fra le maggiori bellezze naturalistiche ed urbanistiche della Calabria, avendo l’opportunità di vivere piacevoli momenti all’insegna del divertimento, della cultura e del relax. Un luogo ideale, quindi, per godersi una vacanza frizzante.

Non a tutti è noto l’enorme patrimonio storico che si nasconde sotto il centro storico di Orvieto. Complice di questo lavoro millenario è sicuramente la natura del terreno sottostante la città umbra. Con un’altezza variabile tra i 25 e i 60 metri sopra il livello della media, si erge una sorta di mini-altipiano in materiale tufaceo, totalmente percorso da cavità e cunicoli. È la Rupe di Orvieto.

Guardo la cartina geografica e leggo Cascia. Immediatamente, il primo ricordo va ad una domenica d’estate, in cui partimmo per visitare i luoghi di Santa Rita. Alcuni flashback danno forma alle persone che ci furono vicine nelle tormentate vicende del sisma in Umbria nel 1997. Momenti spiacevoli, ma addolciti da aneddoti divertenti e nuove amicizie.

Nel Palazzo de Utris, nel comune di Venafro, il gruppo regionale Amnesty International di Campobasso e la proloco di Venafro hanno organizzato una serata di letture tratte dal volume “Poesie da Guantanamo”. Iniziativa interessante e coinvolgente, volta alla sensibilizzazione nei riguardi di un argomento tanto attuale e scottante come quello delle torture inflitte dai soldati statunitensi ai prigionieri del carcere cubano, contro ogni norma sui diritti umani.

Il desiderio di contemplare questa meravigliosa città affondava le origini in un tempo lontano, quando, ragazzina, ero tra i banchi di scuola. Lo stupore e la meraviglia di percorrere quelle strade ricche di storia e di fascino, l’emozione di sfiorare i dipinti della Cupola, l’incanto della visione della città dall’alto, sono solo alcune delle meravigliose sensazioni che sono rimaste impresse nell’anima.

A Todi, Piazza del Popolo è così ricca di testimonianze antiche che, visitarla approfonditamente, è già di per sé una lezione di storia. Decido di portarci mio nipote, per fargli conoscere le vicende del nostro passato che hanno plasmato e caratterizzato i nostri attuali stili di vita. Alle figure storiche che nomino, lui associa personaggi della fantasia cinematografica o miti del momento, in un dialogo paradossale ma dall’esito felice.

Prendi il giorno di Pasquetta di qualche anno fa. Uno scooter nuovo da dover testare, una bella giornata da sfruttare. La volontà di vedere un territorio devastato dal terremoto che rimargina, non senza fatica, le sue ferite. Ecco, unisci tutte queste cose in un contesto di ozio creativo e curiosità verso gli altri: il risultato è un’indimenticabile gita solitaria verso Cerreto di Spoleto.

“A tavola nel Feltrino - Il Fagiolo” è la manifestazione annuale che anima l’altopiano lamonese nel mese di settembre. Protagonista indiscusso il pregiato legume, con la possibilità di acquistare il fagiolo fresco e secco e di assaggiarlo in uno dei diversi stand. Inoltre, le dimostrazioni dei lavori d’un tempo, artigianato, folklore, musica e tanto visitatori… per i tre giorni di Festa per il Re Fagiolo.

Dal finestrino del treno scorrevano immagini fiabesche, nel mentre i ricordi affioravano silenziosi: ripensavo a quando ero stata per la prima volta nella città del piccolo Santo di Assisi. In una mistica tensione spirituale tra il sacro ed profano, intenta ad ammirare i magici dipinti della Basilica, più e più volte mi sono ritrovata al cospetto del Santo.

Solo una piccola insenatura, uno squarcio tra le rocce e il mare, lasciava scorgere dalle acque antistanti la presenza di quel luogo misterioso e suggestivo. Il tempo, immemore, ne aveva gelosamente custodito il segreto e regalato al mare quell’eterna limpidezza di cui andava fiero.

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