9 Marzo 2014

La città della musica

di Daria Castaldo (Blog Ravello. Racconti di Viaggio)

Veduta dalla terrazza di Ravello

Veduta dalla terrazza di Ravello

Una giornata piena di sole ed un colpo di testa: in un’ora e mezza siamo in Costiera Amalfitana! Come si fa a dire che questo non è uno dei posti più belli del mondo?

Me lo chiedo tutte le volte che ci torno, me lo ripeto tutte le volte che vado via.

Non mi fanno paura le distanze, le curve e il traffico non mi scoraggiano: quando ne ho la possibilità ci torno sempre, ed ogni volta è come se non avessi mai visto niente del genere prima.

Venendo da Salerno, proseguendo in direzione Vietri sul Mare, al di là del cavalcavia che ci porta ad un passo dalla Costiera, gli occhi si perdono nell’infinita maestosità del mare che culla l’insieme delle piccole abitazioni, le piazzette colorate, i fiori profumati e le immense distese di limoni che riempiono il paesaggio in lontananza.

In un attimo, a distanza di pochissimi chilometri dall’autostrada, si apre un mondo a parte, fatto di sapori semplici e profumi delicati, dove il tempo è scandito dalla luce del sole e dai ritmi del mare; dalla discesa di Vietri sul Mare in un istante ci ritroviamo tra i vicoli stretti di Cetara, le chiavi di casa in bella vista inserite nei portoni, bambini in ciabatte e canotte che scorazzano verso la spiaggia, un sole alto e caldissimo che batte sui finestrini dell’auto. Siamo a metà maggio, ma qui l’estate sembra già essere arrivata da un pezzo! Lontano dalla città, in questi luoghi dove il mare detta le sue leggi, la gente vive e sente in modo più profondo e inteso il contatto con il mare e la natura, ne segue i ritmi in maniera del tutto spontanea ed istintiva, proprio come si faceva una volta. Un po’ della serenità profonda e dell’atmosfera quasi surreale che si respira in questi posti è dovuto anche a questo, la gente è accogliente, semplice, di una cordialità d’altri tempi.

La nostra meta in cotanta bellezza però è unica: Ravello.
Una passeggiata romantica alla scoperta di quello che fu il “posto segreto” della storia d’amore dei miei genitori 30 anni fa.

L’auto si arrampica su per le curve che portano al paesino, scorci vivaci di fiori coloratissimi e limoneti ci accompagnano fino allo spiazzale antistante la galleria che conduce in piazza: in tutto il suo splendore sotto di noi troviamo un mare limpido e luminosissimo per il riflesso del sole a picco, una lingua di terra scende dolcemente verso il mare, il delizioso borgo di Amalfi è di fronte a noi..
Che spettacolo della natura! Ma la tentazione di proseguire e scoprire cosa c’è dietro quella galleria è forte. Famosa nel mondo per le sue bellezze, per la sua posizione, ma anche per un fascino ed una suggestione che non ha eguali.

Appena entrati in piazza Vescovado, il sole è alto sulle pareti bianche della deliziosa Chiesa del Duomo, un venticello fresco si agita tra gli alberi alti e le piante piene di fiori, scompiglia i capelli di ragazze altissime e bionde che passeggiano estasiate con lo sguardo perso in ogni angolo, come tutti i turisti che spuntano dai vicoletti nascosti o dalla torre d’ingresso della meravigliosa Villa Rufolo.

Artisti e personaggi storici di tutti i tempi sono passati per di qui e qui hanno lasciato un pezzo del proprio cuore e della propria vita: da Boccaccio che nel cuore di una Ravello immersa nei giardini fioriti ambienta una delle sua novelle del Decameron a Virginia Woolf e molti altri letterati che hanno trovato ispirazione per le loro opere proprio nei silenzi e nei paesaggi mozzafiato che solo Ravello riesce a regalare.

Da Richard Wagner a Toscanini, moltissimi compositori si sono lasciati ammaliare dagli incantevoli giardini pensili di villa Rufolo, e da sempre Ravello viene considerata città della Musica, che ogni anno viene celebrata con un importantissimo festival di musica classica, portando in questo angolo di paradiso artisti provenienti da tutto il mondo.

Dalla piazza principale l’istinto ci porta lungo i vicoletti che si dipanano silenziosi e vivaci di fiori coloratissimi fino alla fine del borgo. Gradoni larghi in pietra grezza ci accompagnano tra misteriose ville d’epoca riparate dagli sguardi indiscreti da pareti di rampicanti profumatissime e piccole casette dai portoncini decorate con deliziose maioliche locali; tutto è in ordine, silenzioso - nonostante i numerosissimi turisti – tutto è al proprio posto.

Nell’aria frizzante di primavera inoltrata Ravello sembra un luogo incantato, immerso in un’epoca che non c’è più, ma vivo e unico nelle tracce di un passato glorioso di fiorente borgo medievale, nell’influenza profonda della cultura bizantina e araba, nel rispetto profondo che le persone del luogo dimostrano da secoli per la propria amatissima Ravello.

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