A Rive d’Arcano c’è Renato dell’antica bettola da Marisa che, da novello Diderot, sta mettendo a punto una nuova enciclopedia: quella dei cialcions, orgoglio della Carnia. Il prossimo obiettivo di Renato è riunire in un unico libro le ricette di ben 100 tipi diversi di cialcions. E ci racconta come una bettola di 5a categoria può rapidamente diventare un tempio del gusto.
Dall’invito di Beppe Grillo, nasce il blog dedicato a Pocenia. Tra le proposte di Marco Vincoletto per migliorare il paese, vi sono una maggiore visibilità delle informazioni della bacheca comunale, combattere il disinteresse verso le istituzioni sensibilizzando i giovani, più sicurezza ai cittadini, più piste ciclabili. Con qualche preoccupazione per la Tav.
Pienamente cosciente del valore archeologico della sua città, il Sindaco misura benefici e disagi che lo stesso comporta nella vita del comune. Mezzo milione di turisti all’anno tocca con mano l’immenso patrimonio storico di quella che fu la quarta città dell’Italia romana dopo Roma, Milano e Capua. Una miniera da riconsegnare agli aquileiesi attraverso un fondazione ad hoc.
Se la cucina è la lingua che parlano le culture, come diceva l’antropologo Claude Lévi-Strauss, la cucina goriziana è l’esperanto dei fornelli. Chiacchieriamo con Michela e Piero di radicchio matto rosa tarassaco, sileni ebri, kren, palcinche e fule…e scopriremo che i formaggi del Carso si abbinano anche col pesce.
Palmanova, per il Sindaco, si è adeguata ai nuovi aspetti della nostra società restando fedele alla sua storia di città – punto di incontro dove hanno convissuto da sempre classi sociali, religioni, culture diverse senza mai entrare in conflitto. La città vive incentrata sulla piazza e sui tre borghi, una perfetta geometria dove rivivono le impronte della Serenissima e del periodo napoleonico.
Se chiedono al Sindaco qual è il simbolo del legame tra i cittadini e Cervignano, la risposta è nelle acque di risorgiva del fiume Ausa, ancor oggi il collegamento con la laguna di Grado e Marano per poi arrivare al mare. Allo scalo merci ferroviario è legata la sua nascita e la sua economia. Qui vive il friulano della bassa abituato a convivere con modi e stili di vita diversi dai suoi e a non spaventarsi di questo.
Dalle confessioni d’un italiano di Ippolito Nievo, alle confessioni d’un gastronomo di Piero e Matilde. Il castello è lo stesso, ma l’antica orangerie è diventata un giardino del gusto e del palato. Faremo un viaggio di pantagrueliche libagioni che dagli asparagi di Fossalon, al formadi frant, ci conduce dall’identità nazionale risorgimentale alla consapevolezza gastronomica friulana moderna: chè dai tempi di Guglielmo di Venzone le cose non sono in fondo poi così cambiate. Il buen retiro del gusto è sempre qui…
Valori universali come la civiltà, la tolleranza, il rispetto per l’ambiente e per gli animali, sono, per il Sindaco, qui presenti come in nessun’altra città. Una capitale multietnica, multireligiosa e multiculturale che conserva limpida la memoria di un passato tragico, ma su cui impernia il suo prestigio internazionale. L’ambizione? Recitare un ruolo da protagonista nei collegamenti con l’Europa centrale e orientale.
