Palermo, città che non si fa dimenticare. Ricca di testimonianze storiche e architettoniche, vi accoglierà con i suoni dei suoi mercati e i profumi della sua cucina, guidandovi alla scoperta di anni di storia. Immancabile una visita al laboratorio della famiglia Cuticchio con i suoi pupi.

Ogni volta che posa la penna sul foglio, Maria sa di dover meticolosamente sbucciare quel frutto di contraddizioni che è la sua Palermo. Cominci, come tutti, facendo il verso all’audace Marzia Jeffries di Kazan, per accorgerti nel mezzo del cammin che la via scomoda per uscire dal pantano, come certe vite spezzate, non è un nastro che puoi riavvolgere: è realtà. Negligenza, sperpero, disinformazione, bufale online… taccuino o palmare, c’est la meme chose per un “cane da guardia”.

Non un’evanescente logica d’immagine, ma un’autentica filosofia dell’identità. E’ questa la strada maestra che il Sindaco indica alla sua Palermo per rinverdire suoni, immagini ed atmosfere del regno che accolse lo “stupor mundi”. Solo una comunità che mostra il pugno chiuso alla barbarie e il palmo spalancato al vicino di casa può ambire al ruolo di capitale dell’“Euromediterraneo”.

Antipostmodernisti del gusto unitevi! Alla faccia del “pensiero debole culinario”, Andrea e Alberto Izzo dell’Osteria dei Vespri di Palermo, sono i paladini del “gusto forte”: che può conciliarsi con la cucina moderna. Visiteremo gli stucchi rococò del Palazzo Ganci, quello del ballo del Gattopardo di Visconti, e scopriremo che durante i Vespri c’era un legume pericoloso!