18 Febbraio 2012

Lungo la via Postumia, l’esaltazione della quiete

di Andrea Bonfiglio (Blog Carbonara Scrivia. Interviste Scrittori)

La scrittrice Nadia De Stefano, autrice delle raccolte di poesie “Amore Condiviso” (Albatros - Il Filo), “Fuori Dal Bozzolo” (Aletti Editore) e “Delirio di Parole” (Nuovi Echi) intervistata su Carbonara Scrivia per Comuni-Italiani.it

Come nasce in lei la passione per la letteratura e come riesce a farla convivere con gli impegni di tutti i giorni?
Ho studiato e coltivato quella che sin da bambina sembrava essere la mia dote, cioè il disegno, ma nel corso degli anni ho scoperto che scrivere era “liberatorio”. Sono sempre stata timida e scrivere mi ha dato la possibilità di esternare ciò che nel quotidiano non riuscivo a fare, così è iniziata, un po’ per gioco e un po’ per necessita. Ho scritto la mia prima poesia a dodici anni e da allora non ho più smesso. Da qualche anno ho deciso di condividere pubblicamente questa mia passione, che si è ampliata alla prosa facendomi ricevere svariati premi e moltissime pubblicazioni, ma essendo madre, moglie e lavoratrice il mio tempo è frenetico, in altalena tra ufficio, figlie e casa, quindi ho adottato la notte per la mia passione, o meglio la notte ha adottato me:

Nadia De Stefano

Nadia De Stefano

(…) L’ora più tarda
è quella dei poeti
quando tace la notte
e il solo rumore
è quello del pensiero
che scivola veloce
tra il bianco e il nero
(…)

Se in un suo libro dovesse rappresentare la città, cosa scriverebbe?
Scrivo continuamente del posto che ho scelto per vivere, nonostante sia nata in una città di mare come Reggio Calabria, ma per amore ho scelto la provincia alessandrina in cui ho messo radici che hanno dato frutti meravigliosi, vale a dire le mie figlie. Soprattutto nei miei racconti si possono ritrovare quelle che sono le caratteristiche tipiche di questa cittadina ai piedi dell’Appennino Ligure ma con lo sguardo a perdita d’occhio sulla Pianura Padana, fra “nebbie mattutine e tramonti rubino sul Monviso: dal silenzio che avvolge la campagna che mi circonda alla cordialità tipica di chi vive sull’antica Via Emilia. Le strade che Fausto e Serse Coppi hanno usato per allenarsi, quelle stesse che io mi diverto a percorrere godendone i paesaggi.

Cosa ha da offrire la città, in termini di opportunità culturali e artistiche, ai suoi abitanti ed ai visitatori?
Carbonara è un paesino molto piccolo (poco più di 1000 abitanti), ma fervente di attività culturali di ogni tipo. La Proloco è impegnata in questo campo con serate teatrali e danzanti, particolare rilievo assume la “Sagra della Farinata” (sempre pronti otto forni a legna e teglie del diametro di 180 centimetri, ndr) che si svolge nel centro del paese in Maggio.

La Rocca

La Rocca

Qual è il luogo della città che preferisce?
La vita che sembra dispersiva nella campagna circostante, diventa fittamente abitata nel centro storico che si sviluppa tutto intorno al luogo che io prediligo, la Rocca.
La Rocca è un torrione trecentesco ed è ciò che rimane dell’antico Castello medievale (vittima di un violento terremoto nel 1828, ndr), oggi adibito a centro culturale, aperto ad ogni tipo di esperienza: letteraria, musicale e pittorica.

Quali sono, a suo dire, i simboli che meglio rappresentano l’essenza della città?
Da poeta non potevo non interessarmi alla vita storico-letteraria di questa cittadina. Ho scoperto così il poeta-patriota Domenico Carbone, nato in Carbonara nel 1823, del quale poco si conosce, ma di cui restano liriche come “L’Italia”, scritta nel 1847, che inneggia all’indipendenza del nostro paese e alla sollevazione popolare contro gli austriaci.

Un forestiero le si avvicina per strada e le chiede un suggerimento per un itinerario turistico cittadino. Dove lo indirizza?
Carbonara si trova sull’antica via Postumia che collegava Genova a Cremona, infatti sono molti i resti a testimonianza del passaggio romano, quali il ponte sullo Scrivia in località Cassano Spinola e l’anfiteatro romano in località Libarna. Oltre a suggerirgli questo itinerario, lo accompagnerei anche lungo il fiume Scrivia che oggi è un’apprezzabile area protetta. Tortona, luogo in cui lavoro, dista soli 5 km e si sviluppa sulla via Emilia, conservando molte testimonianze di diversi periodi storici, come il Santuario della Madonna della Guardia che è fonte di pellegrinaggio alla salma di San Luigi Orione, il quale volle fortemente questo luogo di culto; inoltre le Valli Curone, Grue e Ossona offrono ai turisti itinerari enogastronomici e naturalistici che si inerpicano fino alle cime in cui si baciano quattro regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia e Emilia-Romagna.

Qual è un motivo per cui andar fiera di vivere in questa città e quale, invece, uno per cui non esserlo?
Ho scelto questo paese per le sue caratteristiche di “prima collina” e mi sposto ogni giorno per raggiungere Tortona, luogo di lavoro per me e di studio per le mie figlie. Ovviamente questo comporta un continuo muoversi in macchina, ma nel fine settimana risvegliarsi con il cinguettio degli uccelli non ha davvero prezzo.

Qual è il suo ricordo personale più bello legato alla città?
L’arco temporale che mi lega a questa cittadina è breve, ma un ricordo che mi unisce particolarmente a questo posto in effetti c’è. La visita alla Rocca in occasione della mostra di Andy Warhol, evento a cui ho portato una delle mie figlie che, come me, ha la passione per la pittura. In tale occasione è stato davvero suggestivo vedere i disegni del pittore esposti nella torre e il viso di mia figlia illuminarsi di meraviglia.

(Foto della Rocca di mcoffano)

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