Partire per un’anonima rassegna letteraria di provincia e scoprire il fascino storico ed architettonico di un luogo che si pone come un inno al lieto vivere. Tra i versi e la prosa di artisti emergenti si notano così gli imponenti profili di palazzi secolari, le facciate pregiate di suggestive chiese e la disponibilità disarmante di un popolo gentile.
Da più di un secolo e mezzo le strade di Budrio riecheggiano di un suono partorito da uno “scherzo” della mente umana. Così è nata l’ocarina che costruttori e musicisti di questo comune della provincia di Bologna hanno fatto conoscere a mezzo mondo, creando di fatto una peculiarità tutta italiana nel panorama musicale universale. Un’eredità raccolta da Fabio Menaglio che con la sua raffinata ricerca artigiana delle forme primordiali, ha proiettato l’ocarina nel novero degli strumenti musicali da concerto.
Partimmo da Milano in una bella mattinata di agosto per dirigerci verso Borgo Val di Taro un comune in provincia di Parma tra la Lunigiana e la Val di Taro. La celebrità del comune si deve soprattutto per i funghi porcini e tutti gli appassionati non possono perdere l’occasione di passeggiare alla scoperta del fungo D.O.C.
È uno dei fiori più conosciuti e apprezzati, non solo in Italia, con una storia lunga e spesso dimenticata e innumerevoli varietà, alcune perdute o poco considerate. La rosa, i cui profumi e forme sono stati spesso modificati dagli incroci, è presente ovunque nei giardini ed ha un’importanza anche culturale. A Montagnana di Serramazzoni, un paese del modenese, da qualche anno c’è il Museo giardino della rosa antica che cerca di salvaguardare il patrimonio botanico, culturale ed evocativo delle rose considerate poco commerciali e quasi “bruttine” a seconda della moda del momento.
Sappiamo tutto o sicuramente molto della bella e giovane Bologna. Capoluogo rinomato per storia e cultura, ma ciò di cui si parla poco è la sua provincia, o meglio quella parte di Romagna le cui caratteristiche sono molto simili alla grande città dei portici ma che, in più, mantiene il sapore della tradizione rurale di un tempo. San Pietro in Casale ne è un validissimo esempio.
Noceto viene chiamato così perché è il paese del nocino e si trova in provincia di Parma delimitato a est e a ovest dal fiume Taro. All’uscita dell’autostrada, seguendo Parma ovest, ci si ritrova davanti ad uno splendido castello chiamato Castelguelfo, una rocca ricca di storia e di bellezza. Magnificenza che non manca allo stesso comune.
Nella città di Carpi, borgo modenese di oltre sessantacinquemila abitanti, si respira quella sana aria di provincia che pare ormai essere in via d’estinzione. I simboli di un glorioso passato si affiancano piacevolmente ad elementi di una modernità non invasiva, creando così le condizioni ideali per vivere appieno gli spazi urbani.
Quante volte rimaniamo incantati davanti ad una tela meravigliosa e il nostro sguardo cade poi sulla cornice che racchiude così tanta perfezione? Solenne, maestosa, intagliata ad arte sembra quasi voler primeggiare con quel dipinto che ha avuto il compito di racchiudere e fa bella mostra di sé sapendo di dare quel valore aggiunto all’opera. A Bologna c’è una ricca e antica tradizione corniciaia, celebrata in un museo appositamente istituito e in una pinacoteca. E ancora esistono antiche botteghe che dell’arte celebrano la parte più nascosta, ma indispensabile.
Le abitudini di una parte di Modena che viaggia, vive e si ritrova ad amare la propria città in ogni suo aspetto e poi la racconta, esaltandola ma trovando anche il modo più adatto per criticarla quando ce n’è bisogno. La vita “cerebrale” di una città che sa anche come non prendersi troppo sul serio. Pier Paolo Preti, giornalista e comunicatore modenese presenta l’aspetto goliardico della città di Ferrari, di Pavarotti, dei tortellini e dell’aceto balsamico.
C’è un angolo di Appennino Emiliano, punto di confluenza di suggestive vallate, dove i bambini di tutto il mondo trovano la loro seconda casa. E’ Piacenza, quella raccontata dal Sindaco Roberto Reggi e la stessa che scala le classifiche dell’accoglienza e dell’integrazione. Una storia bimillenaria di cultura che un tempo si esprimeva in punta di pennello, oggi viaggia sulle sonorità notturne di Miles Davis e dei suoi epigoni. Qui dove l’acqua, liscia o gassata, è dei cittadini, si fa strada un progetto che vede spazi verdi in luogo di bigi deserti industriali.
Sull’Appennino a cavallo tra Emilia Romagna e Liguria, il paese di Corniglio è il punto di partenza per escursioni nel Parco dei Cento Laghi. Piccoli specchi d’acqua tra boschi di faggi e castagni, ambienti in cui vivono ancora l’aquila reale e il lupo. Un angolo di montagna, non lontano da Parma in cui si possono ancora assaporare i cibi della tradizione montanara.
Un’emozione comune e senza tempo è quella che provano coloro che vivono quotidianamente, a piedi o su due ruote, quella che il Sindaco vorrebbe veder annoverata tra le Capitali della cultura del Vecchio Continente. Dalle testimonianze bizantine alle “vie dell’amicizia”, la sua Ravenna tiene fede all’immagine di “generosa dimora” di uomini e lettere che ha il suo totem incontrastato nella tomba del Sommo Poeta. Una buona logica di marketing può scrivere un futuro diverso.
Una gita nel borgo di Porretta Terme, rinomata località termale nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, è un’ottima occasione per concedersi una giornata all’insegna del relax. Un modo per gustare, inoltre, le bellezze paesaggistiche di un’area che si contraddistingue per i rigogliosi boschi di conifere e gli imponenti monti bagnati dalle dolci acque del Reno.
Importante centro di aggregazione culturale e di promozione del territorio. Veicolo di approccio ad un’esperienza di attività concreta di studio e di ricerca. Il museo civico di Belriguardo, situato in un’antica villa realizzata secondo i dettami degli antichi romani, è uno straordinario veicolo per la conoscenza diretta della vita quotidiana nei tempi antichi e per le tecniche artigianali, artistiche e costruttive del periodo romano.
Dove se non a Reggio Emilia si approccia la vita nel miglior modo possibile - chiedere alla stampa mondiale. Il Sindaco ama il valore della sua gente che non ha paura di dire no alle “discariche globali” di Bauman. Da un palcoscenico o da un ponte “griffato” arriva quella rapida spinta alla qualità, così come dalle farmacie e dalle scuole di oltre un secolo giungeva l’ordito embrionale di una bandiera dai valori universali.
Nel cuore della Bassa parmense un pensiero dispiega le ali e raggiunge ogni angolo del mondo. Un pensiero nato a Busseto quasi due secoli fa che il Sindaco rinverdisce in tutta la sua immortalità e onerosità. Non solo per questo la sua città “figura” bene agli occhi altrui e si dimostra viva più che mai. In piazza, al bar, a teatro, si gioisce e si piange e si trasforma l’arte in passione e abilità.
Diritti, eccellenze e un forte senso della società, questa è la democrazia vera che la Presidente della Provincia di Reggio Emilia, Emilia Sonia Masini, riscontra tra la sua gente. Gente dal forte senso della società che ha gli strumenti necessari per spingere verso l’alto questa terra, così come il monte Cusna proietta nella volta celeste splendide colline che nulla hanno da invidiare alle “colleghe” toscane. Oltre campanilismi e pressapochismi c’è l’orizzonte di una “fase nuova”.
Se oggi Castelnovo di Sotto vede nella diversità un valore è perché ha raggiunto la sua maturità di “comunità compiuta”. Quella a cui ha lavorato da un decennio il Sindaco, stringendo patti di fratellanza e valorizzando le eccellenze. Dietro una maschera c’è il volto secolare di un’arte, sulle due facce di una medaglia c’è l’oro del sacrificio di chi occupa un posto speciale nelle emozioni e nel cuore di questa gente.
Letteratura, arte, filosofia e scienza qui hanno una sola rete costruita da mani volenterose. San Giovanni in Persiceto non può avere il Louvre, però, come racconta il Sindaco, è riuscita a costruirsi il suo spazio vitale tra cielo e terra. Fare cultura qui significa vivere, anzi sopravvivere alla logica omologante e spersonalizzante delle cattedrali del consumo. Uno spillo è quel che serve per mettere alla berlina i potenti.
Castell’Arquato è un comune in Provincia di Piacenza. Come molti altri comuni del nord, anche questo fu sotto il dominio dei Visconti e degli Sforza. La particolarità del posto è che il borgo è situato in cima ad una altura da dove si può ammirare lo splendido paesaggio. Una splendida giornata in compagnia della storia, della natura e dell’armonia.




















