17 Aprile 2008

La patria della zampogna nel riverbero delle Mainarde

di Marcello Di Sarno (Blog Scapoli. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Scapoli Vito Livio Izzi intervistato per Comuni-Italiani.it

Come si presenta la sua città a chi oggi la vive quotidianamente?
Scapoli è una piccola realtà molisana, vivibile a misura d’uomo; un paese accattivante, tranquillo, ben tenuto con cura Vito Livio Izziassidua. Sia il centro urbano che le quattordici borgate che vi fanno capo sono state sistemate in tutto il loro apparato urbano, con l’ammodernamento della rete idrica, dell’arredo urbano, della pubblica illuminazione, ma anche con tutto il resto dei servizi fondamentali per una comunità, come ad esempio una viabilità più confortevole per raggiungere il centro storico. L’assetto stesso del paesaggio in genere ha subìto miglioramenti. Tant’è che tra le attrattive specifiche esistenti nell’Alta Valle del Volturno, Scapoli si pone oggi come perla tra le perle che si abbarbicano alla policromia delle Mainarde.

Tre validi motivi per visitarla?
La natura e l’ambiente: Scapoli fa parte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il più antico e importante Parco Nazionale d’Italia.
L’arte e la tradizione: Scapoli è famosa, anche in ambito internazionale, per essere la patria della Zampogna. E’ uno dei piccoli paesi in Italia dove, insieme alla presenza di abili e valenti suonatori, sopravvive l’antica tradizione della costruzione delle zampogne, grazie ad un numero ristretto di artigiani che, tramandandosi le tecniche di costruzione, tengono in vita questo strumento musicale ed assicurano il necessario ricambio generazionale. Significativo è il Museo della Zampogna, un fiore all’occhiello, perché unico nel suo genere e caratteristico per il recupero architettonico della struttura.
La cultura e la storia: nell’ultimo conflitto mondiale, Scapoli si è trovato ad essere al centro di episodi bellici straordinari, fu teatro di eccidi, devastazioni e deportazione totale della popolazione; un immane sacrificio di recente riconosciuto dallo Stato con la medaglia d’argento per motivi civili. Oltre che sede del comando tedesco, qui nella primavera del 1944 si costituì il Corpo Italiano di Liberazione, primo nucleo del risorto esercito italiano che operò nella zona di Monte Marrone e diede il via alla resistenza italiana. Per ricordare questi importanti avvenimenti, è stato allestito un “Museo diffuso” e, tra l’altro, sono in corso i lavori di restauro dell’antico palazzo Tedeschi da destinare a sede del Museo del Corpo Italiano di Liberazione “Aldo Moro”.

Chi ne ha fatto la storia?
Tutti e nessuno in particolare. La nascita del Castrum di Scapoli si fa risalire agli insediamenti operati nel IX secolo dalla vicina comunità monastica di San Vincenzo al Volturno, che ai tempi di Carlo Magno fu uno dei più importanti centri culturali d’Europa ed i cui recenti scavi sono al centro dell’attenzione di studiosi di tutto il mondo. Non vi sono quindi personaggi scapolesi particolarmente significativi cui è legata la storia del paese; il merito della sua evoluzione va ascritto alla laboriosità, alla tenacia ed alla bontà d’animo di tutti i suoi cittadini. Ad esempio, se il nostro territorio nel corso del tempo ha avuto una conservazione accorta e razionale e la natura è rimasta intatta nella sua bellezza selvaggia, dove tutta la fauna preziosa dell’Appennino vive ancora, il merito è soprattutto delle popolazioni locali.

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero?
Per aver saputo custodire, sviluppare e valorizzare il senso e la memoria degli eventi trascorsi e delle tradizioni antiche. Scapoli è un paese in grado di offrire ingredienti per un turismo culturale di qualità e per una vacanza fuori dai circuiti turistici ufficiali. Ed inoltre, il paesaggio montano d’incanto, l’aria salubre, la luce speciale riverberata dalle Mainarde che attrassero il pittore francese Charles Moulin, l’atmosfera d’antico che vi aleggia in ogni angolo e – non ultima – la nota ospitalità dei suoi abitanti, sono altri elementi che rendono Scapoli un paese che si fa amare e ricordare.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro della sua città?
Un futuro roseo, ricco di prospettive favorevoli soprattutto nel campo turistico, se lo sforzo prodotto significativamente in questi ultimi anni dall’Amministrazione comunale verrà assecondato dall’iniziativa privata. Scapoli è meta consistente di visitatori che la raggiungono dai luoghi più impensati del mondo ogni giorno dell’anno. Basti considerare che soltanto per la manifestazione della Mostra Mercato e Festival Internazionale della Zampogna, giunta alla 32a edizione, si registra mediamente una presenza di circa trentamila persone nell’arco di tre giorni. Una comunità che vive oggi con dinamica consapevolezza ed è conscia della necessità di non disperdere le più grandi ricchezze ereditate dalla tradizione, dalla storia, dalla natura.

Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua città e la risposta che darebbe.
Al di là del peculiare patrimonio turistico, qual è lo stimolo che spinge il visitatore a voler tornare a Scapoli?
La sacra ospitalità degli scapolesi, che si manifesta nell’apertura verso l’altro, nella cortesia bonaria e nella piacevole accoglienza dell’ospite, oltre che nella eccellente e rinomata gastronomia.

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