26 Giugno 2008

Passato e presente nella Valle d’Alcantara: Francavilla di Sicilia

di Marina Greco (Blog Francavilla di Sicilia. Racconti di Viaggio)

Erano molti anni che mancavo dal paesino natio di mio padre e di mio nonno… il paesino dove ho trascorso innumerevoli estati, a cui sono legata dal sottile filo dei ricordi felici e spensierati.

Sbarco dal traghetto e sento l’odore del mare siciliano, il mare limpido e pulito, cristallino!
Imbocco l’autostrada A18, arrivo a Giardini-Naxos, brulicante di turisti, con il suo lungomare sempre vivo e pieno di suoni, colori… mi dirigo verso Francavilla… percorro a velocità moderata le curve che delineano il percorso della Statale 185 e mi avvicino sempre di più al “paesello”, come lo chiamo io… intorno a me colline, case, spazi verdi… e poco dopo… eccolo in lontananza!fontana_dei_mulini.jpg

Inizio a vedere le case arroccate, distinguo le alte torri campanarie della Chiesa dell’Annunziata, i ruderi dell’antico castello che domina il paese e sembra sorvegliarne ancora oggi la vita.

Salendo Via Dei Mulini arrivo in Piazza Annunziata, dove ritrovo austera e possente la Chiesa, potrei proseguire dritto, verso casa, ma decido di dare un’occhiata in giro, di percorrere velocemente il paesino… sono troppo curiosa di vedere se qualcosa è cambiato, di riconoscere posti e case, vie e fontane… svolto a sinistra e salgo la cosiddetta “Passeggiata”… ampio e lungo vialone alberato, dedicato per buona parte al “passeggio pedonale”, così come lascia intendere il nome attribuitogli dai francavillesi: panchine, piante, alberi… tutto sempre lì al proprio posto, arrivo a metà strada, in quel punto da cui lo sguardo, incontrastato può arrivare fino ai ruderi del castello medioevale, sulla collina che si affaccia sul paese… una meraviglia!
Come mi capita ogni volta, inizio a fantasticare sulla vita che trascorrevano coloro che tantissimi anni fa ci vivevano… chissà quanti segreti conoscono quei ruderi, quante storie avrebbero da raccontare!
Mi fermo a bere ad una delle tante fontanelle del paese, dialettalmente conosciute come “zampilli”.

Vado oltre, continuo a salire e mi dirigo verso la chiesa Matrice, risalente al XVI secolo, passo per il Palazzo Cagnone e l’elegante fontana antistante… un senso di pace e tranquillità mi avvolge… sembra incredibile quanta serenità mi regala ascoltare il cinguettio degli uccellini, che sembrano darmi il benvenuto, interrotto dallo scrosciare dell’acqua di una piccola fontanella! Questo è forse il posto più alto e tranquillo del paese.

Inizio a sentire sulla pelle il calore del sole siciliano, forte e caldo… torno indietro e percorro il labirinto dei tanti vicoletti con ciottoli (detti “vanelle”), piccoli e stretti… mi rimetto nei rumori della vita francavillese…
Decido di fare una veloce tappa alla chiesa di San Paolo e di scendere giù al paese verso la Fontana Vena, realizzata nel XV secolo, con i suoi “diciotto schicci” (diciotto rubinetti), dove un tempo le lavandaie con i loro cesti pieni di abiti si recavano cantando motivetti locali.

Mi dirigo verso casa, passando per la zona più viva del paese, dove trovo il parco giochi dei bambini, lì da tanti anni, ma sempre nuovo e ricco di giochi. Di fronte, nel grande spiazzale, laddove d’estate si monta il palco per gli spettacoli serali, dove si canta, si balla e ci si diverte, trovo la caratteristica fontana del mulino.
Uno sguardo veloce al mitico Tabù, pub e birreria, ritrovo dei giovani francavillesi e mi riprometto di tornarci in serata a salutare gli amici! Mi riprometto anche per l’indomani mattina di non perdermi la formidabile granita siciliana con brioche, al Garden Bar… all’aperto, sotto la fresca ombra dei gazebo, con il sottofondo musicale e i numerosi turisti estasiati dalla bontà di questa delizia culinaria, tipicamente siciliana!

Tornare qui dopo tanti anni, fa uno strano effetto! Tutto sembra sempre uguale, le stradine, le salite, i ciottoli, il parco giochi, le fontane… i rumori, i colori, i profumi, ma in realtà è sempre tutto nuovo: nuove fontane, nuove piazze, nuove case… in questo paese, ricco di tradizione, di cultura, di folklore, dove passato e presente convivono in un mix di sapori, profumi…

(foto di Peppefrancavilla in licenza GFDL)

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