29 Agosto 2008

Vische: un angolo incontaminato a due passi dalla città

di Sofia Riccaboni (Blog Vische. Alla Scoperta della nostra Italia)

Arrivando a Vische la prima cosa che incontrerete è il lago di Candia. Una volta molto più esteso di ora, resta comunque non distante da questo piccolo centro abitato che si trova sulle colline a nord di Torino.

Vische è un paese agricolo, molto piccolo, con pochissimi abitanti, che è riuscito a conservare la magia dei paesi di campagna di una volta. Tutti qui conoscono tutti e non passerete inosservati, data la mancanza di abitudine ai turisti. Il paese che una volta era di interesse per la sua enorme produzione di barbabietole, che partivano da qui addirittura a vagoni, ora ha perso quasi ogni attrattiva per chi non lo conosce. Ma se avrete la pazienza e la voglia di parcheggiare la macchina e di farvi una passeggiata a piedi resterete stupiti dalle bellezze che questo angolo quasi fuori dal mondo frenetico a cui siamo abituati vi può offrire.

Chiesa di VischeLa piazza del paese vi riserverà la prima sorpresa, con la sua Chiesa Parrocchiale. Da fuori magari vi lascerà un pochino perplessi, sembrerà mal curata, ma se avrete la curiosità di affacciarvi al suo interno potrete ammirare la bellezza del classico barocco piemontese, gli sfarzi dell’altare con i suoi candelabri d’oro e gli affreschi, di recente ristrutturati, ai muri.

Uscendo dalla chiesa provate a camminare per il paese, per le viette piccole dove a malapena passerebbe una macchina. Se riuscite a passare senza farvi suggestionare dagli sguardi incuriositi dei paesani, potrete arrivare senza grandi fatiche al piccolo castello che sovrasta il paese. In genere è chiuso al pubblico e utilizzato per feste private. Ma vale la pena provare ad arrivarci, camminando per le vie del paese, per poi ammirare il panorama che da lì potrete avere. Sotto di voi infatti si aprirà un’intera vallata, fatta di campi coltivati, di terrazzamenti, di viti e granturco.

Il castello in sé non ha molto da offrirvi, a parte un particolare che molti potranno trovare inquietante. All’ingresso, di fronte al quadro affrescato che raffigura un antico disegno del castello stesso, troverete infatti un affresco di un crocefisso. E al suo fianco una targa che spiega che il crocefisso, le cui linee hanno un particolare colore rossastro, fu dipinto con il proprio sangue da un monaco che qui era stato tenuto prigioniero. Particolare che fa subito capire che questo castello non fu mai una residenza ma un carcere e un edificio militare, cosa che potrete notare anche dalla struttura a fortezza, di cui resta ancora una torre ben conservata in uno degli angoli esterni delle mura.

Scendendo di nuovo in paese, potrete arrivare alla piazza del municipio, di fronte il quale troverete quelle che furono le carceri: un piccolo locale che ora è stato adibito a porticato e che si affaccia sulla piazzetta distinguendosi dal resto dell’architettura anche per il colore giallino delle pareti.

Se amate la natura e la tranquillità questo è il posto ideale. Potrete arrivare a piedi anche sino al lago di Candia e lì percorrere dei sentieri naturalistici o affittare una barca e fare un giro sulle calme acque del laghetto. Vi sentirete proiettati in un mondo antico, come se la civiltà moderna, fatta di computer e cellulari, lì non sia arrivata e non ne sentirete la necessità.

(Foto di Alessandro Gallione, per gentile concessione)

  • Segnala su: Inserisci nei preferiti del.icio.us segnalo OKNOtizie Google YahooMyWeb Facebook Technorati

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.