29 Agosto 2008

Un mosaico di sensazioni

di Sara Radicia (Blog Rio Marina. Racconti di Viaggio)

Panorama Rio MarinaRio Marina è un paese grazioso, che tradizionalmente ha fondato la sua economia sull’industria mineraria. Durante una mattinata di tempo incerto, decidemmo di fare in auto il giro dell’isola. Per rendersi conto delle dimensioni dell’Elba che non è così piccola come sembra dalla mappa, ma lo è abbastanza per permetterti di non perdere la cognizione dell’isola stessa.

Partimmo dalla nostra casa presso Naregno e percorremmo in senso antiorario la strada costiera. Rio Marina fu il primo posto in cui facemmo sosta. Non eravamo ancora arrivati al paese, e non sapevo ancora dove ci trovavamo, ma era successa una cosa non rara nelle nostre escursioni; il mio compagno aveva visto prima di me i resti di una miniera a cielo aperto e mi aveva chiesto quasi per caso se volevo prendere una pausa. Ero scesa, grata per quella sosta insperata e per la gradevole sensazione estetica provocata dalle rocce rosse, gialle e rosa e poi anche per un desiderio più prosaico che la vista della miniera aveva acceso in me, infatti speravo che fosse possibile trovare dei minerali.

Sentivo dire “…archeologia industriale…” “…spettacolare… è chiuso da ogni parte…” mentre rivoltavo le pietre colorate in cerca - illudendomi - di un qualche cristallo. Lui mi raggiunge, deluso di non aver trovato un’apertura nella recinzione, e ci concentriamo entrambi sulla ricerca di un minerale da portare come trofeo, ed in effetti riusciamo a trovare una roccia abbastanza ferrigna da essere adatta allo scopo.

Rio Marina si trova in una piccola insenatura, circondata da quelle rocce splendide che mi avevano conquistato al primo sguardo, e vicino a spiagge bianchissime. Il suo edificio più importante è la poligonale torre Appiani, costruita nel cinquecento e poi sopraelevata. La vista delle spiagge ci convince a tornare un altro giorno, per trovare il sole e godere di quell’atmosfera appieno. Solo in questa parte dell’isola si trovano le commistioni di colori di cui ho appena parlato.

In quel giorno di brutto tempo decidiamo di fermarci per la visita al Museo minerario dell’Elba, mentre la foschia sta pian piano salendo e la temperatura si abbassa. Capire le descrizioni è faticoso, in quanto non ricordo i fondamenti della chimica che mi consentirebbero di capire al volo quello che ora sto cercando sulla guida, ma la vista è appagata e non sono mai stanca che gli occhi si riempiano con le forme a rosette, a cristalli e con tutte le geometrie che la natura è capace di costruire, con i colori brillanti dei metalli o delle pietre, che coprono davvero tutto lo spettro dei colori. Quello che un profano può scoprire è davvero molto, e se questo non bastasse ci sono occasioni per meravigliarsi ma soprattutto bellezze incantevoli da ammirare.

In questo museo si trova una raccolta di tutte le ricchezze che l’isola ha offerto all’uomo, in una miriade di colori e di forme invitanti, venute alla luce dopo secoli di lavoro che hanno permesso scoperte affascinanti: un mosaico davvero sorprendente di quello che l’Elba ci ha donato fin dai tempi più remoti.

(Foto di Francesca Berti in Licenza Creative Commons)

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