19 Ottobre 2008

Roscigno Vecchia: la Pompei del ‘900

di Andrea Bonfiglio (Blog Roscigno. Alla Scoperta della nostra Italia)

Roscigno è un ridente comune di neppure di 1.000 anime che si trova arroccato sulle graziose alture dell’entroterra salernitano, nell’area sud-occidentale della regione Campania.

Collocato nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è raggiungibile attraverso le vie che, dopo aver abbandonato l’autostrada, si inerpicano, zigzagando, su per i colli circostanti, arrivando a sfiorare i 1.000 metri sul livello del mare.

Il paese, basato prevalentemente su un’economia di tipo agricolo, come testimoniato dagli appezzamenti terrieri adornati graziosamente da olivi e viti, è caratterizzato da una particolare vicenda storica, alla quale si deve l’attuale suddivisione in due borgate: Roscigno nuova e Roscigno vecchia.

L’evoluzione degli eventi, infatti, ha portato i roscignoli – agli inizi del XX secolo – ad abbandonare l’originario nucleo abitativo, più volte minacciato da frane e smottamenti, a favore di un secondo complesso urbano costruito più a monte: nasce così il mito della “Pompei del ‘900”.

Il primo impatto, in effetti, non smentisce affatto questa “etichetta”. Un’anonima traversa di una delle principali arterie cittadine, difatti, conduce a quella che pare un porta d’accesso ad un’altra dimensione temporale: guardando le prime costruzioni diroccate e l’erba fitta che ne circonda disordinatamente il perimetro, si percepisce subito una sensazione di precarietà, d’abbandono. Il copione si presenta identico qualche passo più avanti, quando dopo essere passati sotto un ombroso portico si apre una larga piazza deserta. La visione è a dir poco suggestiva: lo straordinario fascino del “paese fantasma” si rivela finalmente in tutta la sua nuda essenza.

Roscigno Vecchia - Chiesa di San Nicola

Roscigno Vecchia - Chiesa di San Nicola

La Chiesa Madre si erge a dominio dell’intero paesaggio, fatto di stalle e casali più o meno pericolanti, dove il tempo è scandito dallo scrosciare dell’acqua che sgorga ininterrottamente da una sobria fontana circolare, che funge da ombelico dello slargo.

Avanzando poi sull’antico selciato che si alterna al verde ed alla terra è praticamente impossibile non imbattersi in colui che orgogliosamente si definisce come l’unico residente di Roscigno vecchia e offre con estrema disponibilità il personale benvenuto ai forestieri. La sua lunga barba bianca, la stazza imponente, la pipa marrone che passa, insolitamente spenta, dalla mano alla bocca ed un eccentrico sombrero messicano ne fanno un personaggio simpaticissimo, sopra le righe.

Tra una parola e l’altra si scopre che è il responsabile del locale “Museo della civiltà contadina”, tappa obbligata nel percorso di ogni turista. I cimeli della comunità rurale d’un tempo sono ospitati tra le mura di una delle tante casette – dall’apparenza precaria, ma evidentemente più solide di quel che sembrano – che sorgono in loco e che si trova dinnanzi all’abitazione del canuto cicerone. Dopo aver dato un’occhiata alla nutrita esposizione di attrezzi e di foto d’epoca non resta che lasciare la firma del proprio passaggio sul massiccio libro degli ospiti dove, con un po’ di sincera sorpresa, si possono leggere i nomi di altri viandanti giunti davvero da ogni parte d’Italia e persino dall’estero!

Un’esperienza davvero fuori dal comune quella che si può vivere in questo incantevole scorcio di Campania, così vicino al mondo moderno eppure infinitamente lontano dalla frenetica realtà che caratterizza la quotidianità.

  • Segnala su: Inserisci nei preferiti del.icio.us segnalo OKNOtizie Google YahooMyWeb Facebook Technorati

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.

Articoli nei Comuni Vicini: Castelcivita (1), Pertosa (1)