8 Ottobre 2008

La grancia ed il suo legame con la tradizione di Monteroni d’Arbia

di Sara Radicia (Blog Monteroni d'Arbia. Alla Scoperta della nostra Italia)

Monteroni d’Arbia è un centro artigianale ed industriale, dove è ancora vivo il sapore dei mestieri dell’antichità. Qui i maestri artigiani lavorano il ferro, la pelle ed il cristallo, e si produce il tabacco.

La città che è stata una tappa della via Francigena, è vicinissima alla zona delle Crete, e condivide il paesaggio di queste zone, che per il loro fascino hanno incantato pittori e fotografi, con i loro toni viranti al bianco e ai colori pallidi a causa dell’argilla, un paesaggio capace di regalare grandi sensazioni. Qua e là tra le strade a sterro si ergono i grandi casali ed i molini eredità di una civiltà purtroppo in parte perduta, quella contadina. Questo comune del senese si è sviluppato nel corso dei secoli grazie alla sua realtà agricola, ma l’economia del luogo è cambiata dopo il boom puntando più sulla produzione artigianale e industriale, cambiando il modo di vita tradizionale del paese.

Le piccole fattorie sono andate diminuendo nel corso del secolo scorso ma a tutt’oggi rappresentano una delle bellezze paesaggistiche di questo territorio che è ancora legato alla tradizione, alla via Francigena e alle bellezze architettoniche disseminate nel suo territorio: le fattorie, i piccoli poderi antichi e le chiesette che testimoniano il legame di Monteroni con l’economia agricola.

Ed un molino fortificato, che è proprio testimonianza di quell’antico stile di vita, è forse l’elemento più noto del comune. Grancia di CunaNato nel XIV secolo era in origine dipendente dalla grancia di Cuna; fu importantissimo nel medioevo tanto da diventare l’elemento portante dell’economia della regione durante quel periodo. La grancia di Cuna non era altro che una fattoria fortificata, che fu costruita dal Comune di Siena. Lo sviluppo del molino si legò a quello della grancia, a cui apparteneva sin dal XIII secolo e che si sviluppò nei secoli successivi soprattutto grazie al traffico proveniente dalla vicina via Francigena, diventando un punto di ristoro per i pellegrini. Il complesso del molino è formato da un borgo recintato e dalla fattoria fortificata dominata da una torre d’ingresso in mattoni di cotto, fu importantissimo ai tempi della Repubblica senese tanto da diventare l’elemento portante dell’economia della regione. La grancia di Cuna si trova sulla strada che unisce Monteroni a Siena, e anche essa faceva parte con il molino del Santa Maria della Scala.

Oggi Monteroni, il cui nome ci ricorda di due degli elementi portanti del territorio, l’Arbia che scorre qui vicino ed la collina Monte Roni, è un comune di rilievo noto sopratutto per le numerose emergenze architettoniche di valore che popolano il suo territorio. Un vero e proprio scorcio aperto sul modo di vita contadino di una toscana antica che vale la pena di valorizzare e ricordare.

(Foto di Patrizia, per gentile concessione dell’autore)

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