30 Ottobre 2008

Una città romana sotto le colline di Roselle

di Sara Radicia (Blog Grosseto. Racconti di Viaggio)

Parco Archeologico di Roselle

Parco Archeologico di Roselle

Di nuovo un assolato pomeriggio di luglio, sole, un pranzo leggero e parto col mio fido compagno di vita e di viaggi per un’altra archeogita del fine settimana. Non so nemmeno più quante volte sono passata per la strada che porta al mare scorgendo l’indicazione turistica sullo sfondo marrone e pensando che mi sarei prima o poi fermata a visitare il parco di Roselle. Per me era diventata una di quelle cose rimandate infinite volte a causa di impegni incompatibili, scadenze più pressanti o cose più divertenti da fare. Ma quel fine settimana gli esami erano finiti e le ferie iniziate perciò invece di passare il pomeriggio chiusi in un locale a giocare ai videogame o aspettare le ore meno calde per sdraiarci al sole decidemmo di fare quella visita che avevamo tante volte posticipato.

Solo percorrere la strada che porta verso Grosseto è per me un motivo di gioia: i terreni coltivati e i casolari isolati, i viali con cipressi e le grandi querce isolate formano il paesaggio che più mi è caro dopo quello della mia bella Umbria.

Al parco di Roselle si accede a piedi, dopo aver percorso un tratto di cinta muraria all’ombra degli alberi e aver salito delle scalette che ti portano a sbucare sulla cima di una collina. A questo punto vi si aprirà la visuale di due intere colline che contengono le vestigia di un lontano passato: sotto di voi la zona della città, l’abitato il foro e poi la zona dei commerci, con gli scavi aperti su diversi livelli. E’ veramente da togliere il fiato.

Di buon passo ci dirigiamo verso quella che scopriamo essere la Basilica, che ha ancora il colonnato intatto ed un pavimento ancora magnifico in marmo bianco e rosa. Seguiamo con curiosità le didascalie che ci informano su quello che vediamo, anche perché la città che stiamo visitando appartiene ad un periodo, ma sotto di essa - dove dicevamo ci sono scavi ancora aperti- ne esiste un’altra ancora precedente da esplorare. Le statue e gli oggetti votivi e di uso comune che furono trovate durante gli scavi si trovano tutte al museo archeologico di Grosseto.

Roselle era un punto importantissimo, faceva parte delle dodecapoli etrusche e lo dimostra la possenza delle mura etrusche in mattoni crudi e pietre locali ancora intatte, lunga tre chilometri. Ancora è possibile individuare le porte se si segue la cartina che distribuiscono all’ingresso.

La città di epoca romana, che è quella che si può visitare, è spettacolare: i marmi e soprattutto i mosaici mi sorprendono, ma quello che mi colpisce di più è l’edificio ovale, che sembra avesse funzioni religiose e l’anfiteatro. Se parlate ad alta voce quando entrate potrete accorgervi che al suo interno l’acustica è sorprendente, infatti, vi tengono conferenze ed iniziative teatrali. Una intera zona, dove si trovavano i negozi e le attività artigianali, ha portato alla luce diversi reperti di uso quotidiano e bella è anche la casa con pianta totalmente intatta. Furono trovati persino semi nelle giare della cucina ed i letto dei servi.

Un intero pomeriggio ci fu necessario per girare il parco. Fu un pomeriggio meraviglioso, nel quale trovammo pochi turisti tanta quiete e tutto quello che poté soddisfare la nostra curiosità, incorniciato da una possente e verdeggiante natura. Un posto assolutamente da non sottovalutare.

(Foto di Valentina Defassi, per gentile concessione)

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