24 Novembre 2008

Antichità, natura e anche buona cucina

di Sofia Riccaboni (Blog Sestino. Alla Scoperta della nostra Italia)

Pieve di San Pancrazio

Pieve di San Pancrazio

Nell’estremità orientale della Toscana , ancora in provincia di Arezzo, salendo per una stradina tortuosa, fatta tutta di curve su curve, che qui si chiamano tornanti, fiancheggiata da grandi pascoli, in una zona veramente poco conosciuta della nostra Italia, si trova il paesino di Sestino.

Un piccolo paese dalle origini antiche che offre una vasta gamma di sorprese, sia per gli amanti dell’arte che della natura, ma anche per chi ama la buona cucina. Questo è infatti il territorio in cui si alleva la famosa chianina, ben conosciuta dagli esperti buongustai che vengono sin qui per gustarla in uno dei ristoranti della zona. Potete vedere le mucche, con il loro mantello bianco, girare allo stato brado nei campi lungo la strada che arriva in paese.

Ma non limitatevi a sedervi a tavola, Sestino merita molto di più. Se amate l’arte e la storia dovete assolutamente vedere l’Antiquarium. In questo piccolo museo troverete i resti dell’epoca romana, periodo in cui questo comune era un importante luogo di passaggio e di commercio, grazia alla sua posizione sulla strada che collegava il Mar Tirreno con il Mar Adriatico.

Ma non furono solo i romani ad accorgersi della bellezza di questo posto. Ci sono infatti anche tracce di epoche precedenti, galli, umbri ed etruschi che avevano già capito l’importanza di questo luogo.

Importantissima testimonianza del periodo medievale di Sestino è la Pieve di San Pancrazio. Una trave, posta nell’altare maggiore, recita la data di presunta fondazione: 17 agosto 1259. Di quell’epoca restano solo pochi resti, dopo la distruzione del terremoto e la successiva ricostruzione del 1784. Ma la bellezza della cripta, silenziosa e scura, soddisfa anche gli appassionati più pignoli. Un ambiente particolare, con un unico pilastro che lo sostiene e tanti piccoli archi ciechi che lo decorano. Austero, come voleva la tradizione ecclesiastica di quell’epoca.

Ma Sestino non è solo un bellissimo centro storico, con casette curate e pietre a vista. Il paese è circondato da un panorama naturalistico importante e sicuramente apprezzato dagli amanti delle lunghe passeggiate. Qui infatti siamo nel mezzo della riserva naturale del Sasso Simone, una gigantesca roccia isolata, meta ambita di camminatori e appassionati di starwatching. Dal paese la si raggiunge con facilità, attraversando i prati popolati di mucche chianine, per circa un paio di ore. Si arriva cosi ai piedi di questa preziosa roccia. Preziosa, perché in un posizione particolare, unica roccia persa nei pascoli, e per la sua composizione, roccia calcarea poggiata su argilla. Insomma una vera particolarità.

Come unico ed eccezionale è il panorama mozzafiato che si può ammirare dalla sua sommità. Gli occhi possono spaziare dall’Amiata al Conero. Uno spettacolo che non ha eguali. Un luogo che è stato per diverso tempo, questa terrazza naturale, ambito da diversi popoli. Hanno anche provato ad abitarci, a costruire case, palazzi, fortezze. Tutto però venne presto abbandonato per le difficoltà logistiche del posto.

Arrivare fin sopra è difficoltoso anche oggi, costa fatica e, sicuramente, all’epoca le difficoltà erano maggiori. Approvvigionare una comunità, anche piccola, quasi impossibile.

Forse questa è la fortuna di questo luogo. Che ci permette ora di piantare una tenda e attendere la notte, sperando in un cielo sereno e ricco di stelle.

(Foto di rete.toscana.it, su concessione)

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