24 Dicembre 2008

Il paese dal sapore zuccheroso

di Elena Cuomo (Blog Casal Velino. Racconti di Viaggio)

Ci sono stata per lavoro a Casal Velino e devo dire che questa cittadina, in provincia di Salerno, è molto graziosa.
Per tre mesi l’ho vissuta, poco di giorno e più di sera. Località di villeggiatura, si presenta ricca di villaggi turistici. Quello in cui lavoravo era circondato dal verde, una vera riserva naturale con un panorama da favola.
La cosa che più mi ha colpito è stato il dialetto locale: un mix di napoletano e calabrese con degli accenti a mo’ di canzone.
Di giorno il paese si riempie dell’odore del mare; la gente, difatti, in tenuta da spiaggia va in giro per le strade trascinando con sé granelli di sabbia la cui fragranza alita nel vento.
Negozietti, bazar, ristoranti e bar accompagnano per mano il lungomare, la cui sabbia di un colore chiaro, e calda come la cioccolata, si lascia accarezzare dall’umidità dell’acqua del mare.

Veduta di Casal Velino

Veduta di Casal Velino

Ripenso all’estate di due anni fa e cerco di filtrare i miei ricordi proiettandoli in quel paesino. Posso ancora rivedere la Torre di San Matteo, che si affaccia sul mare e sulla quale speravo un giorno di poter andare e affacciarmi dalla finestra proprio sopra la piccola porta d’entrata, come una piccola Giulietta.
Rivisito la mia mente cercando di ispezionare ogni peculiarità del paese. Come in un viaggio virtuale, percorro in macchina la stradina che dal villaggio in cui lavoravo porta alla piazzetta del centro. La memoria è un po’ offuscata ma alcuni particolari sono perfettamente nitidi.
Non è molto grande Casal Velino, ci sono varie chiesette, una più carina dell’altra. Giardinetti, aiuole e aree pedonali si prestano all’arrivo dei turisti in massa e le manifestazioni o i concerti sono tutti organizzati per divertire e attirare i villeggianti.

Ad un tratto la mia mente si annebbia… no, sbaglio, prevale il ricordo della vita notturna della cittadina.
Mi ritrovo con abiti diversi, con la mia comitiva di animatori, tutti con l’appetito di trascorrere una serata piacevole, all’insegna del divertimento. Ci avviamo verso il porticciolo mentre le luci delle strade accompagnano il nostro percorso come se avessimo perennemente un occhio di bue proiettato su di noi. I colori fluorescenti delle giostre ci ipnotizzano come fossimo bambini al parco giochi. E proprio come i bimbi decidiamo di fare un “salto” sulla giostra con le molle. Via le scarpe e tutti sui materassi a fare a gara a chi si dà lo slancio maggiore. Una volta scesi, ancora presi dal delirio dei salti, ci avviamo verso le bancarelle. Libri, calamite, collanine artigianali, quadretti e soprammobili… ci fermiamo accanto ad ogni venditore ambulante che ci studia attento sperando in un acquisto. La nostra attenzione è però catturata dalla voce di un giostraio che ci invita a provare a sparare alle lattine della coca-cola, ormai storte, e vincere un pupazzo in omaggio. Ci piombiamo sulle finte pistole dando bruscamente le spalle al banco di caramelle. Il rumore dei piombini mi fa ancora eco nelle orecchie. Giù il primo barattolo, giù il secondo, il terzo e così via… vinto! Scelgo il mio regalo e tra i tanti opto per una ranetta in stoffa con gli occhi tondi e la lingua penzoloni!

Tanti ragazzi passeggiano tra le viuzze, qualche coppietta sul muretto si scambia tenerezze mentre il suono del mare fa da sottofondo musicale.
La stanchezza inizia a farsi sentire e dopo aver dato uno sguardo ai pub che ci attirano con i loro profumi, optiamo per uno un po’ più appartato, alla nostra sinistra. Ci sediamo, l’ambiente è caratteristico: divanetti rossi, un tavolo da biliardo su un lato con luci soffuse, tavolini in legno e candele profumate. Ordiniamo e dopo aver mangiato, sazi della cena deliziosa, ci avviamo verso il villaggio.

Ecco, ritorno alla realtà. Il mio viaggio virtuale è finito. Il mare, il sole, le giostre, tutto rientra nel dimenticatoio, ma c’è una cosa che voglio portare con me: l’odore dello zucchero filato mischiato alla fragranza delle noccioline dolci delle bancarelle della sera.

(Foto di Istvánka rilasciata in licenza GFDL)

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