8 Gennaio 2009

Monte Roberto… se non fosse per la statale

di Sara Dellabella (Blog Monte Roberto. Alla Scoperta della nostra Italia)

Borgo cittadino

Borgo cittadino

Monte Roberto è un paesetto medievale a trecento metri sopra il livello del mare quasi disabitato, se non fosse per le nuove famiglie che in questo borgo, negli ultimi tempi, trovano alloggi accessibili, a poca distanza dal centro industriale della Vallesina.

Il paese prende il nome dal suo dominus loci, un tale Roberto il Guiscardo di origine longobarda.
Ma su una delle porte del suo castello è possibile scoprire, grazie a un’incisione ancora ben visibile, che in questo paesetto di collina ha trascorso la sua infanzia anche Federico II, nato nella valle poco distante, a Jesi, alla quale lega parte della sua storia fino al declino nel 1808.

Il borgo antico viene abbracciato dalle mura del castello, di forma ovale, che oggi contengono abitazioni civili. Sul torrione che guarda ad occidente è ospitata la cosiddetta Sala del Trono, le cui decorazioni risalgono ai primi dell’Ottocento.

Due, invece, le chiese del borgo. La prima è dedicata a San Carlo ed è risalente al XVII secolo ma, in realtà, quella che si para di fronte ai nostri occhi è la copia ricostruita durante la terza decade dell’Ottocento.
La chiesetta originale sorgeva alla sommità del paese, tra due fila di case, e le sue due porte davano accesso alle due strade del paese. La costruzione non abbastanza solida e sicura portò le confraternite alla decisione di demolirla e ricostruirla immediatamente nelle vicinanze.

La seconda struttura religiosa, è la Chiesa di San Silvestro Papa. L’attuale parrocchia è stata costruita tra il 1768 e 1795 sul progetto di un architetto di Cupramontana.

Ma la pietà popolare e la sua devozione si sono espresse lungo i secoli, anche, attraverso la costruzione di piccole edicole votive, chiamate Figurette. Se ne trovano ai lati delle strade, in luoghi che ricordano episodi particolari o semplicemente incastonate nelle mura delle case.
A riprova, Monte Roberto ha nella sua topografia anche una contrada denominata “La Figura” che prende il nome dall’edicola dedicata a San Giuseppe.

Con l’avvento dell’industrializzazione, il paesetto di collina trova una sua naturale espansione del nuovo agglomerato urbano situato a valle e chiamato appunto Pianello Vallesina, ancor oggi frazione.
Un territorio apparentemente povero, ma che si lascia tranquillamente scoprire nel suo centro storico interdetto alle automobili.

Oggi Monte Roberto e la sua sopravvivenza è affidata ai racconti dei suoi vecchi abitanti che qui sono rimasti, nonostante sia uno dei comuni colpiti dai tragici eventi sismici del 1997, seppur con conseguenze più lievi.

Fra le varie manifestazioni organizzate tra il borgo e le sue frazioni vanno senz’altro ricordate la festa del patrono San Benedetto, che cade la prima settimana di giugno, la festa Estate insieme organizzata dalla banda musicale di Pianello e la rassegna di commedie in dialetto che si svolge nei primi giorni di agosto. Occasioni per stare insieme e assaporare anche i tipici prodotti della zona.

Terra del Verdicchio, a metà strada tra Castelbellino e Maiolati Spontini, questo piccolo agglomerato si lascia accarezzare nelle curve della statale che lo attraversa, regalando meravigliosi paesaggi sulle colline coltivate a vigneti: uno spettacolo simile ad un patchwork di natura e operosità umana.

Qualcuno ama definire questa regione il lato B dell’Italia e, forse, Monte Roberto e i suoi limitrofi ne sono la conferma.
Qui il tempo s’è fermato, se non fosse per quella statale che si arrampica sulle colline.

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