17 Aprile 2009

Immersa nel verde, ma ad un passo dagli Stati Uniti

di Ornella d Anna (Blog Roseto Valfortore. Alla Scoperta della nostra Italia)

Fontana innevata

Fontana innevata

Lungo la parte occidentale del Subappennino Dauno, adagiato su un altopiano a 650 metri di altitudine, si trova Roseto Valfortore, piccolo comune in provincia di Foggia.
La sua posizione geografica rende questo paese, che conta poco più di mille abitanti, quasi un luogo magico perso tra le rocce. Chi viene dalla vasta pianura del Tavoliere delle Puglie, infatti, improvvisamente si troverà di fronte ad un paesaggio inatteso: montagne che si susseguono e si intersecano disordinatamente, separate qua e là da profonde valli e da torrenti.

Roseto prende il suo nome dalla presenza abbondante nella zona di rose selvatiche. Mentre “Valfoltore” è un’aggiunta successiva, riferita al fiume Fortore che attraversa la vallata antistante.
Stando ai ritrovamenti storici della zona, i più antichi popoli confinanti con il paese erano quattro: i Sanniti, i Frantani, gli Irpini e i Dauni. Questi popoli si sono contesi la podestà del borgo per molto tempo e tutto il territorio, per effetto delle successive divisioni politiche di cui è stato teatro, è stato attribuito una volta all’una, una volta all’altra regione limitrofa. Ancora oggi, nonostante sia da tempo associato al capoluogo di provincia pugliese, Roseto ha una fisionomia tutta sua ed è una specie di isola, non solo geografica ma anche etnica.

In città

Strada cittadina d'inverno

Anche la popolazione attuale è, infatti, frutto di continui mutamenti, dovuti soprattutto al fenomeno dell’emigrazione. Il 5 gennaio del 1882 alcuni uomini residenti a Roseto, decisero di imbarcarsi su un bastimento che doveva portarli oltreoceano per trovare fortuna.
Di questi, uno fu colpito durante la navigazione da una grave malattia e non sopravvisse. Una volta giunti a New York l’autorità sanitaria americana impose una quarantena, pertanto lo sbarco fu effettuato soltanto il 1 marzo.

Verso la fine del secolo, gli emigranti rosetani, stanziatisi in Pennsylvania, riuscirono a costruire un intero villaggio, che chiamarono in un primo momento “Nuova Italia”. L’orgoglio, però, li spinse ben presto a lavorare affinché quel piccolissimo pezzetto di terra diventasse comune americano a tutti gli effetti e, nel 1912, finalmente Roseto (come nel frattempo era stato denominato il borgo) ottenne il tanto ambito riconoscimento.

L’attuale impianto urbanistico di Roseto Valfortore è di derivazione medievale. Dalla piazza principale, piazza Vecchia, si snodano tutti i vicoli del centro storico. Poco distante sorge la Chiesa Madre, edificata nel 1507 ad opera del feudatario Bartolomeo III di Capua, la cui balaustra è di pietra locale lavorata dagli artigiani del posto. Il territorio è ricco di sorgenti d’acqua e di fontane, di aree per picnic, di mulini, di meridiane e di orologi. Il più importante di questi si trova sul campanile della parrocchia ed ha un quadrante scolpito interamente a mano.

Particolare della Piazza in festa

Particolare della Piazza in festa

L’ultima domenica di luglio a Roseto si tiene la festa della Madonna del Carmine, che insieme a quella di San Filippo Neri (patrono del comune), è la principale festa religiosa - popolare della zona. Il programma festivo è più o meno uguale per ognuna: processione, fuochi d’artificio, concerto della banda e illuminazione della piazza con arcate a lampade di vari colori. La vigilia della manifestazione, prima della processione inaugurale della sera, si porta l’oro alla Madonna. Ogni anno, partendo dalla casa della famiglia Capobianco, una delle più note ed antiche del paese, il corteo, capitanato da due bambini, arriva fino alla chiesa di Santa Maria. Qui, un gruppo di donne ha il compito di ornare la statua della Vergine con gli ex voto in oro dei fedeli.

Per una piacevole sosta gastronomica, infine, è possibile assaggiare i checatedde ch’i tanne checuzze, ovvero cavatelli con pomodoro fresco, polvere di peperoncino e germogli di zucchine: un piatto dal gusto delicato ma saporito, proprio come questa terra nascosta e tutta da scoprire.

  • Segnala su: Inserisci nei preferiti del.icio.us segnalo OKNOtizie Google YahooMyWeb Facebook Technorati

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.

Articoli nei Comuni Vicini: Celle di San Vito (1), Ginestra degli Schiavoni (1), Ariano Irpino (1)