20 Marzo 2009

Quel fascino medievale che incanta…

di Andrea Bonfiglio (Blog Serravalle Pistoiese. Interviste Scrittori)

Lo scrittore Simone Piazzesi, autore del romanzo per ragazzi “Topo Oreste e la grande città” (Onda Edizioni) e della raccolta di poesie “Il giorno che vidi il tuo volto” (Edizioni Tespi), intervistato su Serravalle Pistoiese per Comuni-Italiani.it

Una vita divisa fra giornalismo, insegnamento e produzione letteraria. Ma chi è davvero Simone Piazzesi?
Un po’ tutto questo, anche se mi piacerebbe dargli un ordine diverso. Diciamo che vorrei fare come Carlo Cassola, che smise di insegnare per vivere di sola letteratura. Purtroppo però è un sogno che solo pochi riescono a concretizzare, un po’ come i tanti ragazzini che giocano a pallone e sognano di calcare i campi di serie A, ma solo uno su mille ci arriva.
Il mio primo libro risale a soli due anni fa. Nicola Pesce Editore me lo pubblicò e quando Stefano Gagliotta lo trovò per caso navigando su internet, lo volle nella sua collana di libri per la scuola. Così nel gennaio di quest’anno “Il Topo”, come lo chiamo io, ha avuto una seconda edizione.
Quasi nello stesso periodo è uscito poi il mio libro di poesie e aforismi, con una prefazione di Roberto Carifi. Spero di poter annunciare nuove cose prossimamente.

Simone Piazzesi

Simone Piazzesi

Se in un suo libro dovesse presentare Serravalle Pistoiese, cosa scriverebbe?
Serravalle è un paese medievale, col suo bel castello turrito, le sue vie tortuose in salita, gli anditi bui e misteriosi, le chiese secolari dove si respirano atmosfere ormai perdute. Potrebbe essere un ottimo scenario per un thriller. Forse non a caso il fumettista Giuseppe Di Bernardo vi ha già ambientato un suo albo de L’Insonne.

Cosa ha da offrire la città, in termini di opportunità culturali e artistiche, ai suoi abitanti e ai visitatori?
Nel mese di giugno, da più di dieci anni, si svolge CGIL Incontri, una festa organizzata dal sindacato in cui si dibatte sui maggiori temi d’attualità e in cui intervengono esponenti della politica, dell’economia, dello spettacolo di calibro nazionale.
La manifestazione senz’altro più antica è invece quella che riguarda il patrono: San Lodovico D’Angiò. Fin dal medioevo infatti, il 19 agosto, si celebra questo santo che, secondo la leggenda, avrebbe salvato i “castellani” da un micidiale assedio dei lucchesi. Da una ventina d’anni poi, i festeggiamenti hanno avuto un più ampio respiro e si sono estesi nei dieci giorni che precedono la data canonica. Incontri letterari, culinari, teatrali, cinematografici animano quelle sere d’estate fino a culminare nel Palio degli Arcieri in cui si sfidano i quattro rioni in cui è diviso il territorio del comune: Castellina, Masotti, Ponte e Serravalle.
Infine a Settembre si svolge la Fiera di Casalguidi che ormai ha più di un secolo. Nata come punto di incontro per allevatori e contadini è col tempo diventata una manifestazione variegata a cui è legato anche un omonimo premio nazionale di poesia.

Qual è il luogo della città che preferisce?
L’interno della Rocca di Castruccio offre uno scenario davvero particolare, sia da condividere con gli altri nei momenti delle feste che vi si organizzano, sia da assaporare da soli, nel verde del prato circondato dalla mura e perennemente battuto dal vento.

Quali sono, a suo dire, tre buoni motivi per visitare Serravalle?
Oltre che per le manifestazioni suddette, il paese merita una visita per i suoi monumenti (il castello di Castruccio, la pieve di San Michele e di Santo Stefano, l’Oratorio, la Torre del Barbarossa), per lo splendido panorama che si può ammirare dall’alto delle sue torri (Pistoia da un lato e la Valdinievole dall’altro) e per l’ospitalità che si può riscontrare nei suoi abitanti.

Qual è un motivo per cui andar fieri di vivere nella città e, invece, uno per cui non esserlo?
È un paese che, dopo un po’ che vi si abita, entra nel cuore per la sua delicatezza e per la pace che ispira. Certo, come tutti i piccoli borghi soffre la mancanza di opportunità di svago, di incontro, specie nei mesi invernali.

Qual è il suo ricordo personale più bello legato alla città?
Sicuramente i pomeriggi d’estate passati da bambino a scorrazzare per le strade del paese con le mie cugine, quando la sera tornavo a casa stanco, sporco, ma decisamente contento.

Riferimenti:
Sito web: www.simonepiazzesi.it

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