26 Marzo 2009

Quelle due metà bagnate dal Brembo

di Andrea Bonfiglio (Blog Ponte San Pietro. Interviste Scrittori)

Ivonne Maestroni

Ivonne Maestroni

La scrittrice Ivonne Maestroni, autrice della raccolta di poesie “Frammenti di me” (Edizioni Il Filo), intervistata su Ponte San Pietro per Comuni-Italiani.it

Una vita divisa tra l’arte letteraria e la professione di impiegata. Come coniuga questi due mondi così lontani?
Due mondi molto distanti che a forza coabitano in me. Impiegata attenta e precisa nelle ore lavorative, poetessa con la testa tra le nuvole nel tempo libero. Impossibile rinunciare a quest’ultima; scrivere per me è un esigenza interiore molto forte. Nasce dall’assoluta necessità di ascoltarmi, guardarmi nel profondo dell’anima, aprirmi agli altri e mettermi in gioco. Attraverso la poesia esprimo il mio “IO” più vero. Infatti la mia poetica non è altro che la somma dei miei ricordi, delle emozioni, frammenti di vita tradotti in parole e frasi, fissati per sempre su un foglio di carta. Così si è formata la mia prima raccolta “Frammenti di me” ed a seguire “Il mare, la pioggia e noi” (Grasso editore) e in uscita ad aprile “Il respiro delle emozioni” (Nicola Calabria editore).

Se in un suo libro dovesse rappresentare la città, cosa scriverebbe?
Scrivere un libro di poesia avente come argomento Ponte San Pietro sarebbe davvero difficile… ne darò una breve descrizione. Ponte San Pietro sorge sulle rive del fiume Brembo, il quale divide il paese in due zone distinte. Il nome è coniato dalla presenza di un ponte sul Brembo e dalla chiesa dedicata a San Pietro, consacrata nel 1934 e considerata la chiesa principale, anche se non la più antica. A 500 metri, infatti, sorge la Chiesa Vecchia, così da tutti denominata. Costruita con parte dei materiali di un castello demolito nel Settecento, questo luogo di culto ha permesso di ricostruire alcune vicende storiche del paese, grazie ad alcuni scritti e cadaveri trovati in essa soprattutto nel periodo della peste. Al suo interno sono conservate importanti tele del Settecento, fra cui tre di Giovanni Carobio il vecchio, e i quindici misteri del rosario di Luigi Galizzi. Fuori dal centro sorge la Villa Mapelli Mozzi, residenza in stile neoclassico molto simile alla più famosa villa Reale di Monza.
Al suo interno si possono ammirare decorazioni di Vincenzo Angelo Orelli e Paolo Vincenzo Bonomini. In ultimo un piccolo, ma doveroso, cenno al Famedio, imponente scalinata con annesso Parco delle Rimembranze, in memoria delle vittime di guerra che al venerdì mattina si anima di bancarelle per il mercato settimanale.

Cosa ha da offrire Ponte San Pietro, in termini di opportunità culturali e artistiche, ai suoi abitanti ed ai visitatori?
La più importante ricorrenza del paese, che richiama un gran numero di persone, è la festa patronale (29 giugno) in memoria dei SS. Pietro e Paolo. Quindici giorni di giostre, feste in piazza e serata conclusiva con fuochi d’artificio. Altri fuochi vengono sparati il 6 Gennaio di ogni anno direttamente dal Famedio per festeggiare l’anno da poco iniziato e a conclusione delle festività natalizie. Sempre nel periodo natalizio da segnalare la presenza di un presepe di notevoli dimensioni costruito sul greto del fiume e la raccolta di diorami, opere di scultori proveniente da ogni parte del mondo, esposti nella Chiesa Vecchia. Dal lato artistico da segnalare la rassegna lirica dell’isola, appuntamento invernale molto importante con sempre tutto esaurito, personali di artisti bergamaschi – e non solo – nella Sala Civica e la pinacoteca Vanni Rossi, contenente numerosi quadri del pittore.

Qual è il luogo della città che preferisce?
Da sempre mi piace passeggiare per il centro del paese e, attraversando il ponte, gettare lo sguardo verso le montagne che, innevate o brillanti di sole, donano una veduta davvero spettacolare che merita qualche minuto di sosta.

Quali sono, a suo dire, i simboli che meglio rappresentano l’essenza della città?
La già citata Chiesa e il ponte sul Brembo, che ancora oggi porta conficcato nel muro ad una sua estremità un ordigno, a testimonianza dei continui bombardamenti subiti dal paese a causa dei numerosi ponti (ferroviari e stradali) che permettevano l’approvvigionamento di materiale bellico tra Bergamo e Milano.

Un forestiero le si avvicina per strada e le chiede un suggerimento per un itinerario turistico cittadino. Dove lo indirizza?
I monumenti e gli edifici storici sono davvero pochi, pertanto il paese è visitabile in poche ore. Personalmente suggerirei una bella passeggiata a piedi avente come luogo di partenza la Chiesa di SS. Pietro e Paolo. Dopo una breve visita alla pinacoteca, attraverserei il ponte (“obbligatoria” una sosta panoramica) e mi recherei presso la Chiesa Vecchia (consigliata una visita ai presepi) per poi andare a sbirciare tra le vetrine dei negozi e raggiungere la piazza del comune, dove guardando verso l’alto è possibile scorgere il Famedio.

Qual è un motivo per cui andar fiera di vivere a Ponte San Pietro e quale, invece, uno per cui non esserlo?
Pur essendo un piccolo paese, il comune è ben servito dalle strutture pubbliche. E’ collegata benissimo al centro di Bergamo, dal quale dista 7 km, a Milano e a Lecco dalla linea ferroviaria e da quella degli autobus. Importante e molto utile (purtroppo) è l’ospedale. Un neo, invece, riguarda a mio parere le poche iniziative culturali, anche se negli ultimi anni la situazione si è smossa un poco.

Qual è il suo ricordo personale più bello legato alla città?
I ricordi più belli sono legati alla mia infanzia, quando mamma e papà portavano me e mio fratello sulla sponda del fiume per i pic nic domenicali. Allora, trascorrevamo tutta la giornata in costume da bagno a giocare a sassi nell’acqua. Con nostalgia, ricordo poi le serate trascorse alle giostre con zucchero filato, frittelle e dolci a go go. Per non parlare poi dell’eccitante attesa per la festa serale del 29 giugno con gli spettacolari fuochi pirotecnici…

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