10 Agosto 2009

Due piazze, due cuori

di Andrea Bonfiglio (Blog Grottammare. Racconti di Viaggio)

Un vecchio amico poeta, un giorno, mi disse: “Ogni città è una persona. Le vie sono arterie, la piazza è il cuore.” Mi ha colpito molto, al tempo, la definizione coniata dal suo genio letterario, tanto che – non so bene come – si è da subito insediata negli anfratti più esclusivi della mia memoria. E’ così che mi capita sovente di far rivivere le sue parole, specie quando mi trovo a fare il turista per qualche città mai vista prima.

Panoramica di Grottammare

Panoramica di Grottammare

Sono in provincia di Ascoli Piceno e il fato viene a mettere il suo zampino fra le mie certezze. Non ho mai studiato medicina, ma le letture scientifiche imposte dalla scuola dell’obbligo sono sufficienti – assieme ad una ragionevolezza empirica – a permettermi di sapere che in petto ad ogni essere umano batte un solo cuore. Nel borgo che mi ospita, Grottammare, pare invece che le pulsazioni provengano da due “organi” distinti. Sono proprio due, infatti, le piazze locali che rappresentano l’essenza della città: piazza Kursaal e piazza San Pio V. Se l’amico scrittore fosse con me avrebbe di che meravigliarsi…

In principio visito la piazza intitolata – al pari della Chiesa, risalente al 1780, che vi sorge in loco - al Santo, oggetto di un processo di riqualificazione avvenuto nel 2006. La moderna concezione degli spazi è paradossalmente un ritorno all’antico, con il rifacimento della pavimentazione del sagrato in lastre di travertino paglierino di Acquasanta e da listelli di laterzio. Attorno alla grande fontana, che s’erge sopra una bianca scalinata circolare già dalla fine del diciannovesimo secolo, ricompare invece un selciato, così come in origine. A conferire ulteriore valore allo slargo, impreziosito dal monumento di Papa Sisto V, vi è poi la statua di Papa Pio V – introdotta a seguito degli ultimi lavori - che sembra vegliare rassicurante sui grottammaresi. Una splendida cornice che pare proprio donare respiro ad un tessuto urbanistico basato su un reticolo di strade ortogonali e quartieri dalla rigida impostazione rettangolare. Merito di ciò è anche da attribuire alle pianticelle di arancio ed ai platani che conferiscono una piacevole nota di colore all’insieme.

La gente è presa totalmente dagli impegni imposti dalla quotidianità locale ed è un vero piacere godere dello spettacolo degli uomini, intenti ad affrettarsi, rilassarsi, sorridere e discutere all’interno del medesimo quadro.

Le lancette dell’orologio scandiscono cadenzate lo scorrere del tempo e allora cambio scenario. Mi sposto in piazza Kursaal, luogo ove sorse nell’Ottocento il primo Stabilimento Bagni. Qui convergono il suggestivo viale dei Palmizi e lo splendido Lungomare della Repubblica, i quali permettono ai viandanti di respirare a pieni polmoni l’Adriatico. Si tratta di una magnifica terrazza affacciata sul mare, ornata da verdeggianti palme, che porta all’arenile mediante una scalinata in travertino. Il bianco è il colore che domina la scena ed il contrasto cromatico tra le vesti sgargianti dei giovani seduti sui lindi parapetti attorno ai gradoni è un valore aggiunto a questa graziosa cartolina balneare.

Un effettivo spettacolo è poi quello dei bambini che schiamazzano e si rinfrescano giocando fra i ventiquattro zampilli di altezza mutevole che danno vita alla fontana a raso pedonabile che impreziosisce l’area meridionale del complesso. Una visione pura, innocente, che vale bene il ricordo di una città da portare nel… cuore.

(Foto di Jacopo in licenza Creative Commons)

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