15 Settembre 2009

La città dall’invitante panino

di Elena Cuomo (Blog Vibo Valentia. Alla Scoperta della nostra Italia)

Posto quasi alla fine della splendida Calabria, il centro turistico di Vibo Valentia si immerge nel mare come fosse un nuotatore, la sua posizione a pendio fa sembrare come se le case stessero per tuffarsi nel mare blu dalla bandiera bianca. Un viaggio nella storia e nella mitologia attende il turista assetato di conoscere un nuovo posto all’insegna del camping o della classica vita da “zaino in spalla e via”.

Veduta di Vibo Valentia

Veduta di Vibo Valentia

Una località dai mille volti e dai mille toponimi a seconda dell’epoca: si parte da Veip fino al Monteleone di Calabria trasformato poi nell’attuale denominazione. Insomma si parla di una città a tutto tondo che ne ha vissute di vicissitudini e che ancora oggi ha un peso in tutta la regione.

Attraverso la storia è sempre riuscita a conservarsi un posto di tutto rispetto ospitando illustri personaggi come Giulio Cesare, Ottaviano, Cicerone; trasformandosi quando necessario in terra di passaggio per Giuseppe Garibaldi e in città natale per l’attrice Vittoria Belvedere. Diverse località completano la fisionomia di Vibo, tra Triparni, Bivona, Portosalvo, Piscopio o Vena, ogni centro conserva e custodisce gelosamente quei minuscoli dettagli che rendono le viuzze degne di lode.

L’industria del Tonno Callipo regala il suo nome alla squadra di pallavolo unendo le specialità culinarie alle attività sportive praticate negli impianti ben attrezzati della città. Anche se l’attività prevalente resta il turismo aiutato da un artigianato senza eguali che regala bellissime ceste di vimini e oggetti in ceramica.

Tra l’altro Vibo offre sia un paesaggio da tipica villeggiatura estiva sia un clima mite che si appoggia al fresco degli altipiani, lì dove il verde incontra il Parco Naturale Regionale delle Serre, dove le diverse zone in cui è diviso fanno da dimora a classiche piante e animali della zona mediterranea.

Un dolce sapore di frutta mista al salato degli affettati sembra fungere da pifferaio per chi passeggiando per le strade si sente catturato dall’aroma di una marmellata al gusto di clementine o di una pancetta stesa per bene in un panino a tartaruga. Per non parlare delle salsicce, una pregiata pietanza da poter gustare classica o con una punta di peperoncino e finocchietto che rende la carne sicuramente più saporita.

Tra l’altro degustare le pietanze nel mezzo della cittadina con i monumenti che fanno compagnia è indubbiamente più interessante! Si parte dalle mura di Hipponion, in località Trappeto Vecchio, antica muraglia costernata da torri, ormai quasi crollate del tutto. Tra l’altro per i più interessati Vibo offre un itinerario archeologico da non trascurare: c’è il Museo dell’arte Sacra e quello statale Vito Capialbi, con reperti di epoche passate (che sorge nell’antico castello normanno inizialmente costruito per scopi militari e trasformato poi in dimora dei nobili signori di passaggio), fino ad arrivare al Museo della civiltà contadina con attrezzi dei lavori artigianali di un tempo.

Il Duomo

Il Duomo

Oltre al lavoro dei campi la ridente cittadina estiva ha sempre avuto più mestieri e per ricordarli le strade e i vicoli portano come nome quello degli impieghi.

Teatri, biblioteche, un cineteatro e feste folkloristiche riescono a colorare le strade anche durante la ricostruzione vivente della passione di Cristo nel periodo di Pasqua. E per chi desidera un itinerario mistico a Vibo Valentia non mancano le chiese che prendono per mano il credente e lo accompagnano in una passeggiata dove lo stile gotico e rinascimentale delle dimore di Dio fiancheggiano gli edifici pagani.

Sembra proprio che un piccolo angolo di paradiso sia ancora visitabile, forse un po’ più moderno ma sicuramente accessibile a tutti, proprio lì dove mare e verde sembrano creare il giusto connubio per una perfetta località turistica.

(Foto 1 di M.belsito e foto 2 di Laura Brasca in licenza GFDL)

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