8 Aprile 2010

Le dune profumate della Puglia

di Daria Castaldo (Blog Lizzano. Alla Scoperta della nostra Italia)

Marina di Lizzano

Marina di Lizzano

Il Salento, terra di calore e di musica, come una moderna Terra Promessa invita a mettersi in auto e a raggiungere mete ancora lontane dai circuiti vacanzieri tradizionali, tratti di spiagge ancora incontaminate, luoghi di una bellezza disarmante, nascosti tra rupi e pinete selvagge che scivolano verso il mare.

Se Gallipoli e Lecce sono l’emblema del Salento, quello più conosciuto e visitato, Il tratto di costa che collega Gallipoli a Taranto è invece ancora poco conosciuto, e forse per questo conserva una carica di fascino irresistibile: lungo la litoranea che unisce i due Golfi del canale d’Otranto sul mare Adriatico e di Taranto sul mar Ionio, cordoni di dune di sabbia profumate da piante di rosmarino, mirto e timo sembrano condurre il turista verso un territorio lontano e selvaggio, e il vento vigoroso porta verso il mare gli odori di erba e fiori della terra.

Lungo questa litoranea si snodano una serie di piccoli centri e borghi che si estendono fin nell’entroterra e si perdono tra le immense distese di vigneti e grano: Lizzano, ai margini delle Murge Tarantine da sempre  è legata all’identità e alle vicende del territorio leccese e, per questo, più distante da Taranto rispetto agli altri centri della sua provincia.

Le origini di Lizzano infatti, agli inizi del XIII secolo, sarebbero legate all’insediamento di profughi leccesi in questo territorio, che vi si trasferirono a causa dalle invasioni normanne guidate dal re Guglielmo il Malo. Sotto l’autorizzazione della contessa Albiria qui fu fondato un villaggio chiamato Licyano, in onore di Lecce.  Il legame con Lecce però non si limitava a questo: entrambe le città infatti, riportavano e riportano tutt’oggi lo stesso simbolo dell’albero del leccio, in dialetto lezze, un tipo di quercia molto diffuso durante quell’epoca.

Ma quest’area conserva ancora reperti ed elementi che testimonierebbero la presenza di insediamenti e piccole comunità ancora più antichi, come la Chiesetta rupestre dell’Annunziata, in collina, appena fuori Lizzano, considerata uno dei monumenti più singolari di tutta la zona, con una cripta risalente al IX secolo e ricavata da una grotta già preesistente e ricca di dipinti rupestri di grande valore; fin dal Medioevo è meta di pellegrinaggio da parte di tutte le popolazioni locali.

Guardando dal mare verso l’interno Lizzano appare come una distesa di terre brulle e casette basse tipiche mediterranee, distribuite molto vicine tra loro come voleva l’antica cultura contadina, per affermare la presenza ed il dominio sulla zona dei possessori e contadini locali; appena più in alto rispetto al centro, il Castello, di origine normanna domina ancora imponente con la Torre dell’Orologio, che pare fosse legata al resto del complesso con un passaggio sotterraneo però mai ritrovato.

Oltre alle sue immense distese di ulivi e vigneti (Lizzano fa parte del circuito “Città del vino” ed è tra i primi produttori di Negramaro, Malvasia Nera e Malvasia Bianca) che rendono questo paesaggio vivo e unico, filari spettacolari di ficheti e mandorleti scendono fin verso il mare, la dove la terra fertile si incontra con la sabbia e tocca i confini di Marina di Lizzano, lungo la litoranea lizzanese, fra la Marina di Pulsano e la Marina di Torricella, detta Torre ovo.

Questo è uno di quei luoghi che la gente ancora non conosce bene, baciati dal sole e dal vento caldo del Sud, le case piccole e ordinate lungo le stradine silenziose, la sabbia dorata e sottilissima accumulata in dune spontanee, il profumo di sale e rosmarino nell’aria, lo scroscio delle onde del mare lungo le scogliere a far compagnia ai pescatori in lontananza. E questo luogo è uno dei ricordi più belli della mia infanzia.

(Foto di Fra.lizzano in Licenza GFDL)

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