Il sindaco di Cefalù Giuseppe Guercio intervistato per Comuni-Italiani.it
Come si presenta la sua città a chi la vive quotidianamente?
Cefalù è sempre stata una ridente e vivibile cittadina, dotata, per sua fortuna, di un centro storico di eccezionale bellezza.
Fin dalle prime ore del mattino si presenta piena di vita e di movimento, ed è eccezionale pensare che questa animazione sia presente principalmente nel centro storico, che si trasforma così in un “monumento” animato e vivibile, e non sterile nella sua fissità.
La popolazione vive Cefalù in tutti i suoi angoli più caratteristici. La Piazza del Duomo, Piazza Garibaldi, il Corso Ruggiero, il Lungomare, sono solo alcuni dei monumenti di questa realtà urbana diversificata e vivace.
Le masse di studenti che si recano nelle numerose scuole della città portano un certo dinamismo e la sede universitaria, dopo un periodo di necessario rodaggio, è diventata ormai da anni una realtà eccezionale per le opportunità di studio che offre ai giovani sia del posto che dell’intera Sicilia. Questo quadro sinottico è completato da intensi movimenti turistici, pressoché costanti da aprile a novembre, che rende quell’immagine di luogo turistico e meta culturale che da sempre caratterizzano la nostra cittadina.
Tre validi motivi per visitarla?
Credo sia abbastanza difficile scegliere solo tre motivi per visitare Cefalù. Innanzitutto ad una viaggiatore di passaggio essa appare come incastonata nell’ambiente e sospesa sia nel tempo sia nello spazio, diversamente dalla maggior parte delle altre cittadine siciliane. La Rocca calcarea che la sovrasta sembra addirittura proteggerla e, in effetti, è sempre stata una città difficile da conquistare, proprio per questo naturale baluardo che da sempre la caratterizza.
La monumentalità della cattedrale, che riporta il visitatore indietro nel tempo e che assume valore di centralità sia pagana sia religiosa, è l’immagine di una città che è da sempre stata centro di cultura e di scambi, di tradizioni e di consuetudini per tutti i popoli che l’hanno vissuta ed amata quale loro casa.
Il lavatoio medievale, gli angoli suggestivi e misteriosi, l’aprirsi della vista sul meraviglioso golfo dalla zona di Porta Pescara, il passeggiare per le viuzze sconosciute della Cefalù alta, della zona sotto la Rocca, scoprire come il tessuto della città si sia espresso in infinite suggestioni, questo è un assaggio di quello che offre a chi la vuole scoprire attentamente.
La sera, invece, l’illuminazione attenta del centro storico apre spazi che durante le ore diurne non sono conoscibili e il gran numero di locali d’intrattenimento presenti veste la città, specialmente nel periodo estivo, di un’europeità molto gradita a tutti quei giovani che la scelgono per le proprie vacanze.
Con questo credo di avere ben espresso che Cefalù non è territorio in cui trovare luoghi isolati degni di nota ma l’assenza stesso del luogo trasformata in spazio vivibile in tutte le direzioni.
Chi ne ha fatto la storia?
Se dovessimo iniziare con l’elenco delle dominazioni esterne che hanno realizzato tutto quello che Cefalù è adesso, non basterebbe un libro. Mi piace dunque porre l’accento sull’ultima, e forse più riconoscibile, integrazione culturale, quella Normanna che ci ha lasciato, con Guglielmo in tutta la Sicilia e Ruggero nella realtà espressamente locale, straordinari esempi architettonici, come il Duomo già precedentemente ricordato.
Poi, a mio parere, sono gli abitanti del luogo che fanno la storia, sono gli Spinuzza, rivoluzionari in nome della libertà siciliana, sono i Piraino di Mandralisca, amanti ossessionati di una cultura che gli sopravvive e che li fa sopravvivere in eterno; sono i Portera, gli Agnello, i Vazzana, emblema di un popolo dedito alla conoscenza e al rispetto delle tradizioni e dei folclori. Sono questi ed innumerevoli altri che fanno la storia di Cefalù.
Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero?
Sono fiero principalmente che la città abbia saputo resistere agli attacchi di una globalizzazione che ha provato a rubarle la storia e le tradizioni. Ha saputo resistere agli attacchi di un turismo divoratore che è necessario per la crescita economica della città ma la cui pressione sulle strutture e sull’equilibrio locale deve essere saputa mediare, per non incorrere nell’errore di bruciare quello che Cefalù offre, la cultura, le tradizioni, l’essere città, turistica e nel contempo centro d’arte e culla di conoscenze.
Vado fiero, quindi, di quello che i cittadini hanno sempre saputo conservare, l’integrità culturale di un paese che, nel XXI secolo, si può orgogliosamente fregiare di essere in crescita ed in competizione con il mondo intero senza per questo avere perso la propria anima storica.
Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro della sua città?
Riallacciandomi a quanto precedentemente espresso, Cefalù vede numerosi traguardi davanti a sé, traguardi che, una volta raggiunti, le permetteranno di poter competere ad armi pari con i più quotati centri mondiali del turismo.
Il nuovo porto di Presidiana, che sarà capace di ospitare una sempre più interessata flotta di diportisti, economicamente vantaggiosissima; il nuovo Palazzetto dello Sport, che nelle intenzioni dell’amministrazione dovrebbe diventare fulcro di una destagionalizzazione turistica che si avvale anche del richiamo indotto da manifestazioni sportive e tornei internazionali che porterebbero a Cefalù centinaia di persone nel periodo invernale, il meno frequentato dell’anno.
Una delle priorità per la città è comunque, per la mia amministrazione, la soluzione dei seri problemi di viabilità sia nel centro storico, che nelle aree limitrofe, problemi che si sta cercando di appianare, coinvolgendo, per un confronto di idee, in prima persona i cittadini.
Infine il risanamento del debito pubblico, annoso problema ereditato dalla precedente amministrazione, al quale stiamo cercando di porre rimedio con tutte le nostre forze.
In conclusione vedo un futuro positivo, di rinascita e crescita economica, di nuova maturazione sociale e di compattezza culturale, che potrà dare all’esterno l’immagine di una Cefalù forte di un’identità compatta e condivisa tra amministrazione e cittadini.
Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua città e la risposta che darebbe.
Vorrei sentirmi chiedere di rendere Cefalù ancora più bella e florida di quando essa sia e potere rispondere con i fatti a questa richiesta.
1 commento a “L’assenza del luogo, spazio vivibile in tutte le direzioni”
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Indubbiamente la cittadina normanna è molto bella nei pochi momenti in cui il lungomare non è preso d’assalto da orde di extracomunitari che in barba a tutti i regolamenti comunali norme e quant’altro, bivaccano sul lungomare,trasformando lo stesso in un enorme mercato,arabo,africano,asiatico,sudamericano etc.etc.,sicuramente caratteristico ma poco inerente alla realtà locale,”mercati” in cui spesso si è “simpaticamente importunati” dove la legalità e le norme del vivere civile, sono soltanto vuote parole………venite e vedere se siete da queste parti potrete constatarlo.
bar e ristoranti che nonostante le norme vigenti in materia sanitaria,servono le pietanze ordinate dai clienti senza alcuna protezione da smog e tutto quello che normalmente si trova nell’aria dei centri ad alto tasso di traffico automobilistico;mi permetto inoltre di contraddire il Primo Cittadino in merito alle presenze turistiche gia nel 2008 il decremento dei turisti era evidente quest’anno è drammatico,in netta controtendenza con il trend positivo di altri Comuni limitrofi quali,Campofelice di Roccella che l’anno scorso ha organizzato una serie di concerti da luglio ad agosto,acuni gratis in Piazza altri a pagamento sul nuovissimo lungomare;Lascari piccolo centro che in una decina d’anni ha tirato su dal niente,ad agosto, una mostra mercato dell’artigianato veramente degna di nota;Castelbuono il cui sindaco accoglie gli espositori dell’annuale Festa di S.Anna con una lettera di benvenuto con la quale tra l’altro spiega a tutti i visitatori ed agli standisti in particolare,dove sono ubicati i wc chimici messi in opera dall’amministrazione comunale per il periodo della manifestazione,inoltre da una serie di consigli sull’atteggiamento piu consono da tenere,commercialmente parlando,quindi esposizione chiara dei prezzi e quant’altro possa servire per una buona riuscita della manifestazione stessa.
Sono soltanto degli esempi che però danno il polso della situazione,Cefalù dorme sugli allori cullandosi come una vecchia star,le amministrazioni vicine molto più aperte ed aggressive,competono per togliere presenza turistica riuscendoci perfettamente