20 Maggio 2008

Un museo di identità e di popolo

di Marina Greco (Blog Scanno. Interviste Musei)

Il Museo della Lana di Scanno raccontato dal direttore, il Prof. Michele Rak:

bella-signora.jpgCome è nato il museo?
Il Museo della lana è una rete museale fondata nel 1993 da un’Associazione culturale composta di Volontari con il fine di contenere la scomparsa di intere sezioni del patrimonio culturale di Scanno e della Valle del Sagittario e di contribuire alle iniziative contro il degrado del centro storico e in favore dei viaggi culturali.
Il Museo ha 2 sedi materiali e 3 sedi virtuali. E’ un museo fondato sul modello del museo di identità ideato da Michele Rak.
La prima sede è un mattatoio costruito nel 1904 e restaurato nel rispetto delle regole dell’archeologia industriale (dal 1994). E’ uno straordinario edificio a 12 luci, chiamato ora dai viaggiatori la Casa dei 12 mesi.

Qual è il patrimonio che lo caratterizza?
La rete museale comprende:

  • La Mostra permanente: La vita quotidiana a Scanno e nella Valle del Sagittario (1845-1930), che allinea gli utensili in uso nei decenni della graduale dissoluzione della cultura pastorale.
    E’ una mostra continuamente ampliata e articolata con documenti, attrezzi, immagini, che consentono una sempre più dettagliata visione delle trasformazioni intervenute in questo paese d’arte dall’inizio del Contemporaneo e dell’industrialismo.
  • La Chiesa di San Giovanni (del 1630), dove si celebra la rituale messa del 24 giugno, con l’installazione, che comprende le statue dei santi Protettori del paese di Scanno e della Valle del Sagittario recuperati e restaurate dal Museo della lana, da San Biagio a San Donato, dall’Immacolata al Cristo che risorge.
  • L’Auditorium delle Anime Sante che ospita le mostre estive, le proiezioni, le presentazioni, i dibattiti.

Cosa attira di più i visitatori?matrimonio-agosto-del-1910.jpg
Il favoloso costume femminile di Scanno e le fotografie che da fine Ottocento ad oggi hanno registrato la presenza di Cartier Bresson, Giacomelli, Scianna e molti viaggiatori e fotografi abruzzesi.
Gli studi su questo argomento hanno portato alla produzione del Virtual museum of photography. E’ uno dei progetti realizzati dalla Fototeca del Museo insieme alla Regione Abruzzo e altri partner per l’Unione Europea.
E’ attivo on line dal marzo 2003. Ha ricostruito in 500 fotografie degli archivi pubblici e privati la storia fotografica della regione: le tradizioni, l’artigianato, le feste, i personaggi, i documenti della tradizione letteraria e musicale. E’ il sito a cui scrivono gli emigrati.

Quale opera o collezione le piace personalmente di più?
La cassa matrimoniale Scarpitti, che conteneva il corredo da sposa e contiene ancora le immagini dei santi che accompagnavano la sposa in quel momento di cambiamento della condizione.
Poi il Virtual museum of photography per la sua presenza in rete e il suo continuo rinnovamento.
L’archivio fotografico di Pietro di Rienzo e la collezione delle sue lastre fotografiche, infine la raccolta di stoffe e di disegni per il tombolo.

Qual è la valenza didattica del suo patrimonio? Come e con quali risultati si rivolge agli studenti?
Lavorano in stages presso il Museo della lana studenti delle migliori università dell’Italia centrale – da Pisa a Siena, dall’Aquila a Siena, da Roma a Viterbo. Studiano come classificare, fotografare, digitalizzare la memoria storica di un paese d’arte.

Ci sono appuntamenti clou e rassegne prestigiose da non perdere?
Un paese d’arte vive di eventi culturali di qualità, assicura una vita quotidiana tranquilla insieme ai vantaggi dell’ambiente. Le feste religiose segnalano la partecipazione della comunità e la cerimonia del Catenaccio. Il corteo degli sposi in costume è un momento di grande visibilità del paese. Da qualche anno viene sempre più valorizzato il patrimonio musicale dell’Italia del Sud.

Quali sono i servizi che offrite ai visitatori?
Libri di fotografie, le indicazioni sui gioielli etnici, la cura dell’ambiente. Il Museo allinea i suoi servizi a quelli della Mediateca comunale, con la sua biblioteca, l’archivio, i dischi.

Quale ruolo assolve, dal punto di vista sociale e culturale, nell’ambito territoriale?
salumi-di-scanno.jpg Il Museo della lana è un museo di identità e un museo di popolo. La vita quotidiana è un conglomerato in cui la caffettiera, l’alare del camino, il quadro hanno un loro posto nella ricostruzione di una identità storica.
A segnalare la partecipazione della comunità si ricordi: quando il Museo è stato aperto era vuoto. Poi, come recita una delle tante leggende che lo circondano, si è presentata la prima vecchina che ha chiesto al Museo di conservare quello che altrimenti sarebbe stata costretta a gettare via. Come accade nelle case sempre più ingombrate dall’oggettistica delle culture mutanti.
Così hanno cominciato ad accumularsi - e ad essere restaurati e catalogati - i mobili, gli utensili, i panni, i quadri, i piatti che hanno consentito di organizzare la mostra permanente.

Come immagina il museo da qui a dieci anni?
Il Comune sta destinando al Museo della lana nuove stanze destinate alla fotografia, al costume, all’archeologia, al lavoro degli orafi e degli operatori che realizzano il formaggio secondo le antiche ricette. Il Museo della lana diventerà un museo di importanza regionale e uno dei più innovativi dell’Italia centrale, collegato con il grande circuito europeo ed internazionale dell’antica cultura pastorale e del mercato della lana.

Riferimenti:
Museo della Lana di Scanno
Strada Calata Sant’Antonio
Telefono 0575-926229
Indirizzo email: lettura@unisi.it e rak@unisi.it

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