20 Giugno 2008

Saliceto, teatro di Langa

di Lorenzo Rulfo (Blog Saliceto. Racconti di Viaggio)

Saliceto - Lezione di TeatroLa cartina giace sul sedile accanto, destinazione Saliceto. Deve solo essere una tappa intermedia per mangiare qualcosa, in modo da riprendere nel primo pomeriggio il viaggio verso Ceva. E’ estate, ma la zona non regala il caldo torrido tipico a quest’ora. Meglio. Superato il cartello di accesso al paese mille colori rubano la mia attenzione, sono bandierine, di quelle appese ai bordi delle strade per segnalare una festa, forse la solita festa di paese. Rabbrividisco all’idea, ma ancora cerco invano di capire cosa si festeggi.

Ecco, finalmente un’indicazione sotto forma di cartellone: Stages Teatro al Castello di Saliceto. Teatro? In Langa? D’Estate? Al Castello? La curiosità torna viva, il cane seduto sul sedile dietro abbaia. Sorrido, lo accarezzo ed entro nel cuore del paese, ai piedi del castello.

Scendo dalla macchina spaesato e mi dirigo verso il portone in legno del fortilizio, in passato certo scudo possente, ed ora spalancato alle braccia di chiunque, come me, voglia curiosare qua e là. Entro e lo stupore è molto, perché centinaia di ragazzi corrono in ogni direzione, qualcuno declama, altri ascoltano, altri ancora piangono. O meglio, fingono di piangere. Ovunque luci, suoni, colori, parole scritte centinaia di anni fa prendono vita fra costumi d’epoca e giovani e nuovi attori.

Castello di Saliceto Perché ogni estate, così mi spiegano con sorrisi innocenti i ragazzi, a Saliceto prende vita uno dei più importanti eventi teatrali del Piemonte, una serie di stages intensivi che attirano centinaia di attori, professionisti e non, e migliaia di persone agli spettacoli organizzati dal parallelo Festival. Provo a parlare con qualcuno, incuriosito, a fermare qualche ragazzo, ma si fa largo tra loro un uomo della direzione; bisogna aspettare che tutti vadano in pausa. “Devo ripartire per Ceva, a che ora è la pausa?”. La prima pausa è la sera alle sette, in tempo, così mi dicono, per assistere allo spettacolo “Enrico Iv” di Pirandello.

Non parto, con qualche telefonata rimando l’appuntamento al giorno dopo, devo essere pazzo. Attendo la sera, non è difficile trovare qualcosa da fare, il centro storico è incantevole, il castello, nelle sale che si possono visitare affascinante, e certo non mancano chiese, vie, portici, portoni, colori, non manca nulla. Estraggo la macchina fotografica e documento quello che mi sta davanti, in fondo potrei tornare a casa e pensare che è tutto frutto della mia immaginazione. Oppure scordare, perché scordare è facile quando non c’è nulla che opprime il cuore. Scatto qualche foto, ma non credo che sarà facile cancellare dalla mente Saliceto e la vita che, certamente, non mi aspettavo di trovare.

Poi arrivano le sei e la direzione mi invita a cenare con gli attori professionisti, a conoscere quelli giovani, infine a vedere uno spettacolo incantevole nella corte del castello. E qui l’ultima sorpresa, gli spettacoli non hanno scenografia, o meglio, le mura del castello, il parco, le vie, le strade sono scenografia naturale, e Saliceto ancora una volta mi prende l’anima e la stravolge di stupore. Perché il teatro è lo specchio, a chi lo guarda, per potersi redimere da ciò che non siamo, perché un paese di antico stampo medioevale ha capito che prestare l’anima a questo gioco è come morire e rinascere mille volte, per sentirsi, forse, più grande. A tarda notte riparto, ubriaco di vita, felice e più giovane.

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