23 Giugno 2008

Il volto umano intaccato della guerra… nel Museo della Guerra di Vermiglio

di Marina Greco (Blog Vermiglio. Interviste Musei)

Intervista al Presidente dell’Associazione “Storia e Memoria di Vermiglio“, il Dr. Ing. Marcello Serra:

Come è nato il museo?
divise.jpg Il museo è stato inaugurato nel dicembre 2006 ed è stato collocato nella struttura del nuovo Polo Culturale di Vermiglio. Dispone di un’ampia sala espositiva e di una saletta per proiezioni e audiovisivi, ove è possibile svolgere anche attività didattica.
Al piano sottostante il museo è disponibile, per eventuali convegni e conferenze, la sala del teatro con 180 posti a sedere.
Il materiale esposto proviene dalla raccolta privata del Cav. Emilio Serra che, per circa quaranta anni, ha svolto una costante attività di ricerca e di recupero sulle montagne di Vermiglio, teatro di aspri combattimenti nel primo conflitto mondiale dal giugno 1915.
L’Amministrazione comunale di Vermiglio, con l’istituzione del Museo della Guerra, ha voluto dare concretezza all’impegno assunto di valorizzazione di un importante aspetto della propria storia.
La gestione del museo è affidata all’Associazione “Storia e Memoria di Vermiglio“.

Qual’ è il patrimonio che lo caratterizza?
Il materiale del museo viene offerto al visitatore attraverso una esposizione chiara e di facile comprensione, tale da favorire, nel visitatore stesso, la formazione di un immediato interesse verso la tematica richiamata dall’esposizione.
museo.jpg La selezione dei reperti, a suo tempo effettuata da qualificati esperti in materia, è frutto di un’attenta e approfondita analisi su ogni minimo particolare per cui ad ogni esemplare è associato il requisito probatorio di provenienza e di autenticità che conferisce al museo, nel suo complesso, una veste istituzionale di pregevole livello qualitativo.
Nel museo sono conservati reperti bellici di ogni genere, armi e utensili della dotazione personale dei soldati; sono esposti inoltre numerosi proiettili di vario calibro, sia italiani, sia tedeschi, insieme ad interessanti documenti, fotografie dell’epoca e preziosi cimeli.

Cosa attira di più i visitatori?
Ritengo che l’attenzione dei visitatori sia attratta, a prima vista, soprattutto dall’immediato impatto offerto dalla piattaforma espositiva posta al centro della sala, su cui sono disposti vari proiettili di grosso calibro, sparati dalle artiglierie italiane ed austriache. La varietà della forma e l’entità della consistenza di tali proiettili, costituiscono uno dei principali punti di riferimento che polarizza l’attenzione del visitatore fin dal primo istante del suo ingresso nel museo.
In effetti però va sottolineato che è tutto il materiale esposto ad attrarre l’attenzione del visitatore in quanto ogni reperto è caratterizzato da una propria connotazione particolare che non viene mai riproposta nel prosieguo dell’esposizione.

Quale opera o collezione le piace personalmente di più?museo-della-guerra.jpg
Per quanto mi riguarda, ogni elemento dell’esposizione, per la sua peculiarità, è unico e pertanto rappresenta per me sempre motivo di profondo interesse, anche se osservato più volte.
Sono portato però ad essere più attratto dagli oggetti della dotazione personale dei soldati che, prescindendo dal quadro di riferimento militare in cui appaiono inseriti, rappresentano l’aspetto umano che inevitabilmente viene intaccato dalla tragicità della guerra. Si stabilisce per me un invisibile ma percettibile legame affettivo, denso di emozioni, che mi fa sentire molto vicino a quegli ignoti soldati, uomini e ragazzi di 90 anni fa, costretti a combattere e anche a morire lontano dalle loro case, dalle loro famiglie, dalle loro mamme, dalle loro spose…

Qual è la valenza didattica del suo patrimonio? Come e con quali risultati si rivolge agli studenti?
All’interno del museo, su una parete è esposta una grande cartina geografica che proviene dalle scuole dell’impero austroungarico. La cartina che rappresenta tutte le province dell’Austria-Ungheria è stata predisposta dal Ministero della Pubblica Istruzione di Vienna. Sulla carta compare anche il Trentino che, fino al 1918, apparteneva alla monarchia degli Asburgo, incorporato nella provincia imperiale del Tirolo. Osservando la cartina si nota la straordinaria ampiezza dei territori della duplice monarchia che amministrava numerose e diverse nazionalità fra cui anche quella di lingua italiana nel Trentino. Va fatto osservare come, contrariamente a quanto talvolta ingiustamente riportato dai detrattori della monarchia asburgica, quest’ultima fosse rispettosa delle nazionalità, delle tradizioni e delle lingue di origine, garantendo ad ognuna, attraverso un apparato burocratico statale ordinato ed efficiente, anche una efficace azione nell’istruzione scolastica che, nel Trentino appunto, si svolgeva in lingua italiana.panoramica.jpg
Ma prescindendo dalle considerazioni di carattere storico in ordine alle cause che hanno scatenato la prima guerra mondiale, la valenza didattica del patrimonio museale esposto consiste nell’intento di far nascere, soprattutto nei giovani, attraverso l’osservazione diretta dei reperti e degli strumenti di guerra, lo stimolo di una ricerca per un continuo approfondimento storico al fine di conseguire una migliore e completa comprensione dei fatti che costituiscono un’ importante pagina della storia e che, nell’invitante quadro espositivo offerto dal museo, sembra riescano a suscitare in molti un sempre più vivo interesse.

Ci sono appuntamenti clou e rassegne prestigiose da non perdere?
proiettili.jpg Il museo della Guerra di Vermiglio è il punto centrale di un sistema museale che si estende anche all’esterno, sul proprio territorio, là dove, nel periodo 1915-18 si combatterono cruente battaglie fino alle quote impossibili dei ghiacciai. A difesa della propria terra tirolese gli austroungarici, negli anni che precedettero il 1° conflitto mondiale, realizzarono alcune fortezze ed una complessa serie di fortificazioni alle varie quote per contrastare un eventuale attacco da parte italiana; attacco che si verificò nel giugno 1915, quando l’Italia, venendo meno al patto sottoscritto di triplice alleanza con Austria e Germania, il 23 maggio 1915, dichiarò guerra all’Austria.
I resti delle fortezze, martoriate prima dalle artiglierie italiane, distrutte e saccheggiate poi dai recuperanti negli anni trenta, restano sul territorio a testimoniare un evento tremendo che ha segnato profondamente l’Europa ed anche questa porzione di impero austroungarico sulla cui “pelle” permangono, a distanza di tanti anni, i tragici effetti della guerra. Le fortezze e le fortificazioni rappresentano dunque il “museo di loro stesse” e per questo, attraverso l’azione di recupero e di valorizzazione, avviata dall’Amministrazione Comunale e dall’Associazione “Storia e Memoria di Vermiglio” si sta compilando, su tutto quel territorio che fu un immenso campo di battaglia, uno speciale libro virtuale che si potrà sfogliare e leggere camminando lungo i sentieri che uniscono, in un quadro complessivo, i luoghi della memoria.
Forte Strino, la prima delle fortezze austroungariche realizzate nell’Alta Val Vermiglio, è stata da tempo recuperata con un’efficace azione di ristrutturazione e costituisce di fatto un pezzo distaccato del museo della guerra di Vermiglio; un museo particolare che fa da splendida cornice, ogni anno, a qualificate mostre artistiche e che funge da teatro per molteplici rappresentazioni sui temi della guerra.
Ogni anno, nel periodo estivo giugno-settembre, è possibile assistere a manifestazioni che, nella fortezza di Strino, si ammantano di particolari effetti che sollecitano nel visitatore, oltre che l’interesse storico-culturale, anche momenti di indescrivibile emozione.

Riferimenti:
Museo della Guerra di Vermiglio
Presso Polo Culturale di Vermiglio
Via di Borgo Nuovo, 1
Telefono: 0463-758200

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