9 Settembre 2008

Chiusdino, sulle tracce di Re Artù

di Sara Radicia (Blog Chiusdino. Alla Scoperta della nostra Italia)

s-galgano.JPGDa un po’ di tempo ormai desideravo fare visita a Chiusdino, essenzialmente perché avevo sentito che lì c’era una chiesa che conteneva un vero tesoro. La leggenda narra che il santo patrono della cittadina, San Galgano, conficcò la sua spada nella roccia per adorare l’elsa, a forma di croce. Vi dice niente questa storia?

Ebbene non avete volato troppo con la fantasia, perché sembra sia probabile che i pellegrini che passarono per la via Francigena in viaggio da Canterbury a Roma, portarono al loro ritorno in patria la storia della spada diffondendola così in tutta Europa, e che questa abbia contaminato le leggende del ciclo arturiano, per arrivare appunto alla leggenda della spada nella roccia.

s-galgano-20.JPGNon immaginerete mai che emozione ho provato nel vederla, anche se coperta da una cupola di vetro, e a ragione direi, perché tutti nel vederla si lasciano andare e fantasticano di provare a svellere la spada di Re Artù - senza offesa per San Galgano!

La Chiesa del monte Siepi, custodisce anche un’altra reliquia legata ad una leggenda, sono le braccia di uno degli ‘invidiosi’, che provarono a impossessarsi della spada in assenza del santo.

Scendendo poi per un sentiero, che non faccio fatica ad immaginare essere esistente anche nel medioevo, giungo a quello che è un vero capolavoro, che meriterebbe da solo il viaggio per Chiusdino. L’Abbazia di San Galgano, una meraviglia costruita dai cistercensi in onore del santo patrono della città che visse in eremitaggio nella chiesetta del Siepi, la quale contribuì non poco a diffondere lo stile gotico in Toscana. s-galgano-9.JPGPurtroppo la costruzione iniziò a deteriorarsi molto presto poi subì dei crolli, infatti oggi la vediamo in parte invasa dalla natura, senza volte e campanile. Tuttavia, se dall’esterno vi fermate ad osservare il lato più lungo della costruzione non fate fatica a capire che splendida opera doveva essere in passato - e lo è tuttora nonostante i danni - con quelle bifore e trifore ornate.

All’interno di questa splendida cornice si tiene anche una manifestazione culturale, il festival di Chiusdino, durante il quale si tengono concerti ed eventi teatrali, purtroppo io non sono capitata nel periodo adatto, ma deve essere veramente suggestivo.

Alla destra della chiesa si può visitare il monastero, che è meglio conservato e vi permette di riprendervi dalle vostre fatiche, anche quelle delle escursioni naturalistiche se potete farne ed avete tempo.

s-galgano-4.JPGDopo una giornata passata qui tra la natura, le leggende e le bellezze artistiche potete ancora visitare il centro storico, ed anche esso vi parlerà di epoche lontane, poiché conserva ancora i tipici tratti quattro-cinquecenteschi, oppure visitare la casa natale di San Galgano Guidotti che si trova appunto accanto all’omonima chiesa.

Tra le feste tipiche ricordiamo che qui a settembre si tiene la Sagra del Dolce che può essere una buona occasione per tuffarsi in questa stupenda atmosfera.

In ogni modo credo che Chiusdino sia davvero un posto magico e che ognuno di noi abbia il diritto di tenersi un pezzetto di sogno dentro. Dopo esserci stata mi sentivo come se avessi fatto qualcosa per mantenerlo vivo dentro di me.

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