16 Luglio 2008

Trevi e l’ulivo

di Sara Radicia (Blog Trevi. Alla Scoperta della nostra Italia)

Trevi - UliviUna delle cose che più mi fanno sentire a casa quando sono a spasso per l’Italia è il vedere le colline puntinate dalle piante di ulivo. Sembra una semplice constatazione ma vi assicuro che mi commuove nel più profondo. So che nella nostra penisola si possono trovare praticamente ovunque, e infatti è una delle nostre coltivazioni più importanti, ma quando ne incontro mi sembra sempre di trovarmi nella mia bella Umbria. Dicono che in Umbria e Toscana gli ulivi siano stati portati dagli etruschi.

Trevi - PanoramaSopra la pianura spoletina, e sopra ad una distesa di ulivi, si trova Trevi una piccola capitale economica agricola. Le mura delle città circondano le costruzioni medievali, che si arrampicano a forma di spirale, mentre un’altra parte dell’abitato scende formando dei terrazzamenti sulla parte rocciosa della costa. La parte più interna della chiocciola si centra sull’area di S. Emiliano.

Per apprezzare bene la storia del santo patrono di Trevi però bisogna spostarsi in direzione di Bovara per visitare il vetusto Ulivo di S. Emiliano che è il più vecchio di tutta la regione umbria. S. Emiliano fu martirizzato durante le persecuzioni al tempo dell’imperatore Diocleziano. Secondo antichi documenti il santo fu legato ad un giovane ulivo e quindi decapitato; così secondo la tradizione questa pianta è proprio quella in cui egli trovò la morte, ragion per cui è ancora un luogo di culto.

Trevi - ScorcioNei dintorni dell’ulivo si può fare visita all’abbazia benedettina di Bovara, del XII secolo. Ma torniamo alla città vera e propria. Avvicinandosi con la macchina si nota quella che all’inizio pensavo fosse una costruzione militare medievale. Mi accorgo poi di quanto mi sbaglio perché quelle mura chiare che risaltano contro la vegetazione non sono di una fortezza ma bensì del cimitero dei Cappuccini. Sarebbe il caso di servirsi di una cartina per visitare le altre numerose chiese, che risalgono al XIII e XVI secolo.

Tra queste l‘ex convento di San Francesco presenta una nuova chiave di lettura del posto che ha a che vedere sia con il paesaggio, sia con la vita economica di Trevi: qui ha sede infatti il museo della civiltà dell’ulivo, primo del genere in tutta Europa, che ci spiega come e perché la città si sia retta economicamente per secoli sfruttando le sue fertili terre. Il convento in sé e per sé fu costruito nel XIII secolo e poi la costruzione fu ampliata, ma i frati lo abbandonarono in età napoleonica per cui è stato recuperato solo recentemente. Oggi ospita un complesso museale di cui fanno parte anche l’antiquarium, il museo della città e la pinacoteca, che raccoglie oggetti appartenuti al convento tra cui preziosi dipinti.

In questo complesso fra storie di santi, monaci e lavori umili lunghi secoli e secoli finisce la mia visita nella città di Trevi.

(Foto 1 e 3 di “ho visto nina volare”, foto 2 di Zyance, in licenza Creative Commons)

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