3 Settembre 2008

Un paese che sembra un quadro sulla strada per Amalfi

di Sofia Riccaboni (Blog Cetara. Alla Scoperta della nostra Italia)

Difficilmente arrivi qui perché sai dove stai andando. Arrivi a Cetara per errore, perché stai percorrendo la litoranea che da Vietri sul Mare ti porta ad Amalfi, consacrata regina della costiera amalfitana, forse da chi Cetara non la conosceva.

Cetara - ScorcioArrivi alla torre, che a breve ospiterà gli uffici comunali e, passata la curva, si apre ai tuoi occhi un angolo di paradiso. Una gola stretta che scende ripida al mare, il verde della montagna e il blu del mare che si mescolano e le barche in mezzo a dividere le due cose. Per un attimo resti senza fiato. Le casette, che sembrano finte, piccole, colorate, arroccate una sull’altra danno quasi l’impressione, viste dalla strada, di voler fare a gara verso l’alto per chi riesce a prendere il primo raggio di sole. Un’immagine che sembra un quadro, un dipinto, troppo bello per essere vero.

Un piccolo borgo, lasciato da parte dalla statale per Amalfi, che lo passa con un ponte e se ne va, senza fermarsi. Per arrivare al porto devi cercare, devi percorrere una stradina stretta ma a doppio senso, che scende. Forse l’unica via che attraversa il paese. Dal monte al porto, il paese si arrocca sui lati della strada, giù per la vallata, verso la spiaggia. Spiaggia piccola, dove trovano spazio pochi ombrelloni d’estate e le barche in secca durante l’inverno. Cetara non è posto di grandi masse di turisti. Le altre spiagge le puoi raggiungere solo via mare.

Piccola e chiusa nel suo splendore, Cetara resiste alle grandi costruzioni di hotel. Conserva le sue tradizioni, come la processione della notte dell’Immacolata, e conserva i suoi ricordi.

Porto di CetaraQui la maggior parte delle persone ancora oggi si dedica alla pesca. Qui troverete la più grande flotta italiana di tonnare. Il porto dimostra quanto questa attività sia importante. Ed è la cosa di cui più vanno fieri. Il porto, che da quando è stato costruito ha permesso agli abitanti delle case poste a ridosso del mare di salvarsi durante l’inverno dall’invasione delle mareggiate, che sfrattavano tutti, senza guardare chi fossero. Il porto, che, quasi più grande del paese, mostra fiero le sue barche, bianche e blu, e le lampare per la pesca delle alici.

Non ci sono monumenti importanti a Cetara, a parte la chiesa patronale, in una piazzetta raggiungibile con una scalinata. Qui vi basta la gente. Paese natale di Suor Orsola Benincasa, il paese è un monumento nella sua totalità. Un gioiello di architettura, rimasta come era una volta, con i suoi vicoli dove le macchine non possono passare e con le sue scale, che ti permettono di raggiungere le varie case. Case curate, ben tenute, decorate con maioliche della vicina Vietri.

Camminando per la via principale, fatta di ciottoli, vieni frastornato dai colori e dai profumi, di frutta e di pesce, che escono dalle botteghe. Tutto fa pensare a un paese fermo nel tempo e le auto, giù al porto, sembrano fuori luogo, sembrano finte. Fermarti a Cetara ti darà modo di vivere per un giorno o poche ore in un paese senza tempo, pur offrendoti tutte le comodità.

(La seconda foto è di Benedetta Mori in licenza Creative Commons)

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