15 Settembre 2008

Quel verde sentiero verso la Slovenia

di Marcello Di Sarno (Blog Cormons. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Cormons Luciano Patat intervistato per Comuni-Italiani.it

Come si presenta Cormons a chi oggi la vive quotidianamente?
La si può definire una cittadina a misura d’uomo, circondata dalle colline e dai campi coltivati, che dispone dei servizi pubblici essenziali: scuole, strutture sanitarie, uffici amministrativi, trasporti.
La viabilità è scorrevole, ci sono sufficienti parcheggi nella zona centrale e a ridosso del centro storico. Dispone di una discreta rete commerciale, di strutture sportive (campi di calcio e di tennis, palestre, palazzo dello sport) e di un teatro.
Luciano PatatLa città, che offre buone occasioni di lavoro nelle fabbriche della zona industriale o nel settore agricolo, si trova al confine con la Repubblica di Slovenia, a pochi chilometri da Gorizia e Udine e a metà strada fra le località balneari della costa (Grado e Lignano Sabbiadoro) e quelle sciistiche della montagna friulana e slovena.

Tre validi motivi per visitarla?
La città offre al visitatore la possibilità di soggiornare in un ambiente collinare ricco di verde e di sentieri, che permettono di girare nei boschi e di visitare un centro storico in cui numerosi sono i palazzi, le chiese ed i monumenti che ricordano la storia di una cittadina appartenente all’Impero asburgico fino al 1918.
La cucina locale è variegata e offre un mix di piatti friulani, sloveni e austriaci, tipici della Mittel Europa, che affermati ristoranti e qualificati agriturismi sono in grado di proporre al visitatore.
Non ultima la degustazione dei vini del Collio, di cui Cormons è la capitale, che si può fare non solo presso le aziende agricole produttrici e in tutti gli esercizi pubblici della città ma anche nella locale Enoteca che propone il meglio della produzione collinare.

Chi o cosa ne ha fatto la storia e ne ha plasmato l’identità?
Città di confine, abitata da popolazioni di lingua italiana, slovena e friulana, Cormons vanta una storia lunga e complessa. Posto di osservazione romano, presidio longobardo, è sede per oltre un secolo del patriarcato di Aquileia; contesa per anni dagli eserciti della Repubblica di Venezia e quelli dell’Impero d’Austria, è successivamente elevata al rango di città dagli Asburgo; sede dell’armistizio del 1866 che pone fine alla Terza Guerra di indipendenza, Cormons entra a far parte del Regno d’Italia a conclusione del primo conflitto mondiale.
L’identità cittadina, oltre che sulle complesse vicende storiche, si è forgiata sulla ricchezza e sulla mescolanza delle culture italiana, friulana e slovena.

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero?
Mi fa piacere sentir dire dai visitatori che il loro soggiorno è stato piacevole e che la città è graziosa e ordinata. E’ senza dubbio motivo d’orgoglio rimarcare che Cormons ha saputo mantenere negli anni la propria identità storico-culturale e ha conservato integri nel tempo il proprio patrimonio ambientale e la propria struttura urbanistica.
Ciò è senz’altro merito dei suoi cittadini che hanno mantenuto vivo il senso della comunità e partecipano responsabilmente alla vita sociale, come testimoniano le numerose associazioni culturali, sportive e del volontariato attive sul territorio.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro di Cormons?
La recente acquisizione dell’ampia caserma cittadina consentirà nel tempo, finanziamenti permettendo, di migliorare il volto del centro cittadino mettendo a disposizione della gente ulteriori servizi e spazi verdi.
La città può comunque guardare con ottimismo al futuro grazie alle potenzialità di cui dispone. La valorizzazione dell’ambiente collinare, l’ulteriore sviluppo del settore vitivinicolo, con la promozione di prodotti di elevata qualità, quali sono i vini del Collio, della rete degli agriturismi e della ristorazione, offrono buone opportunità al settore turistico; quest’ultimo può giovarsi anche di qualificate proposte in campo culturale che fanno della città un punto di riferimento regionale per alcune iniziative, quali la stagione teatrale e l’appuntamento con la musica jazz.

Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua città e la risposta che darebbe.
Se mi chiedessero come migliorare ulteriormente la qualità della vita – che ritengo comunque già buona – dei cittadini di Cormons, risponderei che ciò potrà avvenire quando, soddisfatte le necessità primarie della gente, riusciremo a promuovere una ulteriore crescita culturale che dia risposte ai bisogni più profondi delle persone.
Ritengo infatti che la cultura e la conoscenza possano favorire lo sviluppo di quella convivenza solidale che promuove integrazione e non emarginazione.

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