18 Ottobre 2008

Vaiano: un antico teatro di guerra

di Andrea Bonfiglio (Blog Vaiano. Alla Scoperta della nostra Italia)

La piana che caratterizza il territorio pratese non è certo l’unico elemento distintivo del paesaggio. Le alture che si snodano lungo le due frazioni opposte dei confini locali rappresentano indubbiamente la testimonianza più nitida. Tra quelle di maggiore interesse, sia per motivi naturalisti che storici, si evidenziano certamente le incantevoli colline del comune di Vaiano.

Partendo dalla vicina Quarrata, città della provincia di Pistoia, si percorre la cosiddetta statale fiorentina, proprio in direzione del capoluogo di regione, ed all’altezza di Seano – piccola frazione di Carmignano – ci si immette sul lungo rettilineo di Viale 16 Aprile, principale arteria del traffico del luogo. Si procede quindi senza mai svoltare, tenendo sotto controllo i cartelli con l’indicazione “VernioVaiano” ed attraversando così numerosi borghi come Tavola, Iolo, Tobbiana, Galciana, Chiesanuova e Maliseti, capaci di svelare agli occhi curiosi dei turisti l’ordinario modo di vivere della gente toscana di provincia.

Dopo circa un quarto d’ora si abbandona la via pianeggiante e si inizia a salire. Una serie di tornati – non particolarmente impegnativa – si inerpica su per i fianchi sinuosi dei colli, rivelando pian piano un paesaggio di particolare bellezza. La Val di Bisenzio, che prende il nome dall’omonimo fiume che scorre  adiacente alla strada, si apre così in verdi distese lussureggianti e grappoli di antiche case. L’aria che entra dai finestrini dell’auto è sempre più fresca e mitiga la vampa estiva che affligge i viandanti provenienti dalla pianura.

Quel che allo sguardo delle giovani generazioni appare soltanto come uno splendido scorcio di natura “made in Tuscany”, si mostra ben diverso a quanti possono vantare in testa più di qualche capello bianco. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, Vaiano fu teatro di violenti scontri poiché il fronte bellico passò proprio nell’area dell’alta Valle del Bisenzio. Nei meravigliosi boschi di faggi – opera dell’intraprendente e lungimirante proprietario terriero vaianese Giuseppe Vai – trovarono rifugio centinaia di partigiani, come testimoniato dal monumento celebrativo, posto in località Pian dei Massi, che ricorda gli avvenimenti di quell’epoca.

Delle numerose baracche, dei recinti, delle trincee e degli avamposti di guardia che costituivano l’accampamento della “Brigata Buricchi” pochissimi resti, a dire il vero, rimangono ai giorni nostri, ma il solo passeggiare lungo i sentieri dove, oltre sessant’anni fa’, camminarono uomini tanto valorosi e coraggiose donne ha di per sé un fascino straordinario.

Tra gli altri percorsi tracciati dal C.A.I., ovvero il Club Alpino Italiano, risulta di particolare interesse quello identificato con il numero 14 che conduce alla cosiddetta Fonte del Prete, dove un’acqua limpida e fresca sgorga direttamente dalla roccia, sovrastata da una lapide commemorativa risalente al 1878, la quale omaggia la carismatica figura del compianto Giuseppe Vai.

Il passaggio nella città di Vaiano rappresenta dunque un’immersione totale nella magnifica natura toscana ed, al contempo, in un passato che rivela la tragica storia di un conflitto vissuto in maniera tutt’altro che arrendevole da buona parte della popolazione locale, capace di sacrificare i propri boschi, le proprie case e nei casi più estremi le proprie vite in virtù di un nobile ed altruistico ideale.

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