16 Ottobre 2008

Pistoia ed un pregiato odore d’antico

di Andrea Bonfiglio (Blog Pistoia. Interviste Associazioni)

Maurizio Martini, Presidente UIC Pistoia

Maurizio Martini, Presidente UIC Pistoia

Il tessuto associativo toscano è indubbiamente fitto e rappresenta uno dei fiori all’occhiello della regione. Tra le realtà che svolgono un servizio assai delicato vi è indubbiamente l’U.I.C., meglio nota come Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che opera mediante proprie delegazioni in ogni provincia. Tra le più attive si trova quella di Pistoia, presieduta dal quarratino Maurizio Martini.

Sig. Martini, può illustrarci brevemente quanti sono i vostri soci e quali sono le principali attività che svolgete sul territorio?
Gli iscritti alla nostra sezione provinciale sono circa 200 e le attività che poniamo in essere per fornire loro un aiuto sono fondamentalmente di tre tipi:
- assistenza per l’espletamento di pratiche burocratiche legate, ad esempio, all’ottenimento dell’indennità di accompagnamento,  di una collocazione a lavoro, alla risoluzione dei problemi legati all’inserimento scolastico.
- servizi di accompagnamento mediante nostre vetture
- integrazione sociale

Come giudica il rapporto con le istituzioni locali?
Piuttosto buono. Le varie istituzioni con le quali veniamo a contatto, sia pubbliche che private, in linea di massima si rendono sempre disponibili nel venire incontro alle nostre richieste.

Qual è il maggiore ostacolo che incontrate nelle vostre relazioni con loro?
Le lungaggini! Come ben sappiamo però, la burocrazia è un problema che riguarda tutta la nazione.

Cosa potrebbero fare in concreto i rappresentanti delle istituzioni pubbliche locali per migliorare la vita dei non vedenti e degli ipovedenti entro i confini cittadini?
Niente di trascendentale. Sarebbe sufficiente dotare almeno i semafori principali della città di segnalatori acustici ed i marciapiedi di guide tattili. Allo stesso modo sarebbe assai utile dotare i bus – almeno quelli impegnati sulle linee più importanti – di sistemi vocali che informino delle fermate, strumenti peraltro molto graditi anche ai vedenti. Sarebbe davvero apprezzabile, inoltre, identificare una definitiva collocazione del museo tattile che ripropone, in scala ridotta, i principali monumenti della città, costituendo un’importante occasione di promozione della cultura locale.

Cosa potrebbero fare, invece, i pistoiesi comuni?
Basterebbero dei piccoli gesti per facilitare la vita ad un non vedente. Evitare di parcheggiare le auto, i motorini o altri mezzi sui marciapiedi sarebbe già un’ottima cosa.

Come valuta il rapporto con la cittadinanza?
Assolutamente in maniera positiva. Quando riusciamo a creare rapporti diretti, la risposta che otteniamo è sempre buona. Quello che spesso manca, sfortunatamente, è proprio un contatto non mediato.

Qual è la sua esperienza più bella legata alla città di Pistoia?
Rispondere a questa domanda non è semplice. Ho avuto varie esperienze che mi hanno toccato profondamente. Penso, ad esempio, ad una esibizione musicale organizzata alcuni anni fa per raccogliere fondi a favore dei bambini non vedenti brasiliani. Ricordo la commozione che provai quando i medici comunicarono che alcuni di questi bambini avevano riacquistato la vista in virtù degli interventi chirurgici che furono effettuati proprio grazie a quei fondi.

Qual è, a suo dire, la cosa più bella che Pistoia o i pistoiesi hanno da offrire alla gente?
La cultura. Pistoia ha tanta bella cultura da offrire ai cittadini. Mi riferisco ai suoi monumenti, alla sua storia che merita una continua divulgazione per favorirne la conoscenza.

Se dovesse descrivere Pistoia attraverso un odore, quale utilizzerebbe? Perché?
Se esistesse, utilizzerei un odore chiamato antico. Antico nel senso più alto. Camminare nella parte vecchia della città, percorrere gli stretti vicoli che costeggiano tutti gli edifici storici, dove tanti fatti di rilievo si sono svolti, non può lasciare indifferenti. La sensazione che avverto, è una sorta di nostalgia di un tempo lontano e pur in qualche maniera ancor presente e vivo, vivissimo.

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4 commenti a “Pistoia ed un pregiato odore d’antico”

  1. Sara Radicia scrive:

    Questo articolo è molto toccante, mi è piaciuto. Anche per come sottolinea una attività che merita di avere risalto. Complimenti Bonfiglio.

  2. Marcello Di Sarno scrive:

    Complimentoni!!!
    E’ un’intervista di grande spessore culturale e sociale, che lascia dentro un’emozione profonda.

  3. Andrea Bonfiglio scrive:

    Gentili amici del blog,

    accolgo con piacere i vostri apprezzamenti e li giro subito a Massimo Di Bello ed a tutta la redazione per aver accettato con entusiasmo la mia proposta. Un plauso, inoltre, va al Presidente Maurizio Martini, infaticabile promotore della cultura, delle arti e del “vivere civile” in terra pistoiese.

  4. Marina Greco scrive:

    Un’intervista che emoziona.
    Andrea, i miei complimenti!

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