21 Ottobre 2008

Tutti in viaggio, al Touriseum di Merano

di Marina Greco (Blog Merano. Interviste Musei)

Il Dottor Paul Rösch, direttore del Touriseum, museo del turismo di Merano, intervistato dalla redazione di Comuni-Italiani.it:

Come è nato il museo?
Il museo è nato da un’esigenza: per una regione che è stata attraversata nei secoli da viaggiatori, che è stata nell’Ottocento una delle più rinomate stazioni di cura d’Europa e che basa oggi buona parte della sua economia sul turismo, era divenuto imprescindibile riflettere in modo scientifico su questo sviluppo.
La riflessione era già in atto negli ambienti intellettuali quando ci si è trovati a dover definire una destinazione per Castel Trauttmansdorff, allora in stato di abbandono: e quale migliore destinazione per l’ex residenza di villeggiatura della turista più famosa di Merano, l’imperatrice Sissi, di un museo dedicato proprio alla storia del turismo?

Qual è il patrimonio che lo caratterizza?
Il Touriseum raccoglie oggetti relativi a tutte le attività turistiche, dagli oggetti da viaggio, ai souvenir, dalla hotellerie ai manifesti turistici, tra i quali ricordiamo la collezione degli originali del cartellonista Franz Lenhart, attivo a Merano ed in Europa tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta.
Si occupa inoltre di documentare singoli aspetti dello sviluppo del turismo alpino negli ultimi duecento anni circa, anche attraverso mostre temporanee e la pubblicazione di libri su specifiche tematiche.

Cosa attira di più i visitatori?
Sicuramente la collocazione del museo all’interno dello splendido giardino botanico di Merano ha la sua attrattiva, ma i visitatori restano entusiasti soprattutto per il particolare allestimento scenografico ed interattivo del Touriseum: il percorso museale è strutturato come un viaggio nel tempo, attraverso cui è possibile immergersi nelle diverse epoche ed immedesimarsi nei viaggiatori del tempo.
Effetti sonori, filmati, modelli e cassetti da aprire sorprendono ed entusiasmano i visitatori di tutte le età.

Quale opera o collezione le piace personalmente di più?
E’ difficile dire quale oggetto in particolare mi stia maggiormente a cuore: ogni oggetto è legato alla sua storia e alla capacità di richiamare anche simbolicamente un collegamento con l’epoca e gli uomini che lo hanno utilizzato. Ma certo l’”oggetto” più curioso e notevole del nostro museo è il Gioco dell’Alto Adige: si tratta di un flipper di circa 10 metri di lunghezza, completamente intagliato a mano nel legno di cirmolo, con leve e meccanismi da azionare per condurre la pallina, che rappresenta il turista, attraverso i paesaggi ed i clichées dell’Alto Adige. L’ha realizzato per noi un giovane artista della Val Gardena, Theo Mahlknecht.

Qual’è la valenza didattica del suo patrimonio? Come e con quali risultati si rivolge agli studenti?
Credo che ogni museo ed ogni collezione abbia una valenza didattica: è la memoria delle vecchie generazioni che quelle nuove dovrebbero imparare a conoscere e portare con sé. In particolare, il nostro museo racconta uno sviluppo che ha coinvolto e coinvolge tuttora una buona parte della sua popolazione.
I ragazzi sono confrontati quotidianamente con la presenza dei turisti e delle strutture destinate ad accoglierli. Molti di loro lavoreranno probabilmente in questo settore. Per noi è molto importante che possano confrontarsi con questi aspetti del territorio in cui vivono. Il museo è stato concepito per attirare anche i visitatori più giovani. Ma questo non basta: durante la stagione di apertura proponiamo alle scuole degli ingressi gratuiti al nostro percorso museale. Nei mesi invernali invece, quando il museo è chiuso al pubblico ordinario, offriamo dei percorsi didattici espressamente realizzati per le scuole: basati su una concezione ludica dell’approccio al museo, cercano di veicolare i contenuti attraverso associazioni mentali e  libertà di movimento. Finora abbiamo ottenuto grandi soddisfazioni e molti insegnanti considerano ormai la visita al Touriseum un appuntamento annuale fisso.

Ci sono appuntamenti clou e rassegne prestigiose da non perdere?
Ogni anno il Touriseum ha un calendario di appuntamenti piuttosto ricco. Collaborazioni con altre istituzioni culturali della zona hanno prodotto risultati molto interessanti, come serate cinematografiche o incontri letterari. Quest’anno per la seconda volta ospitiamo un pomeriggio filosofico in cui riflettere sul senso dell’ospitalità…
In occasione delle mostre temporanee organizziamo anche una serie di eventi e abbiamo ospitato anche alcuni importanti convegni internazionali su tematiche legate al turismo. Ma gli appuntamenti fissi del Touriseum sono la Lunga Notte dei Musei, che abitualmente si svolge in settembre e che ci vede aperti fino alla mezzanotte con intrattenimenti musicali e piccole specialità gastronomiche, e la Festa del Castello, che si tiene l’ultima domenica di ottobre: ormai un appuntamento classico per la cittadinanza meranese, ospita gruppi musicali un po’ controcorrente, giochi per i bambini e spettacoli teatrali nella corte interna del castello.

Quali sono i servizi che offrite ai visitatori?
La nostra struttura è dotata di tutti i servizi minimi richiesti oggigiorno ad una struttura museale. L’accesso è privo di barriere, ascensori e scivoli per le scale aiutano i visitatori disabili a raggiungere praticamente tutti gli spazi del castello.
Abbiamo un ristorante–caffetteria che serve l’intero complesso del giardino botanico e che è adiacente al museo. All’interno del Touriseum offriamo quotidianamente un ingresso gratuito alle 11.00 del  mattino.
I visitatori possono rilassarsi nella nostra  “sala di decelerazione” e i più  piccoli hanno occasione di travestirsi da viaggiatori di fine Ottocento e giocare alla reception del nostro Hotel Fantasia.

Quale ruolo assolve, dal punto di vista sociale e culturale, nell’ambito territoriale?
Il Touriseum è ormai una realtà consolidata nel territorio. Il turismo, con le sue attività e nel rapporto fra visitatore e ospitante, presuppone un certo grado di messa in scena. Il territorio si trasforma per le esigenze del turismo, albergatori ed esercenti si uniscono in consorzi per arricchire l’offerta di servizi e di divertimenti, vengono esaltati aspetti della cultura locale in modi non sempre rispettosi, spesso solo per offrire al turista uno spettacolo più “credibile”. E spesso l’impellenza della soddisfazione del cliente fa dimenticare aspetti negativi quali l’inquinamento, l’eccessivo affollamento… Credo che una delle funzioni del nostro museo rispetto al territorio sia proprio quella di monitorare e riflettere anche in modo critico sul turismo. Seguire il suo sviluppo, metterne a nudo alcuni meccanismi aiuta anche i visitatori a metterlo e mettersi in discussione. Molti turisti che ci visitano vengono poi a dirci che non avevano mai considerato certi aspetti e che ora che ne sono consapevoli, cercheranno di comportarsi in modo più responsabile. Questo assolve, secondo me, un aspetto fondamentale delle istituzioni culturali, che è quello dell’educazione sociale.

Come immagina il museo da qui a dieci anni?
Il nostro museo entra nel 2009 nel suo settimo anno di vita, e si sa, il settimo anno è sempre critico… Si dice che il ciclo di vita di un’esposizione duri circa cinque anni. Il Touriseum sembra portare davvero bene i suoi sette, ma è indubbio che per continuare ad essere efficacemente comunicativi sia necessario adeguarsi costantemente alle evoluzioni della società. Credo che la funzione principale del nostro museo, e di tutti i musei, sia di costruire attraverso la memoria una riflessione sul presente. Il presente fra dieci anni sarà forse diverso da quello di oggi. Da poco abbiamo introdotto un tour virtuale sulla nostra pagina web. In quell’occasione abbiamo invitato collaboratori museali di tutta la regione ad un incontro per discutere sul ruolo delle nuove tecnologie in ambito museale. Le nuove generazioni conoscono il mondo più facilmente attraverso internet che attraverso il contatto diretto. I giovani che fra dieci anni saranno uomini, forse avranno bisogno di altre tecnologie per dialogare veramente con il museo. Ritengo che l’importante sia che il museo continui a dialogare con i suoi visitatori e a trasmettere i suoi contenuti. E credo che continuerà a farlo fra dieci anni forse con nuovi strumenti, ma esattamente con la stessa passione.

Riferimenti:
Touriseum - Museo Provinciale del Turismo
Via S. Valentino, 51a - 39012 Merano
Telefono: 0473-270172; Fax: 0473-277665
Indirizzo email: info@touriseum.it
Sito Web: www.touriseum.it

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