17 Novembre 2008

Il coraggio delle idee nel Genio fiorentino

di Marcello Di Sarno (Blog Provincia di Firenze. Interviste Province)

Il Presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi intervistato per Comuni-Italiani.it

Eletto appena ventinovenne alla carica più alta di Palazzo Medici Riccardi, ha inaugurato il suo mandato con un aforisma d’effetto.
Le idee non fanno paura a chi ne ha” è una frase che rimanda direttamente al grande scrittore fiorentino Vasco Pratolini, ma vuole essere anche la denuncia della mediocrità del pensiero, dell’incapacità di sognare, che spesso hanno caratterizzato anche la politica. Guardare in avanti, progettare, fissare degli obiettivi ambiziosi e fare di tutto per mantenerli crea scompiglio in chi considera la Pubblica Amministrazione una sorta di palude, un tempio dell’immobilismo.
Ma se a soli 29 avessi sposato la strategia del  “Quieta non movere” tanto valeva non fare il presidente. Anzi, tanto valeva rinunciare a far politica.

Firenze - Matteo Renzi

Dal 2004 la sua governance ne ha “smosse” di acque. Le onde più significative?
Risparmio energetico e fonti alternative rappresentano uno dei fiori all’occhiello dell’azione amministrativa svolta dalla Provincia.
L’elenco sarebbe lungo, dall’iniziativa “Mille per mille” al fotovoltaico nelle scuole, dall’energia idroelettrica recuperata dalle briglie sull’Arno all’eolico per il Mugello. E poi il parco della Piana, Riciclabilandia, oppure il bando di concorso finalizzato al sostegno di progetti per la riduzione della produzione di rifiuti.
Per quanto riguarda la scuola, la nostra soddisfazione è che, nonostante la popolazione scolastica sia aumentata di circa 10mila unità negli ultimi cinque anni, siamo riusciti sempre a rispondere alle esigenze di nuove aule da parte degli studenti.

Un’azione “illuminata” dal cosiddetto “Genio fiorentino”.
“Il Genio Fiorentino” è il nome che abbiamo dato ad una combinazione di eventi che, ogni anno a primavera valorizza in modo nuovo il nostro patrimonio artistico e culturale. Il Genio fiorentino rappresenta inoltre lo spirito di un popolo che, nei più svariati settori – dalla moda alla scienza, dall’arte all’industria –, trova sempre nuovi spunti d’inventiva nella consapevolezza di vivere un territorio che comprende la Vinci di Leonardo, la Certaldo di Boccaccio, il Mugello dei Medici e di Giotto, per non dire la Firenze di Dante e del Rinascimento, e che ha dato i natali a Lorenzini, il creatore di Pinocchio.

In tal senso, da esperto di direct marketing qual è, su cosa punta la sua personale promotion del territorio?
Bisogna partire da una considerazione: il nome Firenze ha un tale richiamo internazionale che è pari a pochissime altre città di livello mondiale.
Però il messaggio che dovremmo riuscire a fa passare tra i turisti è pressappoco questo: oltre Firenze c’è un altro tesoro nascosto di arte e di bellezza che vale il David, Ponte Vecchio o il Campanile di Giotto. Perché è vero che lo straordinario patrimonio artistico che la città conserva è unico per qualità, quantità e varietà, però anche sul territorio che circonda Firenze vi sono opere d’arte, musei, borghi, castelli, palazzi, pievi e inoltre vigneti e colline, che sfuggono ai grandi flussi turistici e che meritano invece un’attenta visita.

Da esponente della “generazione google”, così come si è autodefinito, ha investito sulle infinite declinazioni del web per ricostituire l’”agorà” fiorentino. Com’è andata?
Credo profondamente nella tecnologia e nel suo forte potere comunicativo. Per questo ho voluto che l’Ente provinciale avesse una web tv per promuovere e diffondere l’attività delle Istituzioni. Oggi più di ieri la grande rete telematica, in tutte le sue forme, rappresenta lo strumento più democratico che la gente ha a disposizione, proprio perché è aperto a tutti ed è alla portata di tutti.
Non bisogna aver paura delle tecnologie ma affrontare le sfide che impongono. Il cyberspazio creato sulla rete è costruttore di nuove cittadinanze, di luoghi d’incontro, seppur virtuali, dove tutti possono confrontarsi, esporsi, appassionarsi e sentirsi parte attiva di una comunità.

Un occhio alla storia dell’Ente. Un giorno da ricordare dagli esordi postunitari ad oggi.
L’11 agosto del 1944 il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale si insediò a Palazzo Medici Riccardi e ricostituì la Deputazione provinciale, reintrodotta da un decreto del 4 aprile 1944.
Una svolta storica per Firenze, per il suo territorio e soprattutto per le Istituzioni democratiche, dopo che, con l’avvento del fascismo, il 25 novembre 1922 Consiglio e Deputazione provinciali erano stati sciolti e sostituiti da una Commissione straordinaria.

Tra sostenitori e detrattori del ruolo istituzionale della Provincia, rispetto alle Regioni e ai Comuni, come vede il futuro di questo Ente?
Chi definisce la Provincia come un Ente inutile, spesso non ha idea del lavoro che questa svolge e quante siano le funzioni assegnatele direttamente dallo Stato e delegatele dalle Regioni. La funzione di coordinamento nella programmazione che viene fatta, a livello territoriale, con tutti i Comuni della provincia è uno dei compiti che impegnano l’Ente in un ruolo di raccordo, del quale ogni piccola Istituzione sente la necessità.
Credo pertanto che la Provincia prevista in Costituzione non sarà abolita, ma se ciò avvenisse io non mi opporrei. Ricordo solo che le funzioni oggi svolte dall’Amministrazione provinciale dovrebbero essere ricollocate fra i Comuni, spezzettando così un ambito territoriale di programmazione di grande necessità per lo sviluppo delle aree ricomprese.

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