3 Dicembre 2008

La città dai mille volti e dai mille gusti

di Sofia Riccaboni (Blog Piacenza. Alla Scoperta della nostra Italia)

Piacenza è un insieme di arte, cultura, architettura e sapori che si sposano con un territorio reso unico da panorami mozzafiato, valli e pianure sterminate.

A poca distanza dal grande fiume Po e dagli Appennini, di cui si vedono le prime alture, immersa nella pianura padana, questa città preannuncia subito ai turisti una visita dai ritmi e dai sapori di un tempo.
Un misto di tante cose che insieme la rendono uno stupendo luogo da scoprire, con occhi sbarrati sui palazzi e sui monumenti, senza tralasciare locali tipici e prodotti gastronomici semplici e, al tempo stesso, ricchi e gustosi.

Al primo ingresso nel centro storico, ciò che colpisce subito e inebria lo sguardo attonito è il colore dei suoi palazzi: ecco svelato il mistero del perché Piacenza è definita “città rossa”.
Il colore dei mattoni dei suoi palazzi è stato diverse volte ricordato nei libri e nei diari di tantissimi viaggiatori; ma, oltre alle particolari tinte, i palazzi rappresentano un misto di stili che si sovrappongono e si mescolano con armonia e mai con prepotenza. Residenze di epoche diverse adornano strade che si incrociano con altre ad angolo retto - quasi perfetti - a richiamare e conservare le origini romane di una città nata come campo militare.

Duomo di Piacenza

Duomo di Piacenza

Simbolo per eccellenza di questo periodo storico è anche il Duomo, con il suo angelo in rame dorato posto in cima al campanile. Ma quello che lascia senza fiato è il palazzo comunale, detto anche il Gotico, un edificio risalente all’epoca medievale: stupefacente gioco di colori, contrasto surreale tra il bianco marmoreo delle arcate del porticato e il rosso dei mattoni del piano superiore; linee lisce, interrotte solamente dal portico, che contrastano con i merli e le trifore del primo piano.

Passeggiando per la città alla ricerca dei segni del tempo, si scopre poi la sua parte rinascimentale.
Ecco allora il simbolo per eccellenza del periodo ducale: il Palazzo Farnese. E ancora la Chiesa di San Sisto e quella di Santa Maria di Campagna: architetture uniche che rievocano uno dei periodo più belli della nostra penisola.

Per chi invece ama l’arte nella sua visione moderna, è inevitabile un passaggio alla Galleria Ricci Oddi, dove si può ammirare la preziosa collezione di arte figurativa che espone opere risalenti alla metà del XIX secolo.

In questa città è possibile seguire anche percorsi gastronomici che riassumono e offrono il meglio delle tradizioni locali; un insieme di sapori che, come la sua storia, permettono di sentire in pochi attimi tutto l’amore per la terra e per i suoi prodotti.

Quindi giusta conclusione di una visita a Piacenza non può che essere un passaggio in osteria, mangiando uno dei tanti salumi eccellenti: coppa, salame e pancetta, tutti rigorosamente D.O.P., accompagnati dal famoso Gutturnio.
Rinomato e conosciuto in tutto il mondo, dal gusto deciso che richiama il carattere della terra e della sua gente, questo nettare è prodotto sulle colline vicine alla città ed è la chiusura ideale alla visita di una città ricca di tradizioni e sapori.

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