3 Dicembre 2008

Osimo: un viaggio nel tempo e nello spazio

di Valentina Cavaliere (Blog Osimo. Racconti di Viaggio)

Quando mi hanno proposto di visitare Osimo non sapevo davvero cosa aspettarmi; in fondo è una cittadina di cui non si parla così spesso.
Una volta lì, però, sono stata rapita dal suo fascino, dalla calma e tranquillità che le sue piccole viuzze, assieme ai ciottoli e ai giardini trasmettono.
Osimo è uno dei piccoli gioielli delle Marche, dove il medioevo sembra non sia mai passato e le strade e le piazze ricordano le vestigia di una grande storia fatta di lotte per l’autonomia e poteri imperiali.
Io e i miei amici partiamo in un pomeriggio trafficatissimo; ci lasciamo alle spalle il caos e lo stress della città. Ci immettiamo sulla tangenziale e in poche ore entriamo nelle tranquille Marche.

Ci accolgono sentieri di campagna con i loro colori caldi e rassicuranti, piccoli bar e negozietti tipici. Finalmente arriviamo a Osimo, è tardi e la stanchezza e la fame ci impongono una cena abbondante e un sonno intenso in vista della lunga giornata dell’indomani.

Sono le nove e stiamo già tutti in piedi carichi di energia, pronti a scardinare i segreti della città.
I raggi caldi del sole ci accompagnano lungo il viale alberato di Porta Triste, uno dei luoghi più antichi di Osimo, dove intatte si ergono le cinta murarie create a protezione del borgo. Provo a immaginare il via vai, su quel sentiero, dei tanti mercanti o nobili intenti a procacciarsi affari o alleanze, e mi si proiettano nella testa gli abiti e i rumori di un tempo, avvolta da un’atmosfera surreale, quasi fiabesca.

Ritorno alla realtà e i miei occhi, così assetati di dettagli, scrutano da lontano l’alto campanile della Chiesa di San Marco e mi convinco dell’inutilità della macchina fotografica data la perfezione delle linee barocche che di sicuro resteranno impresse nella memoria. Nella Chiesa ammiriamo i decori della navata e gli affreschi dell’altare e dell’abside che ritraggono la Madonne e i Santi.
La nostra attenzione si sposta più avanti in piazza Matteotti, dove è situata la Chiesa di San Paolo dell’Ospedale. Presenta anch’essa dei preziosi interni, come nella precedente, vi troviamo affreschi e stucchi decorati. Anche qui, dunque, dimora il fascino barocco proprio di una terra importante.

Proseguiamo il viaggio e arriviamo a Piazza Mancini, un piccolo angolo di città che ospita il Teatro Nuovo Fenice. E’ tarda mattina, scorgo dall’uscio dell’entrata principale un via vai di persone intente a portare oggetti, sistemare e ripulire le stanze interne, si preparano sicuramente allo spettacolo della sera; in programma c’è la pièce di un noto attore napoletano!
Che strano trovare tracce di casa, ma la cosa non mi tocca perché sono troppo presa da tutte le peculiarità che Osimo mi mostra. La facciata del teatro è molto imponente, l’aspetto è quello di un palazzo ottocentesco ma data la chiarezza dei colori sospetto che sia stato ristrutturato di recente.

Scoccano le due e per quanto la mia mente sia gratificata da tutta quest’arte e storia, anche lo stomaco vuole la sua parte: gli amici suggeriscono una piadineria del centro. Non vedo l’ora; con la fame e la curiosità che mi attanagliano mi precipito al tavolo lungo che ricorda molto le sagre di paese. Ordino una classica piadina, Crudo Squaquerone e Rucola, mamma mia è buonissima!
Dopo mangiato, per riposare un po’, ci fermiamo nei giardinetti su in alto al colle da dove è possibile ammirare tutta la città in basso. Tra giochi per bambini e statue dedicate al milite ignoto restiamo a godere della pace del posto e penso a quanto siano fortunati gli osimani che possono assaporare ogni giorno questa sensazione di calma e relax.

Ci incamminiamo di nuovo nel centro della città, la nostra prossima tappa è il Duomo.

Il Duomo di Osimo

Il grande edificio religioso, dedicato a San Leopardo, ha origini molto antiche. La facciata esterna è tardo gotica; per entrare dentro salgo un’ampia scalinata che mi conduce dritta ad un portico romanico. Entro, mi perdo nella lunga navata e la prima cosa che noto sono gli affreschi dedicati al Vecchio Testamento. Queste immagini ritratte, assieme alla tele pregiate, rendono suggestivo tutto il percorso.

Non basta un pomeriggio per ammirare tutti i dettagli di una Chiesa così bella, ma il tempo scorre in fretta. Uscita dal Duomo mi accorgo che si è fatto sera. Torniamo a casa e dopo un ristoro veloce ci prepariamo a godere della vita notturna della cittadina.

Nei piccoli baretti del centro incontriamo molti ragazzi, restiamo a bere qualcosa e usciamo a respirare un po’ di aria fresca. Alzo la testa, con somma invidia ammiro il cielo limpido di una cittadina con poco smog, che lascia libere le stelle di brillare numerose.

Una volta a casa ripenso ad Osimo; l’armonia delle sue vie e delle sue piazze, la suggestione del borgo medievale e l’eleganza degli edifici settecenteschi.
Ricordando la perplessità della partenza penso a quanto, invece, c’è da raccontare della bella Osimo.

  • Segnala su: Inserisci nei preferiti del.icio.us segnalo OKNOtizie Google YahooMyWeb Facebook Technorati

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.

Articoli nei Comuni Vicini: Offagna (1), Recanati (1), Ancona (4), Numana (1), Filottrano (1), Montelupone (1), Potenza Picena (1), Porto Recanati (1), Macerata (4), Morrovalle (1), Montecosaro (1), Jesi (1)