15 Dicembre 2008

La perfetta sintesi tra cultura, natura e tradizione

di Eleonora Giuliani (Blog Scanno. Racconti di Viaggio)

Lago di Scanno

Lago di Scanno

Un giorno d’agosto decisi insieme ai miei amici di andare a scoprire qualche bel posto della mia tanto amata regione: l’Abruzzo.

Tra le tante mete proposte scegliemmo quella di Scanno: un piccolo paesino in provincia de L’Aquila, il cui borgo è adagiato su uno sperone montuoso e un omonimo lago caratterizza il suo centro abitato.

Partimmo in macchina e nel giro di poco più di un’ora giungemmo a destinazione. Prima di visitare lo stupendo patrimonio naturale, però, decidemmo di perlustrare in lungo e in largo il centro cittadino.

Per raggiungerlo, essendo particolarmente arroccato, c’era la possibilità di affittare delle biciclette, dei tandem o addirittura dei risciò. In alternativa si poteva usufruire della navetta che portava direttamente all’interno del paese. E, nonostante la nostra giovane età e la nostra “forma atletica”, optammo per quest’ultima alternativa.
Volevamo conservarci le energie per affrontare meglio la lunga giornata che ci attendeva!

Giunti nel cuore del borgo cominciammo a perlustrare le strette stradine sulle quali si riversavano le numerose abitazioni e fummo colpiti per come fossero sopravvissuti i costumi e le usanze antiche.

Borgo cittadino

Borgo cittadino

Anziane signore sedute sui pianerottoli delle loro casette con il capo coperto da generosi fazzoletti, scrutavano noi turisti che curiosi passavamo da un vicolo all’altro. Con il loro sguardo serio e indagatore ci riportavano in tempi ormai passati.

Passeggiando ci imbattemmo in una graziosa chiesetta; sul luminoso altare, in mostra, le statue che venivano trasportate a spalla dagli abitanti del paese durante le processioni delle feste patronali.

Usciti da questo luogo sacro ci dirigemmo verso una delle pasticcerie tipiche del borgo dove - accontentando una richiesta di mia madre prima della partenza - acquistai una mega razione del “Pan dell’orso”, dolce tipico di Scanno che non può assolutamente non essere gustato.

Trascorsa la mattinata bighellonando per le piccole stradine, ad un certo punto i nostri stomaci cominciarono a ricordarci che era ora di pranzo! Pur essendoci tantissimi ristoranti dove poter degustare le tipiche pietanze del posto, la nostra intenzione era quella di raggiungere il lago dove avremmo continuato la nostra gita.
Perciò, dopo aver fatto rifornimento in un supermercato incontrato sul cammino, riprendemmo la navetta diretti verso lo specchio lacustre che rappresenta uno dei laghi naturali più grandi d’Abruzzo.

Raggiunta la meta, ormai affamati e stanchi per la lunga mattinata trascorsa, ci adagiammo sulle sponde del lago, sfoderando le nostre coperte e naturalmente i nostri panini ben farciti.

Il paesaggio era stupendo: una distesa di acque azzurre raccolte dalle alte montagne circostanti si apriva al nostro sguardo; stormi di anatre nuotavano alla ricerca delle briciole offerte loro dai turisti; il sole si rifletteva sullo specchio trasparente e illuminava interamente questo che sembrava un paradiso terrestre.

Ammaliati da quello che la natura ci stava offrendo, non facemmo altro che distenderci lungo la riva, coccolati da una pace serafica che riempiva l’animo.

L’arrivo del tramonto segnò anche l’ora della partenza; con il paesaggio tinteggiato dei colori caldi del sole calante, ci rimettemmo in viaggio alla volta di casa.

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