14 Febbraio 2009

La difficoltà di fare informazione in una piccola realtà locale

di Monia Melis (Blog Villaputzu. Interviste Giornalisti)

Michele Garbato

Michele Garbato

Michele Garbato è direttore del mensile locale La Voce del Sarrabus e da 15 anni segue la cronaca della zona.
Da giornalista racconta Villaputzu, un paese ospitale sulla costa sud orientale della Sardegna, con un mare stupendo ma alle prese con la triste storia della “sindrome di Quirra”: una patologia che prende il nome proprio da una frazione cittadina in cui è altissima l’incidenza di tumori e leucemie.

Ancora non è chiaro da cosa dipenda, l’unica cosa certa è che gli abitanti di Quirra sono vicinissimi alla base militare Perdasdefogu, in cui si svolgono operazioni navali, aeronautiche e terrestri.
Si tratta di un poligono missilistico sperimentale e di addestramento, gestito dall’aeronautica militare italiana e messo a disposizione della Nato.

Anche alcuni militari che hanno prestato servizio nella base si sono ammalati e, perciò, il sospetto è che nel poligono si sperimentino armi contenenti uranio impoverito, come più volte denunciato dall’Associazione Nazionale Familiari Vittime delle Forze Armate e dai movimenti locali, tra cui il comitato locale “Gettiamo le Basi”. Tuttora manca un’inchiesta indipendente sulla zona.

Come vive Villaputzu da giornalista?
Ho iniziato a frequentare il paese più o meno 15 anni fa: mi sono occupato di cronaca per un quotidiano locale, l’Unione Sarda, e poi ho seguito tutta la zona per il telegiornale di Videolina. La zona, chiamata Sarrabus, è una realtà sicuramente interessante, con delle caratteristiche peculiari rispetto al resto dell’isola.

E quali sarebbero?
Gli abitanti sono persone molto disponibili e ospitali. L’unica cosa, ma forse questo è comune a molti in Sardegna, sono abituati all’informazione di tipo istituzionale. Perciò è sempre difficile farne una “critica” e, se provi a farla, puoi trovarti un pò di gente che ti salta addosso. Ciò lo vedo anche con il mio giornale “La voce del Sarrabus” o ancor prima, anni fa, quando curavo il notiziario proprio del comune di Villaputzu.
Insomma io avevo carta bianca e la cosa non piaceva a tutti, perché si andava a scavare anche in cose poco piacevoli. Come la famosa sindrome di Quirra, appunto!

C’è un’inchiesta locale a cui lei è più legato?
E’ proprio quella della sindrome, purtroppo. Fa parte del posto, non c’è nulla da fare; non si può fare informazione nel Sarrabus prescindendo dalla presenza della base militare di capo San Lorenzo e dai presunti problemi che sono collegati a essa. E, soprattutto, non si possono ignorare le statistiche che dicono che nella zona di Quirra c’è un alto tasso di linfomi, insomma tumori. E il fatto che manchi un’inchiesta indipendente, non militare, non rassicura.
Già nel 2001 proprio il giornalino del comune aveva lanciato questa cosa, poi l’anno successivo c’è stato un tam tam mediatico, soprattutto nei giornali locali e in diverse trasmissioni tv, come Report su Rai Tre.

Quali sono i suoi posti speciali al di là di questa triste storia di attualità?
Ce ne sono tanti! Il primo che mi viene in mente è proprio la spiaggia di Murtas, nella frazione di Quirra, vicino alla base militare: è veramente un paradiso, anche di pace, anche in estate. Questa, infatti, non è toccata dai flussi turistici e, quindi, anche ad agosto pur essendoci molta gente, ce n’è sempre di meno rispetto alle altre spiagge.
Poi ci sono altri scorci nell’entroterra molto belli; un esempio è Baccu Locci, anche se il percorso per arrivarci non è agevole.
Ci sono poi altri angoli ricchi di storia e cultura che meritano una visita. Una tra tutte la chiesetta romanica di San Nicola di Quirra, un vero gioiello che dovrebbe essere salvaguardato, curato di più anche quando non viene la televisione a fare le riprese.

Come è cambiata Villaputzu negli ultimi decenni?
Sicuramente dei progressi ci sono stati, anche se minori rispetto a quelli dei paesi vicini. Fino a poco tempo fa, giusto per fare un esempio, non arrivava nemmeno l’Adsl; forse ora hanno escogitato qualche altro metodo per fare arrivare la connessione veloce.
Il mio è un paese un po’ particolare, molto attaccato alle tradizioni, ma anche con molta voglia di crescere.
Ci sono sempre più luoghi ricreativi per i giovani - penso ai locali che ci sono anche nella spiaggia di Porto Tramatzu - quando, fino a poco tempo fa, non c’era da fare altro che passeggiare nella via principale.

Cosa auspica per il futuro?
Un rinnovamento per quanto riguarda l’amministrazione comunale. E’ lì che i giovani dovrebbero essere maggiormente protagonisti!
Servono energie nuove, che svecchino la politica dai vecchi concetti che la vedono legata alle famiglie.
Bisogna iniziare a pensare al bene del paese e non più alla salvaguardia di interessi particolaristici.

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