28 Febbraio 2009

Nel futuro una città più aperta alle innovazioni

di Sara Radicia (Blog Savigliano. Interviste Giornalisti)

Dario Rivarossa

Dario Rivarossa

Iscritto all’Albo dei Giornalisti e stimato traduttore, lavora per Arnoldo Mondadori e per varie aziende internazionali di traduzione: Dario Rivarossa intervistato su Savigliano per Comuni-Italiani.it

Di cosa si occupa adesso, Dario?
In questo momento mi trovo a Perugia e lavoro al “desk”, cioè all’interno dell’ufficio, occupandomi di controllare e correggere gli articoli che arrivano.

Ci presenti Savigliano in poche battute.
Una città di origini piuttosto antiche, anche se il suo aspetto attuale deriva dalle trasformazioni dal Settecento in poi. Tra i personaggi famosi: il patriota Santorre di Santarosa e l’astronomo Giovanni Schiaparelli. Sul piano industriale, proprio qui è nato il “Pendolino”, cioè il tipo di treno oggi chiamato Eurostar, ETR, Freccia Rossa, eccetera.

Secondo lei cos’è che colpisce di più il turista quando la visita?
I palazzi nobiliari del Sette-Ottocento, soprattutto Palazzo Taffini. Inoltre la Gipsoteca, cioè la raccolta delle “prove in gesso” di tutte le sculture di Davide Calandra, il più importante scultore ufficiale della monarchia dei Savoia all’inizio del Novecento. Come qualità possedute dagli abitanti invece, la laboriosità e lo humour piemontese.

Quali sono le bellezze artistiche principali e i luoghi che lei preferisce?
Oltre ai palazzi di cui si è parlato, in molte chiese ci sono pitture cinque-seicentesche di grande valore. La chiesa più bella secondo me è quella di San Pietro.
Come luoghi da segnalare personalmente scelgo quelli già citati: Palazzo Taffini, la Gipsoteca e San Pietro. Un altro angolo molto “surreale” è poi il cosiddetto Museo della Marina in pianura padana! Oggetti della navigazione (ancore, timone, mine, radar) esposti in un piccolo parco all’aperto. Il motivo per cui questo luogo espositivo sia nato proprio qui è che nei decenni scorsi molto saviglianesi venivano arruolati nella Marina.

Ci sono manifestazioni artistiche o culturali particolari?
Sì, c’è una stagione musicale e di prosa di un certo rilievo al Teatro Milanollo.
Da quest’anno esiste una sede distaccata dell’Università di Torino. Si sta attrezzando l’area della ex chiesa della Croce Nera per attività culturali, convegni e simili. In questi ultimi anni inoltre, si sta facendo molta promozione eno-gastronomica di “madama la piemunteisa“, che è la bistecca fiorentina in versione locale.

Come è cambiata la città negli ultimi trent’anni?
Il cambiamento forse più evidente è dato dall’immigrazione. Per molto tempo, gli stranieri provenivano quasi esclusivamente dall’Albania; oggi, invece, i flussi sono cambiati e la cosa che si nota di più camminando in centro  sono le donne musulmane con il velo - non il burqa! - un semplice foulard in testa. Per fortuna che l’integrazione qui funziona mediamente bene.

Ci racconta un evento legato alla città che le è particolarmente gradito?
Una splendida mostra su Antonio Ligabue, una decina di anni fa. La scelta delle opere e gli ambienti scelti per esporle mi sono rimasti nel cuore.

Ultima domanda: cosa cambierebbe se potesse nella sua città?
Nell’insieme la mentalità è abbastanza provinciale, ma questo mi pare un grosso problema dell’Italia tout-court. Più in particolare renderei Savigliano più scintillante il sabato sera, anziché far fuggire tutti a Saluzzo o dintorni. Favorirei il turismo, gli eventi culturali (arte, letteratura… non la solita poesia) e le librerie. In ultimo, terrei meglio sotto controllo lo spaccio di droga.

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