12 Marzo 2009

Un angolo di relax tra Roma e Napoli

di Sofia Riccaboni (Blog Arce. Interviste Scrittori)

Stefano Giovinazzo

Stefano Giovinazzo

Stefano Giovinazzo, 28 anni laureato in Scienze della Comunicazione a Roma. Giornalista pubblicista, dirige il settimanale online di informazione Ghigliottina.it e cura la web magazine sui libri IlRecensore.com. Anche scrittore, ha recentemente pubblicato il suo ultimo lavoro “Finché non ti ho trovata”.
Ad Arce, provincia di Latina, ha trascorso tutte le estati della sua recente gioventù: quelle che si ricordano di più e quelle che permettono di godere meglio del posto, perché si tende a vivere “per strada” con gli amici.

Cosa rende caratteristico il paese di Arce?
Il centro storico, pieno di storia e di fascino, con la chiesa che domina la piazza e i vicoli cui si sale, per scale in pietra ormai ricoperte di erbetta, tra gatti e lumi antichi. Un centro che riporta quel profumo di “paese di una volta”. Ma sicuramente anche la dolce campagna, ricca di oliveti, meta di numerosi gite estive, che circonda il paese.

Qual è il monumento che maggiormente incarna il simbolo del paese?
Sicuramente poco pubblicizzata, ma di molto fascino, è la Fontana monumentale del 1874. Si trova in piazza Umberto I, considerata il belvedere della cittadina, dove si può vedere anche la stupenda basilica dedicata ai Santissimi Pietro e Paolo, con la sua facciata austera fatta di sassi e mattoni a vista.
Forse, a pensarci bene, è tutta la piazza che simboleggia il comune di Arce, con il contorno non solo della chiesa ma anche dei suoi palazzi e la veduta, stupenda, sulla campagna.

Dovendo fare un tour nel paese quali posti mostrerebbe?
Sicuramente la Torre del Pedaggio merita una visita. Viene chiamata così perché costruita, in periodo medievale, sulla sponda del fiume Liri nei pressi di un ponte. Anche se ormai resta poco da vedere, la torre è ancora in piedi e il piccolo maniero che la circondava sta cadendo a pezzi.
E poi c’è la piccole stazioncina che mantiene ancora la propria tipicità storica e anche la località Rocca d’Arce, barricata su uno sperone.

Ci sono feste popolari particolarmente folkloristiche?
Si e sono molto sentite. Fra tutte la festa popolare del patrono Sant’Eleuterio che si tiene il 29 maggio e termina il 3 agosto, al quale è dedicata la chiesa che si trova sulla strada Valle del Liri. Il 28 agosto si tiene, invece, quella di Sant’Agostino, con la fiera mattutina. Chiude il cerchio delle feste Santa Maria della Vittoria a fine agosto. Insomma diciamo che in estate a Arce non hai tempo per annoiarti, se ti piacciono le ricorrenze popolari.

Mi descrive il paese come farebbe da scrittore?
Arce, tra le dolci colline della Ciociaria. La cucina tipica del luogo è una delle specialità da non farsi mancare, olio e pane come delizioso sfarzo culinario tipicamente ciociaro. Salire su in paese è dominare il paesaggio che sembra dormire, un po’ sornione un po’ stanco del ritardo culturale industriale.
I vicoli ricchi di storia centenaria donano quella tranquillità per chi fugge dal caos metropolitano di Roma. E’ comoda proprio per la sua raggiungibilità, situata a circa 17 chilometri da Frosinone, e vicinissima a centri come Roccasecca e Cassino.

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